“In Paradiso. Cantate e Suite per orchestra di Johann Sebastian Bach”

Il concerto inaugurale della XVI edizione del festival Milano Arte Music

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Collegium 1704

Benno Schachtner, controtenore

Václav Luks, clavicembalo e direzione

Martedì 28 giugno, alle ore 20.30, presso la Basilica di Santa Maria della Passione, l’ensemble praghese Collegium 1704, diretto da Václav Luks, e accompagnato da uno dei più famosi controtenori tedeschi del nostro tempo, Benno Schachtner, inaugura la sedicesima edizione del festival internazionale di musica antica Milano Arte Musica con il programma “In Paradiso. Cantate e Suite per orchestra di Johann Sebastian Bach”. Il concerto, in aggiunta al patrocinio del Comune di Milano e Regione Lombardia, al contributo del Ministero della Cultura e al sostegno di FNM, Intesa Sanpaolo, Fondazione Fiera Milano, A2A e Studio Cernigliaro, gode di un’inedita collaborazione con il Consolato Generale della Repubblica Ceca a Milano.

Un grande concerto bachiano, che attraversa le tappe maggiori della carriera di questo immenso musicista, ne esibisce la fantasia inesausta nel trattare la voce solista, gli strumenti e il coro. Disposto secondo un crescendo cronologico, il programma inizia alla Corte di Weimar, nel marzo 1714 o al più tardi un anno dopo, quando un Bach neppure trentenne propose, forse per la Domenica Oculi, a ridosso della nomina a Konzertmeister, la Cantata in miniatura BWV 54. Solistica, in soli tre tempi, su un testo allora recente di Georg Christian Lehms, la cantata medita il tema del fascino del peccato, cui il credente è chiamato a resistere, per evitare conseguenze devastanti. Destinata a un contraltista (un castrato) della Cappella di Corte, questo gioiello si concentra sulle forme moderne di aria e recitativo, escludendo qualsiasi apporto corale, avvicinandosi al formato (minimo) della cantata profana italiana: un manoscritto coeva la intitola proprio «cantata», dicitura rara in Bach. L’aria d’apertura, probabilmente parodiata a Lipsia nella perduta Passione secondo Marco (1731), sonorizza, nella forma grande col da capo, l’asprezza della lotta contro il peccato, attivata da un meccanismo strumentale implacabile su cui il contralto si libra con una scrittura elegante, incorniciata da ritornelli dal bel respiro concertante. Evocati lusinghe e dolori del peccato nel recitativo tra fioriture decorative e aspre dissonanze, la chiusa è affidata al più precoce esempio di aria fugata bachiana, in cui un lancinante soggetto cromatico testifica l’appartenenza al demonio di chi commette il peccato: prospettiva che la seconda strofa s’incarica di rovesciare annunciando la certezza del successo della resistenza devota, mentre l’integrazione della voce nel meccanismo contrappuntistico sarà metafora efficacissima della lotta contro il peccato.

Alla stagione di Cöthen risale invece probabilmente l’Ouverture BWV 1066, dall’orchestrazione meno ricercata delle sue sorelle. Apre lo squadernarsi d’uno spazio sonoro disteso e sereno nella solare in Do maggiore, superficie sonora mirabilmente sospesa tra movimento e immobilità. Segue il consueto movimento veloce: una fuga il cui soggetto vigoroso è coinvolto in un congegno che integra la pervasiva testa del tema in una struttura concertante spesso cameristica, che valorizza il trio, di tradizione francese, dei due oboi e fagotto. La suite di danze si apre con una Courante a organico pieno, senza pagina gemella (double) come invece le altre danze canoniche della serie – Gavotte, Menuet, Bourrée e Passepied –, tutte accostate a una versione contrastante, di norma affidata ai fiati. Si apprezzi in particolare il contrasto che realizzano la Bourrée II in do minore e il dolcissimo Passepied II. In questa serie di danze regolari di ascendenza francese spicca un’insolita, popolaresca Forlane, ballo simile alla giga, in 6/4, di origine friulana. Fu in voga per tutto il Settecento a tutte le latitudini, dagli opéra-ballet di Campra alle opere buffe di Cimarosa, tanto da diventare un soggetto iconografico immortalato da Pietro Longhi l’anno della morte di Bach nella splendida tela del Museo di Ca’ Rezzonico a Venezia.

All’ultima stazione lipsiense, anzi alla più avanzata stagione delle cantate appartiene la BWV 169, solistica come quasi tutte quelle delle settimane prima dell’Avvento 1726. Bach fece evidentemente tesoro della disponibilità in quei mesi di due eccezionali solisti, un contralto e un organista (quest’ultimo Bach stesso?), contro i quali schiera un’orchestra arricchita del supporto fonico di ben tre oboi. L’anonimo poeta devozionale coniuga i temi dell’amore per Dio e per il prossimo. L’apertura è affidata a un’ampia, eufonica ed euforica sinfonia strumentale (rielaborazione del I tempo d’un concerto perduto per strumento melodico? pezzo già destinato in origine all’organo per un’esibizione di Bach a Dresda?) che ritornerà nel Concerto per clavicembalo BWV 1053. Il primo numero vocale alterna per ben tre volte in modo originale recitativo e arioso, quest’ultimo riservato al primo verso, quasi un motto catechetico. Se la prima aria contrappone direttamente i due solisti (virtuosistica la parte dell’organo, irenica quella quieta del contralto), prima del coronamento del corale conclusivo si materializza una siciliana, che il pubblico ricorderà dal citato Concerto per clavicembalo, in cui i due solisti condividono il materiale tematico, quasi fossero diffrazioni di una stessa voce: una pagina visionaria, di dirompente potenza espressiva, che ripetutamente intima ai piaceri mondani, su lunghe note lancinanti, di morire nel cuore del fedele.

BIGLIETTI:

Intero: posto unico numerato 12 euro 

Ridotto Under30: posto unico numerato 8 euro

Ridotto Studenti: posto unico numerato 5 euro

Under12: ingresso gratuito

Concerto in abbonamento

Abbonamento a 3 concerti

Abbonamento a 5 concerti

Abbonamento a tutti in concerti

Punti vendita: sul posto, secondo disponibilità, 40 minuti prima di ogni concerto; online (con diritto di prevendita): Circuito Vivaticket 

È fortemente consigliato l’acquisto in prevendita

 

SEDE:

Basilica di Santa Maria della Passione

Via Conservatorio 16 

MM San Babila, tram 9, 19, bus 54, 61, 94

PER INFORMAZIONI:

Associazione Culturale La Cappella Musicale

via Vincenzo Bellini 2 – 20122 Milano

tel e fax 02.76317176

e-mail mail@lacappellamusicale.com

sito www.milanoartemusica.com