“Una casa per Ezio Bosso. L’archivio, i progetti” al Polo del 900

Il Fondo “Ezio Bosso” trova casa al Polo del ‘900 presso l’Istituto Piemontese Gramsci. Da Torino al via nuovi progetti per diffondere la musica e il pensiero di Ezio tra i giovani.

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Roma, Auditorium Parco della Musica 19 12 2019 Orchestra dell'AccademiaNazionale di Santa Cecilia in prova, Ezio Bosso direttore. ©Fondazione Accademia Nazionale di Santa Cecilia Foto Musacchio, Ianniello & Pasqualini

Trova casa a Torino il Maestro Ezio Bosso. Dopo la scomparsa nel 2020, la famiglia Bosso inizia un lavoro di ricerca e catalogazione di quanto Ezio ha lasciato nelle principali abitazioni di Londra, Bologna, Torino costituendo così il Fondo “Ezio Bosso”. A causa del “nomadismo musicale” di Ezio non è stato scontato scegliere una casa per questo straordinario archivio. Alla fine la scelta è Torino, città natale, dove all’età di quattro anni comincia quella relazione con la musica che lo accompagna tutta la vita. Nello specifico, per volontà della famiglia, il Fondo è stato affidato al centro culturale Polo del ‘900 e depositato presso l’Istituto Piemontese Antonio Gramsci esperti di valorizzazione delle personalità più importanti del Novecento e d’attualità. Da Torino vuole partire un percorso per far conoscere a una platea il più trasversale possibile la musica e il pensiero del Maestro: con eventi e attività a partire da maggio, in occasione dell’anniversario della scomparsa. Per assicurare la massima fruizione pubblica è in corso anche la digitalizzazione del Fondo sul portale 9centRo, hub degli archivi del Polo.

Come spiega Alessandro Bollo, direttore in uscita al Polo del ‘900: “Come Polo del ‘900 possiamo solo essere onorati di ospitare l’eredità artistica e culturale di Ezio Bosso, fisicamente presso l’Istituto Gramsci e online su 9CenTro. Un duplice spazio per dare voce e farci ispirare dagli insegnamenti, dal talento, dalla musica e dal percorso intellettuale e civile che Ezio ci ha lasciato. Intanto con la digitalizzazione del Fondo, 9centRo continua a crescere confermandosi sempre più un punto di accesso libero alla storia dei grandi protagonisti della nostra epoca”.

 

COSA C’É IN ARCHIVIO

Materiali e oggetti del Fondo “Ezio Bosso” ricostruiscono le tappe più importanti della vita di Ezio, a partire dall’adolescenza: dalle fotografie a Torino con il primo strumento, il contrabbasso, alle bacchette utilizzate per la direzione delle più prestigiose orchestre internazionali. Altrettante immagini, locandine, filmati lo ritraggono in concerto con l’amato Steinway, il pianoforte soprannominato “il fratellone”. Anche spartiti con annotazioni di Ezio e materiali di studio, tra le altre la Seconda Sinfonia “Under The Tree’s Voices” per cui gli dedicano un Albero all’interno del Bosco che Suona, onorificenza data ai musicisti di spicco del panorama mondiale (2011) e la Quarta Sinfonia per la Magna Charta delle Università Europee, primo inno ufficiale di questa istituzione (2015). Un importante nucleo è dedicato a “The 12th Room”, primo disco da solista che gli conferisce il Disco D’oro e il successo presso il grande pubblico, legato anche all’emozionante esibizione, oltre alla lezione umana, di Sanremo 2016. Ci sono anche quaderni di poesie e pensieri sulla sua musica come “Split, Postcards from far away (the tea room)”, inno alla speranza ispirato ai ricordi di un veterano di guerra (un filmato inedito di “Split, Postcards from far away” tratto dal Fondo “Ezio Bosso” chiude la conferenza stampa).

Troviamo anche testimonianze dell’impegno civile e sociale durante la permanenza all’Opera Pia di Barolo a Torino, durante il G7 Ambiente a Bologna, con l’Associazione Mozart14, Unicef, Associazione italiana di ricerca per il cancro. Non mancano premi e onorificenze: Disco D’oro (2016), Green Room Award in Australia (sinora unico non australiano premiato, 2011), Nettuno d’Oro della Città di Bologna (2015) e la targa assegnata dalla Città di Torino (2015). Ne emerge la straordinaria carriera che incrocia: le più importanti istituzioni operistiche mondiali come Wiener Stadtoper, Royal Opera House, Sidney Dance Company, New York City Ballet; prestigiosi coreografi quali Christopher Wheeldon, Edwaard Lliang e Rafael Bonchela; celeberrimi registi di opere come James Thierrée o del panorama cinematografico come Gabriele Salvatores, per il quale compone le colonne sonore di “Io Non ho Paura” (2003), “Quo Vadis Baby?” (2005) e “Il Ragazzo Invisibile” (2014). In archivio anche omaggi o dediche di amici e artisti tra cui un’opera di David Tremlett con dedica “I will never, never, never forget your performance” e la scultura in bronzo delle sue mani. Tra il materiale conservato da Ezio e inserito nel Fondo anche un album di disegni realizzati da alcuni bambini per un progetto scolastico a partire dall’ascolto dei suoi brani; il certificato di adozione di un Wombat a Sidney con foto al seguito che confermano il suo amore per gli animali, una autocaricatura che ne ricorda l’ironia e documenti che certificano tre Asteroidi a Ezio dedicati.

 

PERCHÉ L’ISTITUTO PIEMONTESE ANTONIO GRAMSCI

La scelta di depositare questo grande lascito presso l’Istituto Piemontese Antonio Gramsci, già impegnato con il fondo dell’Associazione Culturale Arturo Toscanini (ARCI Torino), risponde all’esigenza della famiglia Bosso di dare un rigore scientifico al materiale depositato e la più larga diffusione. Su questo fronte interviene anche la Fondazione Compagnia di San Paolo con il sostegno a specifiche progettualità mirate a diffondere la conoscenza del Maestro Bosso e della Sua opera tra le nuove generazioni.

Matteo D’Ambrosio, direttore dell’Istituto Piemontese Antonio Gramsci: “Siamo davvero onorati di poter accogliere l’archivio di Ezio Bosso presso il nostro l’Istituto. Lo consideriamo un riconoscimento importante per l’attenzione che il Gramsci ha rivolto alla valorizzazione degli archivi, sin dalla sua nascita, ma ancor di più è l’opportunità per sviluppare progetti di partecipazione e inclusione, rivolti soprattutto ai e alle giovani. In questo senso l’esperienza di Ezio Bosso nel mondo trova molta corrispondenza con quella di Antonio Gramsci, a partire dal concetto di cultura come strumento di emancipazione e crescita per le classi più deboli”.

 

VERSO UN ARCHIVIO VIVO

I materiali che compongono il Fondo non esauriscono l’esperienza artistica di Ezio Bosso. Da qui la volontà di attivare collaborazioni e progetti con esperienze nazionali e non che hanno condiviso un percorso con Ezio.

Dopo la morte di Ezio, come famiglia la nostra priorità era far sì che il suo patrimonio umano ed artistico non andasse disperso o, ancor peggio, cannibalizzato.

Abbiamo quindi fondato la Buxus Edizioni, piccola società di edizioni musicali che si è data come primo obiettivo la pubblicazione e la tutela di tutto il suo repertorio musicale: abbiamo pubblicato un cofanetto di 15 cd, A Life In Music, che potesse racchiudere tutta la sua discografia in un unico medium.

Con la Piemme, gruppo Mondadori, abbiamo pubblicato il saggio “Faccio Musica, Scritti e Pensieri Sparsi”, curato da Alessia Capelletti, per far sì che le parole di Ezio potessero essere lette e soprattutto ricordate e studiate.

Il documentario “Ezio Bosso, Le Cose Che Restano” di Giorgio Verdelli, presentato fuori concorso alla 78a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, è stato il doveroso omaggio al suo percorso artistico e la “chiusura” di una prima fase per noi emotivamente complessa ma necessaria perché Ezio “restasse” con noi.

E stiamo quotidianamente lavorando a quello che riteniamo uno dei progetti per noi fondamentali, ovvero la pubblicazione delle sue partiture sia edite che inedite, mai avvenuta prima del 2021, processo necessario affinché la sua musica possa essere studiata dalle nuove generazioni e suonata dalle grandi orchestre.

La Buxus Edizioni è solo stato il primo passo verso quella progettualità più articolata su Ezio nel processo di valorizzazione artistica ed umana di una persona riconosciuta da tutti come un musicista, un direttore d’orchestra o un divulgatore, senza dimenticare mai che per noi il Maestro Ezio Bosso rimarrà sempre figlio, fratello e zio.

Da qui l’idea di cercare una “Casa” per il suo pensiero artistico e poetico. Ma quale sarebbe stato il luogo più opportuno dove collocare questa “Casa”? Quali le collaborazioni più idonee, in grado di mantenere attiva la sua eredità musicale e intellettuale presso le generazioni future?

E da subito abbiamo ritenuto importante che questa “Casa” potesse anche contenere un archivio, dove poter approfondire il pensiero di questo artista italiano, che negli ultimi anni della sua carriera ha non solo avuto una grande attenzione mediatica e seguito di pubblico, ma ha soprattutto avviato una “rivoluzione culturale” nel nostro paese attraverso la musica cosiddetta colta volta a creare una cittadinanza condivisa sui valori democratici.

Si sa che la ricerca di una “Casa” non è mai semplice anche perché il Maestro Ezio Bosso, a differenza di altri suoi illustri predecessori, non ha mai avuto una vera casa di famiglia; ha abitato molteplici luoghi, ognuno dei quali ha contribuito alla formazione e allo sviluppo del suo pensiero artistico.

Questo nomadismo musicale lo ha portato spesso oltre i confini nazionali, pur tenendolo indissolubilmente legato al suo paese d’origine, l’Italia.

Torino, Vienna, Melbourne, Roma, Napoli, Parigi, New York, Londra, Sydney, Bologna, Trieste, Verona, Alba… Queste le principali città e i luoghi dove Ezio ha avuto domicilio come artista. Oltre alle numerose Tournée per il mondo… Tuttavia i prodromi della sua carriera risiedono a Torino, sua città natale, dalla quale si è sentito spesso incompreso, ma a cui è sempre rimasto tanto legato.

Questa nostra ricerca a Torino di una “Casa” per il Maestro Ezio Bosso ci ha condotti a identificare il Polo del ‘900 come l’istituzione più consona a costruire un progetto culturale, educativo e di impatto sociale in grado di accogliere e proseguire il suo pensiero musicale.

E tra gli enti qui presenti, abbiamo deciso di affidare alla Fondazione Gramsci, già impegnata con il fondo dell’Associazione Culturale Arturo Toscanini, questo nostro archivio al fine di contribuire all’ampliamento di un patrimonio archivistico anche dedicato alla musica dentro l’ampio percorso intrapreso dal Polo del ‘900 per mettere in connessione la memoria storica con i grandi temi della contemporaneità.

Per puro caso l’area dove sorge il Polo del ‘900 è in prossimità di luoghi appartenenti alla storia di Ezio: non solo Piazza Statuto, dove si ritrovava da ragazzo insieme ai Mods, il teatro Juvarra delle sue prime sperimentazioni con il teatro e la danza, ma non lontano da qui si trova Palazzo Barolo, presso cui dal 2013 ebbe la residenza permanente d’artista.

Il nostro lavoro di inventario su quanto lasciato da Ezio, è ancora in corso, e i materiali in ritrovamento dalle sue principali abitazioni di Torino, Bologna e Londra raccontano la sua storia solo parzialmente. Sarà necessario anche un lavoro di ricerca e di collegamento con le raccolte satellite, le quali permetterebbero di entrare in relazione con il mondo culturale italiano e internazionale, cui lui apparteneva.

Raccolte satellite… è un termine per definire documentazioni riferite a una persona specifica presso altri archivi o teche: nel caso di Ezio sembra quasi ricordarci che a lui hanno dedicato ben tre asteroidi, come abbiamo scoperto con questo inventario.

Per questo vorremmo invitare tutte quelle realtà e persone, che hanno condiviso in questi anni un percorso con Ezio, a pensare questa “Casa” come un sistema solare cui loro stesse appartengo.

Famiglia Bosso

 

 

TORINO UN PUNTO DI PARTENZA

Torino e il Polo del ‘900 quindi sono il punto di partenza per fare in modo che Ezio Bosso continui a ispirare le generazioni future. Sotto questa spinta, a maggio, in occasione dell’anniversario della morte, prendono il via una serie di iniziative dedicate al Maestro tra cui l’esposizione inedita al Polo del ‘900 di alcuni materiali tratti dal Fondo. Con la Filarmonica TRT, invece, il maestro Michele Gamba dirige l’orchestra in un concerto commemorativo al Teatro Regio di Torino con composizioni di Ezio Bosso e anche opere che il Maestro amava portare al pubblico nel suo grande impegno di divulgazione della musica classica (16 maggio).

“Per fare in modo che Ezio Bosso continui a parlare alle persone abbiamo pensato di ospitare al Polo un’esposizione inedita di alcuni oggetti significativi tratti dal Fondo. Il fulcro centrale sarà dedicato a ‘The 12th room’ una tra le più affascinanti immagini che Ezio Bosso ci ha lasciato. In quei giorni al Polo si terranno anche attività dirette ai giovani completate dal racconto di chi Ezio l’ha conosciuto” conclude Emiliano Paoletti, futuro direttore del Polo del ‘900.

 

 

CONCERTO OMAGGIO A EZIO BOSSO

Dirige il maestro Michele Gamba

Lunedì 16 maggio 2022 ore 20.30 | Teatro Regio Torino

 

A due anni dalla scomparsa di Ezio Bosso, Torino e la Filarmonica TRT ricordano il grande artista con un concerto commemorativo.

Lunedì 16 maggio al Teatro Regio di Torino il maestro Michele Gamba dirigerà l’orchestra in una serata omaggio al grande compositore, pianista e direttore d’orchestra, legato alla Filarmonica TRT da un lungo e profondo rapporto di amicizia e collaborazione artistica.

Il programma della serata prevederà non solo composizioni di Ezio Bosso ma anche opere che il Maestro amava portare al pubblico nel suo grande impegno di divulgazione della musica classica.

Oltre al concerto – l’ultimo della Stagione 2021-2022 – nel mese di maggio la Filarmonica TRT, insieme alla famiglia Bosso, promuoverà una serie di iniziative in ricordo del grande Maestro torinese, articolate sui molteplici e differenti livelli di espressione artistica con cui Ezio si è confrontato negli anni.

“A due anni dalla scomparsa di Ezio Bosso la Filarmonica TRT è onorata di omaggiare un grande artista e amico – dichiara Giuseppe Lavazza, Presidente della Filarmonica TRT – con la sua musica e il suo valore umano Ezio ha coinvolto, affascinato ed emozionato un vastissimo pubblico internazionale e la sua anima rivive ogni giorno nella sua musica”.

Una collaborazione importante, quella tra Ezio Bosso e la Filamonica TRT, culminata con le prime esecuzioni assolute della Symphony No.1 “Oceans” con il violoncello solista di Relja Lukic (Torino, 2010) e della Symphony No. 2 “Under the Trees’ Voices” presso il Festival “I Suoni delle Dolomiti” (Trento, 2010).

Questo sodalizio ha portato inoltre all’incisione della colonna sonora scritta da Ezio Bosso per i film di Andrea Porporati “Il dolce e l’amaro” e “Le ali”. Sempre sotto la direzione di Ezio Bosso nell’ottobre 2010, è stata eseguita la prima italiana dell’opera multimediale di Philipp Glass “Icarus at the edge of time”, nell’ambito del Festival della Scienza di Genova.

Si ringrazia la EY Foundation per il contributo alla realizzazione del concerto.

Anche per questo appuntamento si potrà sperimentare la formula Vivi il Concerto, un’esperienza unica in Italia ideata dalla Filarmonica TRT per avvicinare il pubblico alla musica, consentendogli di viverla in una maniera inedita e coinvolgente, a stretto contatto con l’orchestra.

Acquistando – o regalando – Vivi il Concerto si offrirà a un ospite la possibilità di conoscere uno degli artisti della Filarmonica TRT durante un incontro dedicato, in uno dei luoghi simbolo di Torino, la Farmacia del Cambio. Il giorno della prova l’ospite avrà la possibilità unica di sedere nel cuore dell’orchestra, potendo vivere da vicino l’emozione del profondo e affascinante lavoro di backstage, per poi assistere al concerto in un posto riservato in sala.

Prosegue altresì il programma Esperienza Orchestra che, grazie anche al rinnovato contributo di Intesa Sanpaolo, assegnerà 11 borse di studio a giovani musicisti. A questi artisti emergenti, selezionati tramite audizione, verrà infatti data l’occasione di partecipare ai concerti della Filarmonica TRT all’interno della Stagione dei Concerti 2021-2022.

Esperienza Orchestra è un progetto unico nel suo genere in Italia, che non si è fermato neanche durante la pandemia. Ogni giovane borsista ha la possibilità di sperimentare i ritmi serrati delle prove e gli alti standard competitivi richiesti. Una possibilità di crescere sul campo confrontandosi con un professore d’orchestra della Filarmonica TRT (affiancatogli in qualità di tutor), esibendosi sotto la direzione di direttori d’orchestra di fama internazionale.

 

TARIFFE

BIGLIETTO INTERO: € 15 – BIGLIETTO UNDER 30: € 10 – CARD 4 INGRESSI VALIDA PER LA STAGIONE DEI CONCERTI 2021-2022: € 40

 

 

BIGLIETTERIA

Le Card e i biglietti per la Stagione dei Concerti 2021-2022 si possono acquistare presso la biglietteria del Teatro Regio di Torino in Piazza Castello 215 – Torino, orari lun-sab 13-18.30, dom 10-14, Tel. 011.8815241 – 011.8815242, e, in alternativa, su https://www.vivaticket.com/it/biglietto/omaggio-a-ezio-bosso/171411

 

 

Fondata nel 2003, su iniziativa dei professori d’orchestra del Teatro Regio di Torino, la Filarmonica TRT ha consolidato la propria posizione tra le migliori orchestre del panorama europeo e viene riconosciuta come istituzione di riferimento per la versatilità con cui sperimenta l’incontro tra la musica «colta» e gli altri generi che con essa si sono confrontati e mescolati, quali il jazz, le colonne sonore e la musica popolare.

Numerose le attività che la vedono protagonista: dalla realizzazione della stagione sinfonica denominata “I Concerti” – promossa insieme al Teatro Regio di Torino – alla presenza in numerosi festival internazionali quali MITO, il Festival Berlioz di Côte-Saint-André, il Programma BASF, lo Stresa Festival, il Ravello Festival, Les Grands Interprètes di Toulouse e il Festival di Pasqua di Aix en Provence.

Degni di nota gli incontri con i grandi compositori contemporanei, con esecuzioni di prime assolute di: Francesco Antonioni, Pascal Dusapin, Toshio Hosokawa, Fabio Nieder, Michael Daugherty, Carlo Boccadoro, James Hartway e Sofia Gubaidulina.

Preziose le collaborazioni con Yutaka Sado, con il quale è stato realizzato un importante lavoro di esecuzione e approfondimento dell’intero corpus sinfonico di Šostakovič, con Ezio Bosso del quale sono state incise ed eseguite in prima assoluta, sotto la sua direzione, le due sinfonie: Oceans e Under the tree’s voices e con Gianandrea Noseda, direttore musicale dal 2015 al 2019, e ora recentemente nominato direttore emerito. Dalla stagione 2021-2022 Felix Mildenberger, giovanissimo talento molto apprezzato a livello mondiale, è il nuovo direttore ospite principale.

I vertici della Filarmonica TRT sono affidati a due imprenditori torinesi impegnati e riconosciuti anche a livello internazionale, Giuseppe Lavazza alla Presidenza e Michele Denegri alla Vicepresidenza.