“Sorvegliati”

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Con: Yuri D’Agostino, Lorenzo Bartoli, Marco Lorenzi, Andrea Redavid

Regia: Marco Lorenzi

 

La luce filtra dalla finestra.

L’ombra delle sbarre si allunga sul corpo di un uomo.

Solo.

Jean Genet nella sua cella fuma una gitanes.

La cella si riempie di storie inventate intrecciando le foto e i ritagli che Genet riesce a trafugare “dai giornali che arrivano con difficoltà alla sua cella”.

Magnaccia, atleti, pugili, ballerini, marinai …

Entrano di notte nella sua cella, la animano e ne sono animati.

E diventeranno i protagonisti di una storia che lo accompagnerà per tutta la vita.

È il 1947 e sta cominciando a scrivere “Haute sorveillance”.

 

Il 19 Ottobre 1910 nasce Jean Genet.

Più di cento anni dopo il fascino indiscreto e spiazzante di questo grande eversivo della cultura europea del Novecento è ancora intatto.

“Sorvegliati” debutta in prima nazionale al Teatro Out Off. Il progetto è nato dall’avvicinamento a “Haute sorveillance”, il primo e l’ultimo testo drammatico scritto dallo scrittore francese, e si è snodato in un percorso drammaturgico completamente nuovo.

Il testo di Genet parte dal rapporto tra tre carcerati costretti a convivere in una piccola cella, perennemente consapevoli della presenza (o assenza) di un sorvegliante, per approdare poi ad una dimensione assai più ampia: la distruzione delle convenzioni e di ogni limite conformistico, per ricercare un nuovo senso e una nuova morale alla luce di un ordine di valori antitetico a quello quotidiano: il Male Assoluto.

 

“Il teatro di Genet è fatto di carne sangue e di poco altro – spiega il regista Marco Lorenzi – ed il pubblico viene crudelmente invitato ad assistere al dissezionarsi dei sentimenti con impudicizia.

Se si vuole fare uno spettacolo su Genet (o da Genet ), l’unico modo è di lasciarsi andare alla sua intransigenza, alla sua Poesia, alle sue contraddizioni più o meno studiate, alla sua cattiveria, alla sua rabbia, ai suoi controsensi. La nostra volontà di districarli e di spiegarli non ha senso, come non ha senso cercare di classificarlo. Recitare Genet e metterlo in scena, credo, vuol dire accettare il suo mondo, lasciando perdere il nostro per un po’. Accettare la sua legge è l’unico modo per leggerlo, cedere alla sua energia funerea è l’unico modo per raccontarlo”.

 

 

 

 

INFORMAZIONI

Prenotel. 02.34532140 – lunedì ore 10 > 18 e martedì >  venerdì ore 10 > 20

Ritiro biglietti lunedì > venerdì ore 11> 13 e nei giorni di spettacolo anche dalle 19.30

Prevendita:

Biglietti:  16,00 Euro  – costo prevendita e prenotazione 1,50 /1,00 Euro Riduzioni: 30% under 25;  50% over 60 (Convenzione con il Comune di Milano)

Orari spettacoli: ore 20.45

Trasporti pubblici: tram 12/14  bus 78  Accesso disabili: con aiuto

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