Uscito il volume n°15 di “Alcyone 2000 – Quaderni di poesia e di studi letterari”

. In questo volume: Franco Lanza: Immagine e parola; Luigi Fallacara e il Francescanesimo; Jean Guitton, l’ “eternità” in un istante; Il “Canzoniere dell’Anima” di Alessandro Miano; La ‘incontemporaneità’ di Eugenio Corti scrittore cattolico; altri articoli di critica letteraria… Opere d’arte di Giovanni Conservo, Filippo Scimeca, Stefano Donati, Iginia Mignosi, Sauro Pardini.

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«La domanda che ci giunge da antropologici, sociologi e moralisti è ben nota: siamo così tutti schiavi dell’immagine? Ci sentiamo condizionati? E in caso di risposta affermativa: lo siamo nel vitto, nel vestiario, nell’igiene, nello studio della natura, nel dominio degli spazi, oppure lo siamo anche nelle idee, nei pensieri, nei sentimenti? La risposta non è perentoria, perché ognuno sente la modernità sulla propria pelle; ma staticamente è desolante. L’invadenza dell’immagine, in quanto veicolo alla persuasione commerciale, politica, sportiva, perfino religiosa è denunciata dai sociologi come dagli opinionisti, dagli intellettuali in genere, dagli stessi tecnici che la producono e insieme la subiscono…».

Franco Lanza

 

«Costruito come un libro-intervista da Francesca Pini, giornalista del “Corriere della Sera”, L’infinito in fondo al cuore. Dialoghi su Dio e sulla fede si può considerare come il sorprendente, esauriente, per certi versi inatteso, testamento spirituale del grande pensatore cristiano Jean Guitton, che ha attraversato quasi nella sua interezza il nostro secolo fino a diventarne un autorevole testimone ed interprete. L’immagine che ne scaturisce è quella di un uomo eternamente giovane, sognatore, dotato di una grande libertà e originalità di pensiero, ma nello stesso tempo rispettoso dell’ortodossia cattolica, innamorato della vita, innamorato delle donne, cristiano per educazione, per scelta, per fede e per ragionamento …».

Ivo Lovetti

 

«L’esercizio poetico è esposto per sua stessa natura al dubbio della vanità, e – il più delle volte – nemmeno l’autore riesce a restarne immune, come ci conferma la scelta di Alessandro Miano che aveva destinato questo Canzoniere dell’Anima a un fondo di cassetto del suo tavolo di lavoro. Uomo di lettere, dotato di profonda sensibilità e acume, vorace e appassionato lettore, era poco incline ai clamori del mondo e dedito piuttosto ad una vita sobria e solitaria; non aveva voluto cedere alla tentazione – che il suo francescanesimo considerava forse vanagloria – di proporre al pubblico questi componimenti, rinvenuti ora, insieme ad una cospicua messe di altri studi, che si spera vedano presto le stampe.…».

Giovanni Meneghello

 

«Tra i “casi letterari” riguardanti autori italiani del XX secolo, senza dubbio uno dei più eclatanti è quello dello scrittore e saggista Eugenio Corti, di cui il 2021 è stato il centenario della nascita (21-1-1921). «Chi era costui?» – potrebbe dire di lui qualcuno, purtroppo. Sì, perché, per quanto incredibile possa risultare a chiunque ne scorra il curriculum letterario, Eugenio Corti più che in Italia è noto all’estero, soprattutto in Francia (le sue opere sono state tradotte in Francese, Inglese, Lituano, Polacco, Portoghese, Romeno, Russo, Spagnolo ed anche in Giapponese).

Esordì con I più non ritornano (Ed. Garzanti, 1947), insieme romanzo e cronaca della rovinosa ritirata dei soldati italiani dalla Russia nel 1942-43…».

Marco Zelioli