Teatro Manini – CALENDARIO STAGIONE 2022 – 2023

583

CALENDARIO STAGIONE 2022 – 2023

 28-29 ottobre 2022 – “Ci vuole orecchio”

Elio  – canta e recita Enzo Jannacci

 13 novembre 2022 – “Kobane Calling”

Zerocalcare

 29 novembre 2022 – “Qualcuno volò sul nido del cuculo”

Regia di Alessandro Gassmann

 3 dicembre 2022 – “Caso, mai”

Regia di Simone Guarany

 10 dicembre 2022 – “La Bohème”

regia di Giancarlo Nicoletti

 11 gennaio 2023 – “Una relazione per un’Accademia”

con Tommaso Ragno

 28 gennaio 2023 – “Cristo di Periferia”

con Francesco Montanari

testo e regia Davide Sacco

 8 febbraio 2023 – “Aspettando Godot”

regia di Theodoros Terzopoulos

 19 febbraio 2023 – “Destinazione non umana”

Compagnia Fort Apache

 9 marzo 2023 – “Rumore di Fondo”

Regia di Nadia Baldi

 23 marzo 2023 – “Canova svelato”

Gli Illusionisti della Danza

 31 marzo / 1-2 aprile 2023 – “Amare Cannibale”

Magma 06

 SINOSSI

 

28-29 ottobre 2022 / h. 21.00 – “CI VUOLE ORECCHIO”

ELIO CANTA E RECITA ENZO JANNACCI

regia e drammaturgia / Giorgio Gallione – arrangiamenti musicali / Paolo Silvestri

con Elio – Alberto Tafuri / pianoforte – Martino Malacrida / batteria

Pietro Martinelli / basso e contrabbasso – Sophia Tomelleri / sassofono

Giulio Tullio / trombone

una coproduzione / Agidi e International Music and Arts

Un omaggio a Enzo Jannacci, il poetastro (come amava definirsi), il cantautore più eccentrico nella storia della canzone italiana scomparso nel 2013. A Elio, sul palco con cinque musicisti, il compito di accompagnare lo scoppiettante confronto tra due saltimbanchi della musica alle prese con un repertorio umano e musicale sconfinato e irripetibile, arricchito da scritti e pensieri di compagni di strada, reali o ideali, di “schizzo” Jannacci. Da Beppe Viola a Cesare Zavattini, da Franco Loi a Michele Serra, da Umberto Eco a Fo fino a Gadda.

13 novembre 2022/ h. 21.00

“KOBANE CALLING ON STAGE”

TRATTO DALL’OPERA OMONIMA DI ZEROCALCARE

adattamento e regia / Nicola Zavagli

con Massimiliano Aceti, Fabio Cavalieri, Marco Fanizzi, Michele Lisi, Carlotta Mangione, Alessandro Marmorini, Cristina Poccardi, Marcello Sbigoli, Pavel Zelinskij e con   Andrea Falli, Martina Gnesini, Gabriele Tiglio, Matilde Zavagli

musiche originali Mirko Fabbreschi – video design Cosimo Lorenzo Pancini

maschere Laura Bartelloni – assistente alla regia Cristina Mugnaini

luci Giovanni Monzitta – fonica Alice Mollica – costumi Cristian Garbo

Graphic Novel Theater è un progetto Lucca Crea – produzione / Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini, Lucca Comics, Teatri d’imbarco in collaborazione con / Bao Publishing

Kobane Calling è un fumetto dell’autore italiano Zerocalcare: un reportage in forma grafica del viaggio che lo ha portato al confine tra la Turchia e la Siria a pochi chilometri dalla città assediata di Kobanê, tra i difensori curdi del Rojava, opposti alle forze dello Stato Islamico. Un atto di solidarietà verso chi ogni giorno in Siria mette a rischio la propria vita, nato nell’ambito di Lucca Comics&Games su impulso del regista e drammaturgo Nicola Zavagli, che da anni persegue con l’attrice Beatrice Visibelli e la compagnia Teatri d’Imbarco un teatro popolare d’arte civile. Dopo aver venduto cento ventimila copie in Italia ed essere stato tradotto in francese, inglese, spagnolo, tedesco, portoghese e norvegese, Kobane Calling è diventato un atipico documentario teatrale. Uno spettacolo che non spettacolarizza la guerra, ma la racconta grazie a una originalissima commistione di linguaggi. È un vero e proprio atto d’amore del teatro nei confronti del mondo poetico e comicissimo dell’autore, non è solo la trasposizione di una graphic novel, ma un’opera inedita che, partendo dalle pagine del fumetto, le trasforma sul palcoscenico in un autentico cortocircuito di emozioni, perché racconta con spietata leggerezza la verità brutale di un conflitto troppo spesso dimenticato. Un lavoro che si mantiene pericolosamente in bilico tra cronaca del nostro tempo e l’immaginario fumettistico.

29 novembre 2022/ h. 21.00 – “QUALCUNO VOLÒ SUL NIDO DEL CUCULO”

UNO SPETTACOLO DI ALESSANDRO GASSMANN

di Dale Wasserman – dall’omonimo romanzo di Ken Kesey – traduzione Giovanni Lombardo Radice – adattamento Maurizio de Giovanni

con Daniele Russo, Viviana Lombardo, Mauro Marino, Giacomo Rosselli, Emanuele Maria Basso, Alfredo Angelici, Daniele Marino, Gilberto Gliozzi, Gaia Benassi, Sergio Del Prete, Antimo Casertano – regia Alessandro Gassmann – scene Gianluca Amodio – costumi Chiara Aversano – disegno luci Marco Palmieri – musiche originali Pivio & Aldo De Scalzi – videografie Marco Schiavoni

produzione Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini, Teatro Biondo Palermo

Qualcuno volò sul nido del cuculo è il romanzo che Ken Kesey pubblicò nel 1962 dopo aver lavorato come volontario in un ospedale psichiatrico californiano. Narra, attraverso gli occhi di Randle McMurphy, uno sfacciato delinquente che si finge matto per sfuggire alla galera, la vita dei pazienti di un manicomio statunitense e il trattamento coercitivo che viene loro riservato. Nel 1971 Dale Wasserman ne realizzò, per Broadway, un adattamento scenico, che costituì la base della sceneggiatura dell’omonimo film di Miloš Forman, interpretato da Jack Nicholson e entrato di diritto nella storia del cinema. Oggi, la drammaturgia di Wasserman torna in scena, rielaborata dallo scrittore Maurizio de Giovanni, che, senza tradirne la forza e la sostanza visionaria, l’avvicina a noi, cronologicamente e geograficamente. Randle McMurphy diventa Dario Danise e la sua storia e quella dei suoi compagni si trasferiscono nel 1982, nell’Ospedale psichiatrico di Aversa. Alessandro Gassmann, dirigendo un cast eccezionale, da vita ad un allestimento personalissimo, elegante, contemporaneo, il cui risultato è uno spettacolo appassionato, commovente e divertente, imperdibile, per la sua estetica dirompente e per la sua forte carica emotiva e sociale.

3 dicembre 2022 / h. 21.00 – “CASO, MAI”

L’IMPREVEDIBILE VIRTÙ DELLA DIGNITÀ

di Simone Guarany – con Simone Guarany, Marco Giustini, Licia Amendola, Maria Sessa, Giorgio Gobbi, Chiara Becchimanzi, Giulia Bornacin – regia Licia Amendola & Simone Guarany – aiuto regia Giulia Bornacin – scenografia e fotografia Fabrizio Piergiovanni

costumi G.D.F. Studio – produzione Calabria Movie – musiche originali Giacomo Vezzani

Massimiliano e Flaminia vivono insieme. Lui è un artista, lavora a casa, per vivere disegna. È una persona estremamente semplice, un buontempone davvero innamorato della sua fidanzata. Lei lavora come organizzatrice di eventi per una grossa società. È una donna estremamente fragile, calcolatrice, intelligente e profonda, anche se spesso per lei la forma assume più importanza della sostanza. Ogni giorno Flaminia torna a casa dal lavoro e sa che probabilmente si lamenterà del suo fidanzato un po’ disordinato. A volte discutono e a volte finiscono per guardarsi un film, tutto sommato sono felici e hanno tutta la vita davanti. Non lontano, nella stessa città, vivono Giuseppe e Paola. Giuseppe ha perso i genitori quando aveva 20 anni e non ha mai guarito la sua rabbia in merito. È uno sportivo, lavora in palestra. Da un anno e mezzo vive con Paola: dopo anni passati a fare bagordi ha finalmente trovato la persona giusta ma l’essere preso da sé stesso lo porta spesso a non essere troppo corretto con lei. Paola è una persona estremamente semplice, quasi superficiale, ma profondamente buona e vera, incapace di fare del male. Nonostante le sue fragilità e insicurezze, lei ama incredibilmente Giuseppe e per lui farebbe qualsiasi cosa con devozione. Come ogni coppia, discutono e vivono piccoli litigi sempre però superati dal profondo legame che, nonostante tutto, c’è tra loro. Un giorno, Giuseppe e Massimiliano hanno un malore e scoprono di essere affetti da SLA. Le vite di queste quattro persone cambiano drasticamente, passando dal dover scegliere dove andare in vacanza, al dover scegliere se e come vivere il resto della propria vita. Le due giovani coppie affronteranno un percorso difficile, profondo, tra paure, domande e nuove consapevolezze: una tra tutte, che il caso non esiste, mai. Tutti, nessuno escluso, ne uscirà trasformato.

 

10 dicembre 2022 / h. 21.00 – “LA BOHÈME”

REGIA GIANCARLO NICOLETTI

di Giacomo Puccini

con Silvia Susan Rosato Franchini, Dolores Carlucci, Alessandro Fiocchetti, Daniele Falconi, Giorgia Costantino, Anna Maria Borrelli, Vladimir Jindra, Jorge Arbaza Sutter, Ivan Caminiti, Vittorio Ferlan Dellorco, Matteo Nardinocchi – al pianoforte Umberto Cipolla – scene Alessandro Chiti – costumi Vincenzo Napolitano – disegno luci Daniele Manenti – aiuto regia Giuditta Vasile – organizzazione Laura Cuomo, Cinzia Storari – ufficio stampa Rocchina Ceglia – una co-produzione Altra Scena & I Due della Città del Sole – direzione musicale Amelia Felle – regia Giancarlo Nicoletti – Il capolavoro pucciniano messo in scena come fosse una lettura contemporanea di un testo classico del repertorio di prosa: un pianoforte, otto artisti (cantanti e musicisti) di eccezionale valore e una messinscena dal respiro moderno, cinematografico, diretto e avvincente, fuori dagli stilemi dell’opera tradizionale, ma pienamente agganciata alla drammaturgia musicale pucciniana, senza tagli e senza compromessi sulla partitura originale. Per dimostrare che l’opera è un linguaggio straordinario e universale, capace – come i classici – di mutare forma e sostanza, senza tradire la sua essenza più intima; per recuperare il pubblico giovane a questa forma d’arte e ricordarci che anche l’opera lirica può essere attuale e contemporanea, pur nel grande rispetto dello spartito e del dettato musicale. Un’operazione innovativa pensata per i teatri di prosa e che si presta, per la sua grande quota di coraggio e ambizione, a divenire un piccolo caso nazionale e a ripensare l’equazione per la quale l’opera lirica sia esclusivo appannaggio degli enti lirici e che sia impossibile pensarla in maniera nuova, contemporanea e innovativa, senza tradirne l’essenza e con profondo rispetto della tradizione.

11 gennaio 2023 / h. 21.00 – “UNA RELAZIONE PER UN’ACCADEMIA”

CON TOMMASO RAGNO

di Franz Kafka

produzione Infinito Teatro – in collaborazione con Argot Produzioni

Si chiama Pietro il Rosso la scimmia a cui Franz Kafka dà voce nel 1917 con un racconto breve pubblicato su una rivista. Pietro viene catturato mentre è con il suo branco, lo feriscono due pallottole, una in modo non grave al volto, ma che gli darà il soprannome di “il rosso”, l’altra all’anca, che lo rende zoppo. Dopo la prigionia, in una cassa mentre raggiunge l’Europa su una nave, Pietro capisce: può imitare molto bene gli uomini, può in questo modo garantirsi la libertà, o meglio, una forma di libertà, che lo porterà nei teatri ad esibirsi. Dopo quasi cinque anni, gli antropologi che lo invitano all’accademia per ascoltare la sua storia, trovano davanti a loro una scimmia-uomo calma, riflessiva, ironica, che racconta il suo percorso con una vena di malinconia, rabbia ed accusa che percorre tutto il racconto. Tommaso Ragno interpreterà il testo di Franz Kafka, accompagnando il pubblico in un viaggio singolare.

 

28 gennaio 2023 / h. 21.00 – “CRISTO DI PERIFERIA”

CON FRANCESCO MONTANARI

scritto e diretto da Davide Sacco – scene Luigi Sacco – luci Andrea Pistoia

organizzazione / Ilaria Ceci e Luigi Cosimelli

Cosa succederebbe se un nuovo Cristo nascesse oggi, in una qualsiasi periferia del mondo? Un giornalista “di un giornale che non esce in edicola” viene inviato dal suo direttore in un circo di periferia per scrivere un articolo su un “povero Cristo” che, nella sua roulotte, trasforma l’acqua in vino e moltiplica i pani e i pesci.

Scettico, il giornalista arriva in questo circo bastardo, dove incontra personaggi fragili e surreali: Maddalè, che camminava sul filo prima di rimanere zoppa, e che adesso legge le carte e “colleziona sogni claudicanti”, il nano Giuda, che ha un tatuaggio per ogni dolore che la vita gli ha causato, il direttore, crudele e spietato, fino a conoscere quest’uomo dei miracoli, il “povero Cristo”.

Da quel momento in poi la storia scorrerà incessante e inesorabile, come una storia vera, di quelle che ognuno vorrebbe aver vissuto, come i numeri del circo, che nascondono le paure e le sofferenze dietro alle luci e alle risate.

Francesco Montanari narra con delicatezza e suggestione questa fiaba contemporanea, un racconto di umanità e debolezza, che si interroga sul valore dei miracoli oggi, sulla bellezza del mondo a volte così difficile da intuire, e sull’importanza dei sogni.

Un racconto di fede, quella stessa fede che spinge il funambolo a continuare a camminare sulla corda, sospeso nel vuoto: la fede che supera la paura.

 

8 febbraio 2023 / h. 21.00 – “ASPETTANDO GODOT”

UNO SPETTACOLO DI THEODOROS TERZOPOULOS

di Samuel Beckett – con Paolo Musio, Stefano Randisi, Enzo Vetrano

regia, scene e costumi Theodoros Terzopoulos – musiche Panayiotis Velianitis

coproduzione ERT – Teatro Nazionale, Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini

Quali sono le condizioni minime perché una vita valga la pena di essere vissuta?
Aspettando Godot è ambientato sulle rovine del mondo, in un futuro più o meno prossimo, in cui ogni ferita è acuita. È un viaggio verso il tentativo di coesistere con il prossimo e con l’altro che è in noi. L’umanità può emanciparsi senza abbattere i muri tra dentro e fuori?

 

19 febbraio 2023/ h. 21.00 “DESTINAZIONE NON UMANA”

FORT APACHE CINEMA TEATRO

scritto e diretto da Valentina Esposito

con Fabio Albanese, Alessandro Bernardini, Matteo Cateni, Chiara Cavalieri, Christian Cavorso, Viola Centi, Massimiliano De Rossi, Massimo Di Stefano, Emma Grossi, Gabriella Indolfi, Michele Fantilli, Giulio Maroncelli, Piero Piccinin, Giancarlo Porcacchia, Fabio Rizzuto, Edoardo Timmi – costumi e trucco Mari Caselli – ideazione scenografica Valentina Esposito – scenografia Edoardo Timmi – musiche Luca Novelli – luci Alessio Pascale – assistente costumista Costanza Solaro Del Borgo, Annalaura Belli – assistente al trucco Simona Prundeanu – fonico Luigi Di Martino – organizzazione Ilaria Marconi, Giorgia Pellegrini, Martina Storani, Sofia Tremontini – una produzione Fort Apache Cinema Teatro

Sette cavalli da corsa geneticamente difettosi condividono forzatamente la vecchiaia in attesa della macellazione. Nel gioco scenico e drammaturgico, l’immaginifica vicenda di bestie umane diventa pretesto per una riflessione profonda sul tema tragico della predestinazione, della malattia, della morte, della precarietà e brevità dell’esistenza, della responsabilità individuale rispetto alle scelte maturate nel corso della vita. Destinazione non umana è una favola senza morale, amara e disumana quanto può esserlo una fiaba, costruita sulle solitudini alle quali ci costringe il tempo che viviamo e sul pensiero della morte, sul vuoto lasciato da chi se n’è andato, sul dolore, la rabbia, la paura. Sullo sforzo bestiale di vivere contro e nonostante la certezza della morte.

9 marzo 2023 / h. 21.00 – “RUMORE DI FONDO”

UNO SPETTACOLO DI NADIA BALDI

con Gea Martire e Antonella Ippolito – di Benedetta Palmieri – con la straordinaria partecipazione di Carmine Ammirati – musiche composte ed eseguite dal vivo da Ivo Parlati – regia Nadia Baldi – produzione Teatro Segreto

Rumore di Fondo nasce dall’incontro artistico tra le visioni musicali di Ivo Parlati e il mondo creativo di Nadia Baldi. Un concerto elogio alla speranza, un racconto di orfani speciali, bambini deprivati dell’amore primordiale. La musica è pensata come un racconto evocativo di risonanze emotive che attraversano il “non-me”, una realtà non reale che cammina verso quel flebile confine chiamato speranza. La speranza, quella spinta vitale tipica dei bambini che, scacciando quel drammatico “rumore di fondo”, sfocia in un antidoto vivace di dolce rinascita.

 

23 marzo 2023/ h. 21.00 – “CANOVA SVELATO”

GLI ILLUSIONISTI DELLA DANZA

regia Cristiano Fagioli – coreografie Cristina Ledri e Cristiano Fagioli – creazione per sette danzatori – musiche originali Diego Todesco – direttore creativo Gianluca Magnoni – costumi Raffaele Diligente per Diverso – comunicazione e media marketing  Sonia Mingo – management Vittorio Stasi – produzione RBR Dance Company – con il sostegno di Ministero della Cultura

La Compagnia RBR Illusionisti della Danza, da anni impegnata in progetti artistici volti alla sensibilizzazione per il rispetto dell’ambiente, con questa nuova creazione ispirata al Canova, porterà in scena un’originale interpretazione delle opere del massimo esponente del Neoclassicismo in scultura. Lo spettatore potrà assistere ad una vera e propria traslazione: le opere d’arte del Maestro di Possagno prenderanno forma nel mondo contemporaneo. Canova sarà la “guida” di questo viaggio scenico, sarà il lume che indicherà il passaggio, sarà la voce di profezie in un’ esperienza danzante visionaria. Il muro della convenzione deve essere abbattuto, è necessario saper guardare oltre: anche le sculture, i maestri del passato, l’Arte stessa possono insegnare a prendersi cura del nostro Mondo e solo un teatro intriso di evocative illusioni può essere il luogo di partenza per questa “canoviana” esperienza.

 

31 marzo/1-2 aprile / h. 21.00 – “AMARE CANNIBALE”

MAGMA06

un progetto teatrale sul viaggio nel corpo di una donna “mostruosamente” incinta testo e regia Mariagrazia Pompei – con Valentina Favella, Francesca Diprima e Riccardo Pieretti – produzione Magma06

Il testo “Amare Cannibale” nasce dall’esigenza di raccontare il viaggio, lungo nove mesi che una donna affronta prima del parto, concentrando la prima riflessione su un assunto tanto semplice quanto dimenticato: prima di un figlio nasce una madre. È un processo lungo e non sempre privo di conflitti. Attraverso le interviste ho potuto indagare quanto questo viaggio sia traumatico, affascinante, sconvolgente e misterioso. L’innamoramento lento e pauroso che scaturisce da tale periodo della vita di alcune donne ha mosso in me il desiderio di sapere sempre di più cosa, come e con quali stati d’animo si affronta tutto questo, e quale tabù o stigma si celi dietro la parola mamma. La nostra società definisce il dovere materno stringendolo tra maglie di comportamenti troppo ovvi a cui le donne sono chiamate, se decidono di diventare madri; di conseguenza, contrariamente al modello sociale ideale, mettendo in discussione il dovere e l’istinto materni, l’effetto collaterale risulta essere una speciale solitudine. Una confessione ritenuta poco accettabile che si teme affidare persino al silenzio di una riflessione privata. Affrontare la metamorfosi di un corpo che si sdoppia, che si estende e dilata, e che infine è pronto ad affrontare la morte per poter dare alla vita, è una danza psicologica sul ciglio di un baratro. A questo si sommano tutte le varie forme più o mono sommerse di precarietà: economica, estetica, sociale. Tutte le donne intervistate hanno parlato di paura e responsabilità, ed è proprio la sensazione contraddittoria di smarrimento e meraviglia, rispetto ad una nuova vita che si fa largo nelle viscere della nostra esistenza, che ho voluto raccontare. Le domande poste sono state: “Ti sei pentita? Hai avuto paura? Hai paura? Ti sei sentita compresa? Ti sei sentita sostenuta? Hai paura di sbagliare? Sai cosa fare?”. Ogni donna intervistata, ogni amica mi ha confidato dubbi e confusioni diverse, ma tutte ugualmente denunciavano la perdita della libertà su più piani: sociale, emotivo, economico. Le risposte non le ho trovate ma ho lasciato aperte le domande da condividere prima con la compagnia e poi con il pubblico. Ironizzando sulla serietà dell’argomento mi sono fatta muovere dalla convinzione che solo una risposta poteva esserci che da sola può placare e condurre l’istinto, magari non per sempre, magari in maniera conflittuale, di madri, padri e figli: l’amore.

Informazioni e campagna abbonamenti

c/o la Casa dello Spettatore, via Garibaldi 25 – Narni,

aperta dal martedì alla domenica dalle 10 alle 18

334.9400796 – info@teatromanini.com

www.teatromanini.com

Prezzi spettacoli da €12 a €22

Abbonamento 7 spettacoli a scelta

€90 platea

€250 palco-casa (2/3 persone)

Abbonamento su reddito Isee per gli under 35 a partire da €35