Krystian Zimerman in concerto

0
273
Condividi TeatriOnline sui Social Network
Foto di Hiromichi Yamamoto and DGG
Foto di Hiromichi Yamamoto and DGG

Krystian Zimerman pianoforte

Schubert Sette Variazioni facili in sol maggiore

Schubert Sonata n. 22 in la maggiore D. 959

Schubert Sonata n. 23 in si bemolle maggiore D. 960

———-

Sarà una lunga permanenza a Santa Cecilia quella di Krystian Zimerman che dopo il recital del 10 giugno, sarà impegnato (il 13, 15 e 16 giugno) con l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia per interpretare il Concerto n. 1 per pianoforte di Brahms diretto da Mikko Franck, celebre direttore finlandese per la prima volta ospite di Santa Cecilia.

Musicista dall’inesauribile curiosità interpretativa, abile organista e profondo conoscitore della direzione d’orchestra, ma anche appassionato di psicologia e computer, Krystian Zimerman non tralascia mai in ogni suo concerto un puntiglioso lavoro di studio e approfondimento. Una dedizione che lo coinvolge anche nel suo strettissimo rapporto con lo strumento: Zimerman suona esclusivamente il suo pianoforte, fedele compagno che lo segue per il mondo grazie a ingegnosi dispositivi tecnici per il trasporto e che viene ogni volta personalmente accordato da lui.

Non fa eccezione il suo recital per la stagione di Musica da Camera di Santa Cecilia (Sala Santa Cecilia – Mercoledì 10 giugno ore 20,30) nel quale il rigore interpretativo, la ricerca accurata di una esattezza timbrica, la calibratura del tocco, l’attenta valutazione del repertorio eseguito divengono ogni volta momento unico e irripetibile.

In programma le due ultime Sonate di Franz Schubert, la n. 22 in la maggiore D. 959 la n. 23 in si bemolle maggiore D. 960, composte nel settembre 1828, due mesi prima della sua scomparsa. Schubert, amato dal pubblico per i suoi Lieder per pianoforte e voce, era tuttavia quasi sconosciuto per il resto della sua produzione pianistica che cercava invano di far pubblicare. Gli editori non gli davano retta, considerandolo quasi un principiante e preferendo non rischiare gli pubblicavano solo i Lieder ignorando il resto. Le aspettative di risollevare la fama andarono deluse e solo anni dopo la sua scomparsa molte delle composizioni per pianoforte di Schubert vennero recuperate. Le ultime due Sonate n. 22 e n. 23, sono la sintesi della poetica musicale schubertiana e forse anche una serena e rassegnata valutazione di una brevissima vita. Il concerto si apre con le Sette Variazioni facili in sol maggiore, sempre di Schubert.

Krystian Zimerman proviene da una famiglia legata alla musica da una lunga tradizione. La sua casa era frequentata giornalmente da musicisti che suonavano soprattutto musica da camera, permettendogli così un intimo e naturale contatto con quest’arte. Ha fatto i primi passi sotto la supervisione del padre e a 7 anni ha cominciato a lavorare sistematicamente con Andrzej Jasinski, allora professore associato senior del Conservatorio di Katowice, dove 14 anni dopo si è diplomato.

Zimerman non ama i concorsi, ma ha seguito la strada di tutti i concertisti, partecipando e vincendo molte competizioni di prestigio tra cui il Concorso Internazionale Ludwig van Beethoven a Hradec Kralove/Königgrätz. La vittoria del Grand Prix al Concorso Chopin del 1975 gli ha aperto le porte di una brillante carriera internazionale. Nel 1976 Arthur Rubinstein lo ha invitato a Parigi: quell’incontro avrebbe influenzato durevolmente lo sviluppo del giovane pianista. Nel 1977 ha suonato per la prima volta negli Stati Uniti e in Giappone.

Nel 1985 gli è stato consegnato il premio dell’Accademia Chigiana di Siena quale miglior giovane musicista dell’anno e nel 1994 il premio della Fondazione Leonie-Sonning a Copenhagen. Nel 2005 ha vinto il premio nella categoria “musica per orchestra” al MIDEM per la sua registrazione dei Concerti per pianoforte n. 1 e 2 di Sergej Rachmnaninoff.

La sua attività artistica è stata segnata, prima di tutto, da regolari incontri con un pubblico appassionato, che aspetta con ansia ogni suo concerto. Dovunque egli vada, Europa, Asia o America, riconosce tra i suoi ammiratori visi diventati familiari. Nelle ultime dieci stagioni, da quando ha deciso di viaggiare con il suo pianoforte, è riuscito ad abituare il suo pubblico e le società artistiche a questa insolita prassi. Con dei dispositivi tecnici da lui escogitati ha reso possibile portare in tour il proprio strumento. L’essere completamente tranquillo per ciò che riguarda il pianoforte – oltre ad avere acquisito un grande esperienza pratica, prima a  Katowice e successivamente collaborando con la Steinway di Amburgo – gli ha permesso di eliminare o di ridurre al minimo tutto ciò che potrebbe distrarlo da questioni puramente musicali.

Il repertorio di Zimerman comprende, fra l’altro, opere di Chopin, Franz Liszt, Franz Schubert, Johannes Brahms, Edvard Grieg, Béla Bartok, Maurice Ravel, Claude Debussy nonché musica da camera di César Franck e Karol Szymanowski.

La sua conoscenza relativamente precoce dei principali sviluppi nella musica europea – tedesca, russa, francese ecc. – gli ha impedito di diventare uno specialista di Chopin. Ha invece stimolato in lui il desiderio di suonare le varie opere nei luoghi dove sono nate: musica francese a Parigi, Beethoven, Mozart e Schubert a Vienna, Brahms ad Amburgo, opere americane a New York – condotte, nel caso di Leonard Bernstein, dal compositore stesso. Il Concerto per pianoforte di Witold Lutoslawski, a lui dedicato, ha ricevuto un trattamento adeguato: esecuzione a Varsavia, durante il Festival d’Autunno di Musica Contemporanea, con il compositore quale direttore d’orchestra.

I suoi incontri con grandi artisti, sia nel campo della musica da camera che direttori d’orchestra, sono stati secondo lui la sua più grande fortuna. Ha suonato con Gidon Kremer, Kyung-Wha Chung, Kaja Danczowska, Yehudi Menuhin e sotto la direzione di Bernstein, Karajan, Abbado, Ozawa, Muti, Maazel, Previn, Boulez, Mehta, Haitink, Skrowaczewski e Rattle.

Ha avuto anche l’opportunità di conoscere i maestri della generazione precedente: Claudio Arrau, Arturo Benedetti Michelangeli, Arthur Rubinstein, Sviatoslav Richter, che hanno avuto tutti una grande influenza sulla sua formazione musicale.

Il pianoforte non è la sua sola passione: è sempre stato un abilissimo organista e inoltre l’aver frequentato molti tra i più prestigiosi direttori d’orchestra dei nostri tempi gli ha permesso di approfondire la sua conoscenza della direzione d’orchestra.

Zimerman vive con la famiglia in Svizzera, dove ha passato la maggior parte della sua vita, e divide il suo tempo tra la famiglia, l’attività concertistica e cameristica. Si è posto il limite di 50 concerti all’anno ed ha un’aderenza totale alla sua professione: organizza personalmente la gestione della sua carriera, studia l’acustica delle sale da concerti, le ultimissime tecnologie di registrazione e della costruzione degli strumenti. E’ inoltre appassionato di psicologia e computer.

Ha sviluppato un analogo approccio nei confronti della registrazione discografica, processo di cui si occupa nella sua totalità. Durante i 30 anni di collaborazione con la Deutsche Grammophon, ha inciso 22 dischi che hanno ricevuto importanti premi. Nel 1999 ha registrato i Concerti di Chopin con un’orchestra costituita appositamente per questo progetto, la Polish Festival Orchestra, con la quale ha fatto una lunga tournée in Europa e America per commemorare il 150° anniversario della morte di Chopin. Tra le ultime registrazioni, il Concerto per pianoforte n. 1 di Brahms con i Berliner Philharmoniker diretti da Sir Simon Rattle, ricevendo critiche assai lusinghiere.

Tra le esecuzioni storiche che lo hanno posto per sempre nell’olimpo della musica classica, ci sono quella con i Wiener Philharmoniker il 10 febbraio 1985, la sua interpretazione del Concerto per pianoforte di Robert Schumann sotto la direzione di Herbert von Karajan, e i Concerti n. 3, 4 e 5 di Beethoven nel settembre 1989 sotto la direzione di Leonard Bernstein.

Il 24 gennaio 2005, giorno dell’apertura del MIDEM a Cannes, il Ministro della cultura Renaud Donnedieu de Vabres gli ha conferito la Legione d’Onore francese.

————-

Stagione di Musica da Camera

Auditorium Parco della Musica – Sala Santa Cecilia

Mercoledì 10 giugno 2015 ore 20,30

Biglietti da 18 a 42 euro – Infoline 068082058

LEAVE A REPLY