Poëticae Mater di Luigi Razzano – Recensione

di Raffaele Piazza.

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Poëticae Mater, la breve silloge di poesie, quasi una plaquette, di Don Luigi Razzano, che prendiamo in considerazione in questa sede, presenta una premessa dell’autore e una prefazione di Nazario Pardini, entrambe esaurienti e ricche di acribia nel loro riferimento al tema centrale dell’incarnazione e della nascita di Gesù dal grembo di Maria.

Protagonista è Maria stessa e non è un caso che il poeta (che è anche scultore) con un ardente misticismo, sospeso tra trascendenza e immanenza, con un poiein, rarefatto, raffinato e ben cesellato, metta in scena la vicenda della Vergine e la poesia stessa si fa preghiera, nel divenire la stessa Madonna persona uscendo dal suo stato creaturale a partire dal suo fiat.
Anche la fisicità di Maria viene definita in modo sublime da Don Luigi e non è un caso che il poeta sia un ardente sacerdote, elemento che ci fa comprendere la familiarità e la divina tenerezza nell’accostarsi alla tematica, quando non può non venire in mente il motto del pontificato di San Giovanni Paolo II totus tuus riferito alla Madre di Dio stessa.

In Annuncio, il primo componimento della raccolta, che ha un carattere programmatico, leggiamo nella prima breve strofa:  «Un repentino afflato di vento/ alita e gravida/ di senso la Donna/…». I suddetti versi sono davvero notevoli per icasticità, leggerezza e precisione e lo stesso vento diviene simbolo e metafora dello Spirito Santo.
Da notare la scelta del vocabolo Donna per definire la Vergine che diviene così archetipo della femminilità e della maternità, modello per tutte le donne all’insegna della loro dignità nel terzo millennio, dignità raggiunta attraverso il tempo e che per i cristiani trova la gioia anche nel dare alla luce i figli proprio come la Madonna e, se Maria e Giuseppe dovettero fuggire in Egitto per salvare la vita del Figlio, anche ora le madri hanno il dovere di tutelare e proteggere i figli anche se è radicalmente mutato lo scenario della Storia e i pericoli sono altri.

Tutto è franco, libero, apodittico, incisivo in queste poche liriche, dove lo stilema si fa asciutto e secco per incidere ancora di più l’animo del credente, scrive Pardini nella prefazione.
Del resto, nel proliferare dei libri di poesia nella nostra contemporaneità, si ritrovano varie raccolte che affrontano tematiche di tipo religioso e Maria stessa è icona e protagonista anche in altri libri di poesia di poeti e poetesse laici anche se tali raccolte sono notevolmente differenti da quella di Razzano.

Don Luigi Razzano, sacerdote – artista, a dimostrazione della sua intelligente coscienza letteraria, afferma nella premessa che il testo è stato scritto nell’arco di tre giorni, circa quindici anni fa, dopo aver letto In nome della madre, di Erri De Luca, che si rivelò come fonte ispiratrice di questo opuscolo. Tuttavia, il taglio, per così dire “terreno”, o se si preferisce “umano”, con cui lui rilegge la vicenda storica di Maria, durante la gestazione del figlio Gesù, viene intriso, nella presente raccolta, di quella prospettiva “divina” che ha portato la Chiesa a riconoscerla come Madre di Cristo.

Per la sua compattezza il libro può essere definito un poemetto sul tema del sacro e in Madre dell’amore leggiamo: «…In quel vento una Voce/ silente si posa sull’incavo del ventre/ un alito le gravida il seno…».

Raffaele Piazza