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Firenze, IT
lunedì 22 gennaio 2018

Teatro Dante

Piazza Dante, 23
Campi Bisenzio – Firenze
Tel.: 055/8979403
Mail: segreteria@teatrodante.it

Sito ufficiale: www.teatrodante.it

Quattrocentonovantaquattro  posti,  di cui trecentotrentaquattro in platea.  Trecentotrenta metri quadri  di palcoscenico e una fossa orchestrale  che  può  contenere fino a o ttanta  musicisti.  Queste le caratteristiche,  in cifre,  del  Teatrodante Carlo Monni di Campi Bisenzio  restaurato  con  un investimento  complessivo di  7,6 Milioni di Euro,  su progetto degli architetti Ugo Perut e Firouz Galdo, che ha riaperto al pubblico il 9 Febbraio 2007 con la direzione artistica di Alessandro Benvenuti. La  centralità  del  Dante  nella  vita  culturale  e  civile  della  cittadina sul Bisenzio è sottolineata fin dall’inizio della sua storia dalla variegata  offerta  di   spettacoli  che  vi  si  svolgevano:  da  una  parte  opere  liriche,  rappresentazioni  drammatiche  e  gran  balli mascherati, dall’altra manifestazioni patriottiche e civili come la Festa dello Statuto.Un programma in linea con le idee dell’Accademia dei Perseveranti, Ente, quest’ultimo,  che si era già formato  (come Comitato)  nel 1871  con l’intento di dotare il paese di un teatro di tutto rispetto.   Il proposito da raggiungere sarebbe stato reso vano se non fosse stato per la capacità del conte Giovanni Rucellai,  il quale tanto fece  e  tanto disse,  che nel  1872  il  succitato  Comitato  di  cittadini divenne Accademia dei Perseveranti,  una  Società che l’anno a seguire  (4  Maggio  1873)  presentò al pubblico campigiano il nuovo teatro intitolato a Dante Alighieri come la piazza prospiciente.Da allora la suddetta Accademia è rimasta proprietaria del Teatro.L’ “Elisir d’amore”  di  Donizetti  fu  l’opera  con  cui si inaugurò il nostro gioiello culturale e architettonico che si richiama alle linee neoclassiche  dettate  dall’ artista  compaesano  Mariano  Falcini  che ne curò  il  progetto.   Melodrammi,  drammi popolari,  raduni, conferenze,  cerimonie commemorative e concerti di musica classica,  queste le offerte ai nostri concittadini che seppero nel tempo distinguersi per competenza e partecipazione.Dopo  la  Grande  Guerra  e  gli sconvolgimenti politici degli anni Venti,  le attività del Dante conobbero una ripresa anche grazie alle capacità del direttore artistico Luigi Alessi,  che seppe valorizzare voci liriche come quelle dei compaesani Ugo Novelli, Gino Fratesi e Nara Bacci. Tramontata la stagione del “Belcanto”, il teatro venne ristrutturato ed adattato anche alle proiezioni cinematografiche (nel 1939 su progetto dell’ architetto  Fantappié). Si  compiva  così  una  metamorfosi  che  avrebbe  permesso  al  Dante  di  ospitare  i  grandi  successi di Hollywood e del cinema in generale e di promuovere sul palco artisti emergenti come i cantanti di musica leggera Narciso Parigi e Adraiano Cecconi.La crisi del cinema portò pian piano il Teatro Dante al suo declino e alla definitiva chiusura a metà degli anni Novanta. L’abbandono del teatro creò una triste atmosfera in tutto il centro del paese infondendo malinconia nei cittadini per la perdita subita. Visto  questo  stato  di  cose  e la volontà diffusa di veder riaperto il teatro, l’ Amministrazione comunale fu indotta all’acquisto delle quote  di  maggioranza  dell’ Accademia  dei  Perseveranti  con l’intento di ristrutturare  il  vecchio edificio e dotare la città di Campi Bisenzio di un nuovo teatro che fosse gradito al popolo campigiano.Per  favorire  la   partecipazione  all’ operazione  di  ristrutturazione  fu  cambiata  forma  giuridica  all’Accademia  dei  Perseveranti facendola  diventare  società  per  azioni  che  furono  messe  in  vendita  alla  somma  di  Euro  10  cadauna  (cinque  Euro di valore nominale). La ristrutturazione si compì nel dicembre 2006 lasciando inalterata rispetto al vecchio edificio la sola facciata. Nella  primavera  del   2014  il  teatro  ha  vissuto  importanti  cambiamenti:   è  stato  intitolato  a  Carlo  Monni,  attore  campigiano scomparso,  la direzione artistica è stata affidata a Andrea Bruno Savelli e l’ Accademia dei Perseveranti Spa è stata trasformata in Fondazione di Partecipazione mantenendo la stessa denominazione.

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