La Delicatezza del Poco e del Niente

Recensione di Paolo Verlengia

449
LA DELICATEZZA DEL POCO E DEL NIENTE di Roberto Latini
Andato in scena il 26 novembre 2021, Auditorium Flaiano, Pescara, nell’ambito della rassegna “Teatro d’Autore” di Florian Metateatro

Roberto Latini torna in scena a Pescara con La Delicatezza del Poco e del Niente, un percorso tracciato attraverso la poesia di Mariangela Gualtieri. Una scelta, quella della del verso poetico, che sembra rispondere alle esigenze precise del nostro oggi: curare e concedere tempo lento per guarire. E sospendere, prima di tutto: sospendere dal nostro sguardo la logica dell’utile, la sua dittatura e la sua illusione. Il messaggio poetico restituisce mistero alla parola, sottraendo il pensiero alla vana seduzione delle certezze: che l’esistente sia spiegabile, che il dire sia inequivocabile, che l’esperienza umana sia definita, definibile …

Questa fuga salvifica dai confini del noto è il segno che contraddistingue l’impianto di un lavoro teatrale che, nelle parole dello stesso Latini, vuole essere un “concerto sonoro” più che una messinscena tout court. L’allestimento è minimo (leggio e microfono al centro della scena), il disegno luci è essenziale (luci bianche fisse), il costume dell’attore cerca un candore simile al bagliore, più che ad un concetto schietto di purezza.

Un meccanismo di sottrazione che persegue in realtà il rovesciamento del codice teatrale: combattere l’interpretazione, vincere la tentazione di contribuire al testo. Quasi, un andare in scena e subito sentire nella gravità della carne il “peccato” di esserci, sublimandolo solo nel primato del testo, della parola che ingloba.

C’è spazio per una riflessione profonda sul ruolo dell’attore in questo tempo nuovo e pensoso, ma è un velo immateriale sovrapposto sulla scena che pur sempre vive e respira. Trasforma l’aria, la luce, il buio attorno e tutto ciò che sembra fermo.

Il tappeto sonoro composto da Gianluca Misiti disegna un sentiero movimentato di suono e musica, brecciato da episodici silenzi, porgendo alla parola dell’attore ora il territorio dello stupore raccolto, ora quello dell’emozione piena. Roberto Latini governa le potenzialità della strumentazione microfonica, ricercando spesso gli interspazi in cui la voce fraternizza con il respiro.

In questo concerto, sembra di percepire talvolta la voce della poetessa che affiora dalla curva di un’eco, ed è un io inquieto, che si rifrange di continuo: ora figlia, ora madre, ora amante. Ma piccola sempre, titolare del poco e del niente.

Perché nulla si possiede veramente. Perché veramente si può solo appartenere.

CREDITS:

LA DELICATEZZA DEL POCO E DEL NIENTE

Roberto Latini legge Mariangela Gualtieri

poesie di Mariangela Gualtieri

interpretazione e regia Roberto Latini

produzione Fortebraccio Teatro / Compagnia Lombardi-Tiezzi

musica e suono Gianluca Misiti

luci Max Mugnai