Sabbia

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fotoUno spettacolo realizzato coi rifugiati provenienti dall’Africa ospiti del C.A.R.A. Centro Accoglienza Richiedenti Asilo di Castelnuovo di Porto (Roma)

Ideazione e regia RICCARDO VANNUCCINI

Collaboratori al progetto Alba Bartoli, Elisa Menon, Maria Sandrelli, Caterina Galloni, Daniele Cappelli

Scene, costumi, disegno luci Yoko Hakiko

Colonna Sonora Rocco Cucovaz

Presentato da ArteStudio progetto teatroinfuga2015

In collaborazione con Teatro di Roma, Cane Pezzato, King Kong Teatro, Muses, Cooperativa Auxilium, con il patrocinio dell’Assessorato Cultura e Turismo di ROMA CAPITALE

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SABBIA è un movimento plurale di cerchi, un bordo utile all’apparizione dei contrasti. Un girotondo di esercizi poetici, spirituali oppure il making of di un paesaggio che muta come un pugno di sabbia ad ogni passaggio di vento.

Riccardo Vannuccini

Una tempesta di SABBIA arriva al TEATRO ARGENTINA DI ROMA e ci posiziona sul bagnasciuga che c’è tra la vita e la morte di chi raggiunge la riva dopo una fuga. Ideato da Riccardo Vannuccini di Artestudio, e realizzato in collaborazione con Cane Pezzato e la Cooperativa Auxilium, ente gestore del C.A.R.A. di Castelnuovo di Porto, lo spettacolo SABBIA è una mappa di viaggi avventurosi, di traiettorie percorse a piedi, sopra o sotto un camion oppure in fondo al mare, il diario inventato di appostamenti notturni, precipitose invenzioni, canzoni, dediche d’amore, aspirine, scarpe piene di sabbia e filastrocche porta fortuna.

Fra ospitalità e accoglienza, SABBIA rappresenta la ricerca paziente e ostinata di una terza parola che possa comprendere il gesto di chi rischia la vita su un barcone sbilenco e quello di chi tende la mano sulla porta di casa. Lo spettacolo, interpretato da venti richiedenti asilo provenienti dall’Africa, vuole anche in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato (20 giugno) favorire la sensibilizzazione dell’opinione pubblica sulla condizione, spesso sconosciuta ai più, di questa particolare categoria di migranti.

Lo spettacolo in scena al Teatro Argentina di Roma venerdì 12 e sabato 13 giugno 2015, ore 21, è la conclusione di un laboratorio teatrale durato dieci mesi, una composizione scenica di confine che deve molto a Pina Bausch, Jackson Pollock, Thomas Eliot e Ibn Battuta. Il viaggiatore per eccellenza del mondo islamico medievale, nella sua Rihla (viaggio) ci regala sguardi unici e dettagliatissimi sul suo grande peregrinare, che partendo dall’Africa passa per Siria, Russia, Afghanistan e approda in India e Cina e che percorre centoventimila chilometri con tutti i mezzi di trasporto allora in uso, dal cavallo al dromedario, dal carro ad ogni tipo di imbarcazione. 

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Ingresso libero e gratuito

Si consiglia la prenotazione via mail prenotazioni.sabbia@gmail.com o al 338 1240457

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RICCARDO VANNUCCINI regista, attore, autore, debutta in teatro con un suo monologo al Festival dell’Avanguardia a Formello, dove erano presenti fra gli altri Carmelo Bene e Leo De Berardinis. Ha collaborato con Luca Ronconi al teatro e all’opera. Realizza in Italia e all’estero spettacoli, laboratori, mostre e progetti di studio a teatro, in carcere, nelle zone di guerra, con le Università di Roma La Sapienza, e RomaTre, nelle Università di Hebron, Beirut, Berlino. Fra i suoi ultimi spettacoli si ricordano AL HODOOD (Amman e Irbid, Giordania, con giovani rifugiati siriani), HIKAYA (Ketermaya e Beirut, Libano); HAMLET CLOWN (Corviale, progetto TEATRO DEL RAMMENDO); GOLDFINGER (Macro di via Nizza, Roma); LETTERE A TEO (Galleria Nazionale D’Arte Moderna, Roma); LA TERRA DEI RE e LA PORTA DEGLI UOMINI (con i richiedenti asilo del C.A.R.A. di Gradisca d’Isonzo, Gorizia); COME SCIMMIE FRA GLI ALBERI (Teatro Eliseo, Roma); FEMMINA (Teatro Palladium, Roma); LAS MENINAS (Festival dei Due Mondi di Spoleto; MACBETHICA (Berlino); 16 DONNE SULLA PORTA (Carcere di Rebibbia Femminile, con una diretta al CINEMA FARNESE); HAMLET IN HEBRON (Hebron, Palestina).

Fra i progetti che Riccardo Vannuccini conduce IL TEATRO DEL RAMMENDO a Corviale e TEATRO IN FUGA in Libano e Giordania.

 

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