Con “Il Delitto di via dell’Orsina” si inaugura la grande prosa d’aprile al Teatro Sociale di Camogli

Martedì 5 aprile, a partire dalle 21:00.

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Nuovo attesissimo appuntamento infrasettimanale per la stagione di prosa del Teatro Sociale di Camogli. Martedì 5 aprile, a partire dalle 21:00, l’appuntamento è con “Il Delitto di via dell’Orsina”. Una grande opera di Eugène-Marin Labiche, con l’adattamento e la regia di Andrée Ruth Shammah e tradotta insieme a Giorgio Melazzi.

Due uomini che non si conoscono si svegliano nello stesso letto, hanno entrambi le mani sporche di carbone e non ricordano nulla della notte precedente. Sul giornale leggono che quella notte è morta una carbonaia. Una situazione misteriosa e paradossale, firmata da un maestro del vaudeville francese dell’Ottocento, abilmente interpretata da Massimo Dapporto,  Antonello Fassari e Susanna Marcomeni, con Marco Balbi, Andrea Soffiantini, Christian Pradella e Luca Cesa-Bianchi in una produzione del Teatro Franco Parenti – Fondazione Teatro della Toscana. Le musiche sono di Alessandro Nidi, le scene di Margherita Palli, i costumi di Nicoletta Ceccolini e le luci di Camilla Piccioni.

Una commedia nera, una macchina fatta di trovate, energia, divertimento. “Il Delitto di via dell’Orsina” è uno degli atti unici più conosciuti di Eugène Labiche, padre nobile del vaudeville, talento prolifico e sopraffino capace di svelare, con indiavolate geometrie di equivoci e farse, il ridicolo nascosto sotto i tappeti della buona borghesia. Per i due protagonisti, disposti a tutto pur di sfuggire alla colpa e mantenere le apparenze, non resta che far sparire ogni prova. Andrée Ruth Shammah che firma la regia e, assieme a Giorgio Melazzi, l’adattamento, mantiene intatta la struttura della pochade e del gioco indiavolato degli equivoci ma vira al noir seminando inquietudini all’ombra di qualcosa che incombe.

La Francia perbenista e ottocentesca di Labiche diventa l’Italia del primo dopoguerra, prefascista e conformista. Alcune battute e personaggi sono ‘rubati’ da altri lavori del drammaturgo francese per dare più spessore alle sotto-trame e rendere più stratificata la vita che c’è dentro. Un sottile turbamento, fatto di piccole sospensioni, guida gli attori. Clownerie e astrazione beckettiana, il ritmo del vaudeville e la tradizione del teatro brillante italiano si incontrano in un vaudeville noir che fa ridere e pensare e che con i suoi vorticosi intrecci riesce a raccontarci, in modo non scontato, il disorientamento che stiamo attraversando.

Un atto unico che spinge sul gran gioco del teatro e delle sue possibilità, in cui si inseriscono couplets cantati. Una vicenda fatta di tensioni che gioca con i tanti tic di oggi e mette in scena il contrasto tra come vogliamo apparire e come siamo davvero dentro la solitudine che ci attanaglia. Così una commedia come questa di Eugène Lebiche trova, più che una pura regia, una versione completa perfetta: traduzione, parziale riscrittura, aggiunta di due personaggi, due camerieri e inserto di canzoni composte per l’occasione.

 

 

 

 

INFO

I biglietti sono disponibili presso la biglietteria del teatro dal lunedì al venerdì tra le 10 e le 12 (oltre che un’ora prima degli spettacoli), alla Proloco di Camogli e alla Proloco di Recco negli orari di apertura, oltre all’Hotel Cenobio dei Dogi.

Si possono acquistare i biglietti anche online, tramite il sito Vivaticket. Tutte le informazioni sono sul sito www.teatrosocialecamogli.it e sui canali social del Teatro:

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Teatro Sociale Camogli, Piazza Giacomo Matteotti 5

Informazioni: www.teatrosocialecamogli.it