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La valle della paura

In scena al Teatro Ciak di Roma fino al 25 febbraio 2024

Storia della criminalità dell’Ottocento americano e letteratura poliziesca si fondono sul palcoscenico del Teatro Ciak, sul quale torna la storica compagnia del Teatro Stabile del Giallo che coinvolge il suo pubblico con un grande classico del genere, spettacolo il cui protagonista è il mitico Sherlock Holmes in una delle sue più famose avventure.

La messinscena è tratta dal romanzo pubblicato nel 1915, quarto e ultimo della serie di Sir Arthur Conan Doyle che hanno per protagonista il leggendario investigatore di Baker Street, apparso per la prima volta nel volume ‘Uno studio in rosso’ del 1887 e divenuto protagonista di quattro romanzi e 56 racconti del suo autore.

Dal romanzo nel 1968 è stato tratto uno sceneggiato televisivo diretto da Guglielmo Morandi e interpretato da Nando Gazzolo nel ruolo di Sherlock Holmes e Gianni Bonagura di Watson.

Questa famosa vicenda spazia dalla Londra vittoriana all’America dei pionieri e dei gangster, rivelando amori insospettabili, riunioni di logge massoniche, organizzazioni criminali, omicidi dalle dinamiche inspiegabili, in una cupa atmosfera da thriller.

In questa rete oscura e apparentemente impenetrabile, l’ineffabile Holmes si districa con agile intuizione, tenendo a freno le intemperanze e le frettolose e concitate deduzioni dell’ispettore Mc Donald, sempre col supporto del fedele dottor Watson al fianco.

Il romanzo di Doyle trae ispirazione dalla vicenda reale dei “Molly Maguires”, una società segreta attiva negli Stati Uniti, in Pennsylvania, tra la fine della guerra di secessione e gli anni 1876-1878. La misteriosa organizzazione criminale, incarnata dal temibile “Napoleone del crimine” Professor Moriarty, fu coinvolta in una serie di attentati, omicidi e sabotaggi contro le forze dell’ordine e i proprietari delle miniere, fino a quando si riuscì ad arrestare e condannare i membri, ponendo fine alla sua esistenza.

Nell’antica dimora della famiglia Douglas il proprietario è stato assassinato in circostanze poco chiare. La moglie e il maggiordomo dichiarano di essersi precipitati nella sala appena sentiti gli spari, senza essere riusciti a vedere fuggire l’assassino, che si è facilmente dileguato essendo ancora abbassato il ponte levatoio che circonda la proprietà. Sul corpo orrendamente sfigurato e irriconoscibile è stato rinvenuto un biglietto su cui sono scritti due lettere e un numero di tre cifre e, stranamente, dall’anulare è sparita la fede nuziale.

Sembra non ci siano elementi sui quali investigare, ma non è così per Sherlock Holmes che coglie dettagli che saranno determinanti per ricostruire la dinamica del delitto.

Quello che sembra un delittuoso fatto di cronaca si innesta, invece, in una trama di ambigui individui appartenenti a una loggia massonica capitanata da un Gran Maestro bieco ed equivoco che gestisce loschi traffici.

I due contesti si intersecano oltre l’immaginazione e tutto è diverso da come sembra. Attraverso un elaborato procedimento deduttivo, la mente speculativa dell’investigatore più bravo della letteratura poliziesca sbroglierà l’intricata matassa fino al sorprendente epilogo.

Paolo Romano si cala con una naturale nonchalance nel ruolo di Sherlock Holmes, Guido Targetti è Watson, Linda Manganelli è la signora Douglas, Mauro Santopietro, Enrico Ottaviano, Marco Blanchi, Francesco Maccarinelli e Andrea Ruggieri gli altri interpreti.

L’adattamento teatrale è di Michele Montemagno, la regia di Anna Masullo. Lineare la scenografia di Fabiana Di Marco costituita da snelle impalcature articolate su due livelli che fungono da tetra struttura della società segreta e diventano pareti del castello coperte da teli fluttuanti. Musiche di Alessandro Molinari, costumi di Valentina Bazzucchi, disegno luci di Marco Catalucci.

All’ingresso in sala agli spettatori vengono consegnati dei foglietti contenenti alcune domande. A fine spettacolo chi avrà risposto correttamente verrà premiato con la tradizionale bottiglia di vino … giallo.

Spettacolo da non perdere per gli appassionati del genere e per chi ha voglia di mettere alla prova le proprie capacità deduttive.

 

Tania Turnaturi

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