Se i sogni diventano realtà

A Roma una collettiva da non perdere: “Dream”, al Chiostro del Bramante fino al 5 maggio 2019

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DreamIl tema è il sogno, ma declinato secondo una specifica lettura, quella del viaggio. Non si tratta però di una mostra specifica sull’idea di sogno, ma di una sua rappresentazione, che tocca le idee di spirito, emozione, incanto”. Così il critico d’arte e direttore di musei Danilo Eccher presenta “Dream”, mostra collettiva (sono venti gli artisti presenti) di rara bellezza e qualità espressiva, visibile a Roma fino al 5 maggio prossimo presso il gioiello rinascimentale del Chiostro del Bramante (in via Arco della Pace 5). L’esposizione è l’ultimo capitolo di una trilogia, interamente ideata da Eccher, iniziata con “Love” (2016) e proseguita con “Enjoy” (2017). “Tre grandi mostre – aggiunge il curatore – dedicate alle più intime emozioni dell’uomo, rappresentate grazie alle tante poetiche dell’arte contemporanea. Tre panorami capaci di esplorare i sentimenti dell’anima: dall’ambiguità dei desideri alle più esaltanti gioie, sino all’inconscio”.

La mostra si apre nel chiostro del complesso realizzato da Donato Bramante con le due teste monumentali in marmo (“Laura Asia” e “Chloe’s World V”) del catalano Jaume Plensa, due volti femminili còlti con gli occhi chiusi, opere che introducono immediatamente il tema della corporeità (in questo caso la riflessione è sulla sovradimensionalità), che è uno dei fili conduttori dell’esposizione. Filo che viene subito annodato con l’opera seguente: “Sharon”, del notissimo newyorkese Bill Viola. In un video una donna è ripresa dall’alto, mentre con gli occhi chiusi è immersa nell’acqua: l’immagine è ipnotica, il corpo della giovane è presente e impalpabile nello stesso tempo, la visione è un’esperienza che ricrea l’intero ciclo della vita.

Di questi rimandi di senso e d’immagine la mostra ne offre di continuo, e nel passaggio da un’opera all’altra se aggiungono di nuovi. Ovviamente domina il “sogno”, coniugato dagli artisti secondo le diverse poetiche: nella meravigliosa “Light is time” dell’architetto giapponese Tsuyoshi Tane (l’installazione consiste nella disposizione, all’interno di una stanza nera, di 65 mila piastre metalliche dorate, appese su fili a breve distanza l’una dall’altra), l’atmosfera incantata di questa “pioggia scintillante” – nel cui interno è possibile muoversi – produce un’esperienza sensoriale della luce e del tempo del tutto sconosciuta; nel “Théatre d’Ombres” del parigino Christian Boltanski ritroviamo le figurine danzanti dell’infanzia e gli incubi notturni dei bambini; nel “Time Sky” del giapponese Tatsuo Miyajima, i diffusori led di colore blu (riproducenti numeri da 1 a 9) che ricoprono il soffitto immergono il visitatore (che nella stanza può sdraiarsi a terra sotto questo “cielo stellato”) in uno stato che suggerisce sensazioni spaziali di profondità e di infinito.

La mostra offre anche installazioni e opere (alcune site-specific, ovvero concepite per questa mostra) dei grandi esponenti dell’Arte Povera italiana Giovanni Anselmo e Mario Merz, della colombiana Doris Salcedo, dell’austriaco Peter Kogler (l’esposizione presenta una stanza con una delle sue famose labirintiche “illusioni ottiche”), dello scultore tedesco Wolfgang Laib, dello svedese Henrik Hakansson (che presenta un evocativo tronco d’albero sradicato e sospeso), dell’inglese Kate MccGwire, dell’anglo-britannico Anish Kapoor, del primitivista Claudio Costa (di cui la mostra ospita due sculture in legno, ferro e ossa, oggetti inventati che sembrano oscillare tra miti ancestrali, rituali africani e desideri onirici), dell’artista e compositore giapponese Ryoji Ikeda, del pittore tedesco Anselm Kiefer, dell’argentina Alexandra Kehayoglou (che ha rivestito le pareti della scala interna tra piano terra e primo piano di spessi tappeti di lana che ricreano i verdi paesaggi della Patagonia), dei pittori e scultori italiani Luigi Ontani ed Ettore Spalletti, del californiano James Turrell.

Quello che cerco di realizzare è una mostra che sia un’unica grande opera, all’interno della quale i singoli lavori diventano anime pulsanti di un unico percorso creativo e narrativo, attraversato dal visitatore”, spiega ancora Danilo Eccher. E l’obiettivo sembra davvero centrato, anche soltanto a guardare l’immediato successo di pubblico che “Dream” sta ottenendo. Completa il progetto “Le voci del sogno”: le parole dello scrittore Ivan Cotroneo, ispirate alle opere degli artisti e interpretate da 14 attori italiani (Valeria Solarino, Valentina Cervi, Matilda de Angelis, Marco Bocci, Simona Tabasco, Giuseppe Maggio, Matteo Oscar Giuggioli, Alessandro Roja, Alessandro Preziosi, Angela Baraldi, Brando Pacitto, Isabella Ferrari, Giulia Bevilacqua e Cristiana Capotondi), accompagnano il pubblico attraverso un’audioguida, creando una dimensione poetica davvero unica.

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