Questo è il mio nome

Il 22 settembre, ore 21.30, al Teatro Manzoni, Calenzano (FI)

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Foto di Simone Sechi

Questo è il mio nome sarà in scena al Festival Avamposti di Calenzano. Nelle settimane a seguire repliche a Brescia, Trento, Repubblica di San Marino, Ferrara e Bologna.

«Una finestra aperta su storie invisibili, un orecchio rovesciato su un canto che attraversa i mari e i deserti, uno spazio e un tempo per lasciare un segno. Da Costa d’Avorio, Mali, Nigeria, Gambia, sul palco si srotolano le orme di Odissei in viaggio. Storie incise nella polvere e nella carne, scintille di memoria, passi protesi in avanti e occhi che guardano indietro»: Monica Morini del Teatro dell’Orsa introduce Questo è il mio nome, lo spettacolo esito di un denso percorso artistico e umano compiuto assieme a un gruppo di richiedenti asilo e rifugiati.

Questo è il mio nome è da molti mesi in tour in tutta Italia. Ha ricevuto, tra l’altro, il Premio del Pubblico al Festival di Resistenza, Premio Museo Cervi – Teatro per la Memoria a Gattatico (RE), è stato selezionato al Festival I Teatri del Sacro 2017 e ha ottenuto l’attenzione di numerosi media nazionali e internazionali.

Lo spettacolo sarà in scena venerdì 22 settembre alle ore 21.30 al Teatro Manzoni di Calenzano in provincia di Firenze (Via Pietro Mascagni, 18), nell’ambito del Festival Avamposti curato da Il Teatro delle Donne.

Nelle settimane a seguire Questo è il mio nome sarà presentato a Brescia, Trento, Repubblica di San Marino, Ferrara e Bologna.

«Giovani migranti dell’Africa sono portatori di saperi, storie e cultura di un mondo che inesorabilmente si avvicina verso l’Europa» aggiunge Bernardino Bonzani «rivelano sguardi e prospettive che non possiamo conoscere se non incontrandoli, mettendoci in ascolto. Energia, slancio vitale, speranze di futuro che meritano di essere ri-conosciute, senza smorzarsi sopite nelle attese di un respingimento, di un diniego. Arrivati con niente portano tutto se stessi, ci arricchiscono di nuove parole, suoni, idee, cuore, braccia e gambe. Ci aiutano a ricordare la dignità di ogni persona».

Questo è il mio nome, che si avvale della collaborazione alla drammaturgia di Annamaria Gozzi, vede in scena gli attori rifugiati del progetto Sprar di Reggio Emilia Ogochukwu Aninye, Djibril Cheickna Dembélé, Ousmane Coulibaly, Ezekiel Ebhodaghe e Lamin Singhateh.

Informazioni sul Festival: https://www.teatrodelledonne.com/avamposti-017.

Info sulla Compagnia: http://www.teatrodellorsa.com/

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