“What is a fancy world for ending” di Anna Basti e Chiara Caimmi

Recensione di Paolo Verlengia

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Andato in scena il 10 Maggio 2022, Florian Espace, Pescara

Il trucco c’è, ma non si vede“, diceva in un adagio l’illusionista. Qui il trucco è la cornice dello spettacolo, la linea di confine – fisica e concettuale – tra lo spettatore ed il lavoro di scena. Parliamo di “What is a fancy world for ending”, spettacolo di Anna Basti e Chiara Caimmi, che intreccia i linguaggi di danza, video e teatro, indulgendo nel gioco di legare e sciogliere, sovrapporre e giustapporre i codici, in un quadro volutamente malfermo. Fluido.

Il bianco della scena frusta l’occhio e frustra in partenza ogni possibilità mimetica o lirica dello spettacolo. Sottoposto ad una trasparenza spietata di osservazione, lo spazio scenico diviene campo di azioni e di stasi, da comporre come atti linguistici. Una piena visibilità insolita al territorio teatrale quanto al mondo reale. Come dire, allora: “il trucco non c’è, e si vede”.

Ma è il tempo il convitato di pietra, il terzo invisibile attore. Così, nella sottrazione formale di inizio e di fine, i singoli secondi si accumulano come granelli che condensano significato. Ecco, allora, che il bianco asettico si disfa, scoprendosi versatile e molteplice, raccolto infine nel meccanismo del loop che si impone come icona immateriale dello spettacolo.

Anna Basti e Chiara Caimmi dividono con chirurgica esattezza lo spazio ed il tempo teatrale, quasi ad assecondare l’aspetto geometrico, prescrittivo della scena. Sembrano, in questo, pervenire al concetto di “insieme” tramite quello di “ciascuno”: l’esperienza individuale differenzia ma non separa, parla lingue non comunicanti eppure accomuna, come uno stesso cielo, sospeso sopra alle voci, ai silenzi ed ai destini.

CREDITS:

“WHAT IS A FANCY WORLD FOR ENDING”

di e con Anna Basti e Chiara Caimmi

da un’idea di Chiara Caimmi

con il sostegno di Tendance_ ATCL Lazio, Teatro Florian Espace_Progetto OIKOS, ACS Abruzzo Circuito Spettacolo, Artinvita – Festival Internazionale degli Abruzzi, Muta Imago. Artiste residenti Ostudio Roma. Con il supporto di ORBITA/Spellbound

ARTINVITA (Festival Internazionale degli Abruzzi)