L’Emilia e una notte 2011: protagonisti Isabella Ragonese, Giorgio Felicetti, Vincenzo Costantino, Angelo Romagnoli, la Compagnia Biancofango e il violoncellista Giovanni Ricciardi

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L’Emilia e una notte 2011, l’appuntamento estivo della Corte Ospitale, prende il via il 14 luglio alle 21.30 con la prova aperta di Lady Gray (con le luci che si abbassano sempre di più) di Will Eno, con Isabella Ragonese (interprete, tra gli altri, nei film Nuovomondo, Tutta la vita davanti, La nostra vita; madrina della 67 Mostra Internazionale d’arte cinematografica di Venezia), regia di Isabella Ragonese, con la collaborazione di Silvio Peroni, produzione BAM Teatro e Pierfrancesco Pisani.

Le prove di questo spettacolo, che debutta in prima nazionale al Mittelfest di Cividale del Friuli il 16 luglio, sono in corso in questi giorni allaa Corte Ospitale. La prova aperta di Rubiera a pochi giorni dal debutto è l’occasione per l’artista di un primo confronto con il pubblico a ridosso del prestigioso debutto; per il pubblico la possibilità di accedere al work in progress della creazione artistica, caratteristica che da tempo contraddistingue il centro di produzione teatrale di Rubiera.

Lady Gray è una riflessione sull’identità femminile: i pensieri di una ragazza come tante, espressi in un monologo vivido e disarmante che ne rivela la vita per quello che è veramente: selvaggia, energica, con profondi dolori e gioie intense. La protagonista racconta semplicemente di sé in un racconto al pubblico in cui svela attraverso episodi minimi, la sua identità.

Il talento di Will Eno, celebrato autore americano, sta anche nella capacità di mettere in relazione il pubblico con i suoi personaggi: Lady Gray chiede allo sguardo del pubblico di farla vivere, e si rifiuta di lasciarlo al buio catturandone invece l’attenzione con domande e rivolgendosi agli spettatori direttamente e continuamente.

L’essenza teatrale del monologo è nell’alternanza tra i movimenti scenici impercettibili (propri della corrente del teatro minimale a cui l’autore appartiene) e la rapida intensità del testo: la prosa densa di Eno è una sorta di lista della spesa esistenziale, fatta in egual misura d’amore, senso di perdita e umorismo sferzante.

A seguire, al termine dello spettacolo, concerto per violoncello solo con Giovanni Ricciardi. Il concerto si svolgerà ogni sera della rassegna, intorno alle 23.30-24 circa, nella Chiesa della Corte Ospitale.

Giovanni Ricciardi, violoncellista, si è diplomato al Conservatorio Niccolò Paganini di Genova. La carriera solistica lo ha portato a suonare con prestigiose orchestre sinfoniche in molti teatri di tutto il mondo, fra cui quelli di Berlino, alle Canarie, a Madrid, a San Paolo e Campinas in Brasile, in Russia, Spagna, Portogallo e Bolivia.

Venerdì 15 luglio 2011 apre la serata alle 21 il reading di Vincenzo Costantino, in arte Cinaski, accompagnato dal musicista Giovanni Melucci. Chi è senza peccato non ha un cazzo da raccontare è il titolo dello spettacolo, un recital ironico, libertario, anarchico, sregolato e profondamente semplice, diretto.

La vita viene raccontata dal margine senza ipocrisia e mezze misure, scandagliata in tutti i suoi aspetti.

Vincenzo Costantino è un uomo fuori moda, un filosofo da marciapiede, libertario anarchico come la sua poesia. Viaggia tra le parole in modo eccentrico, praticando un nomadismo esistenziale che accende bagliori di liricità pura.

A seguire, alle 22.30, Vita di Adriano, memorie di un cecchettaro nella neve di Francesco Niccolini, Giorgio Felicetti e Andrea Chesi, con Giorgio Felicetti. Lo spettacolo racconta la storia di una fabbrica, la Officine Meccaniche Cecchetti, dove in novanta anni hanno lavorato 50.000 persone.

Raccontare della Cecchetti vuol dire parlare del lavoro di fabbrica di tutto il ‘900 italiano: le condizioni di lavoro, la presa di coscienza di appartenere ad una “classe”, quella dei “cecchettari”, i pericoli e gli incidenti sul lavoro, gli scioperi, i licenziamenti, la chiusura, avvenuta nel 1994, per mancanza di commesse a causa di una presenza terribile all’interno della fabbrica, l’amianto. Gli operai della Cecchetti hanno perso il posto di lavoro, hanno visto radere al suolo la fabbrica e si ritrovano oggi con un bel regalo nei polmoni: amianto. Che non smette mai di lavorare, e come una bomba ad orologeria, continua imperterrito il suo ticchettio.

Mettere in scena questo spettacolo proprio a Rubiera, una delle 4 sedi italiane della multinazionale elvetica che lavorava l’Eternit, significa parlare di un tema ancora caldo, a maggior ragione oggi, a pochi giorni dall’ultima udienza del processo in cui pubblico ministero di Torino Raffaele Guariniello ha chiesto una condanna a 20 anni per Stephan Schmidheiny, miliardario svizzero di 64 anni, e Jean Louis Marie Ghislain de Cartier de Marchienne, barone belga di 89 anni, i due alti dirigenti della multinazionale dell’amianto Eternit, nella cinquantesima udienza del maxi-processo per migliaia di morti in corso a Torino, di cui il Comune di Rubiera e la Provincia di Reggio Emilia si sono costituiti parte civile.

Chiude la serata alle 24 circa nella chiesa della Corte Ospitale il concerto per violoncello solo di Giovanni Ricciardi.

Il 16 luglio, ultima serata di programmazione, la Compagnia Biancofango – selezionata tra le giovani compagnie che hanno partecipato alle precedenti edizioni del progetto Forever Young, un sostegno alle giovani compagnie italiane che ricercano nuovi linguaggi espressivi – presenta alle 21 lo studio del nuovo spettacolo, Porco Mondo, drammaturgia di Francesca Macrì e Andrea Trapani, con Andrea Trapani e Aida Talliente, regia di Francesca Macrì: lo spettacolo è il racconto di un incontro di opposti: gli sposi ribelli, gli amanti stremati; il superstite e il boia.

A seguire, alle 22.30, Angelo Romagnoli presenta l’anteprima di Non leggete i libri, fateveli raccontare, tratto dall’opera di Luciano Bianciardi, regia di Francesco Pennacchi, produzione Compagnia Pennacchia Romagnoli/laLut, in collaborazione con La Corte Ospitale. Si tratta di sei lezioni scritte da Luciano Bianciardi con criterio scientifico, dedicate non soltanto a giovani con ambizioni spropositate rispetto ai loro mezzi, ma anche ai vecchi leoni dell’impresa culturale, ai maturi ‘operatori’ e agli intellettuali affermatissimi che tappezzano la Penisola. E ad uso di tutti gli altri, gli sprovveduti, che nel mondo delle Muse non riescono a viverci, e ancora non hanno capito il perché.

Chiude la serata e la rassegna il concerto per violoncello solo di Giovanni Ricciardi, con la partecipazione della performer Daria Menichetti.

L’Emilia e una notte 2011 è inserito all’interno di Mappe Narranti, l’iniziativa della Provincia di Reggio Emilia che unisce le programmazioni estive di alcuni comuni della provincia reggiana, per la valorizzazione dei luoghi e delle iniziative culturali che vi si svolgono.

La prima serata è a ingresso gratuito (numero limitato di spettatori, è consigliata la prenotazione). Per il 15 e il 16 luglio il costo dei biglietti va dai 5 ai 10 euro.

Tutte le sere di spettacolo, all’interno della Corte Ospitale, è attivo un servizio bar a cura di Oh Perbacco!
La Corte Ospitale è aperta al pubblico dal 14 al 16 luglio a partire dalle ore 20.

Informazioni e prenotazioni presso La Corte Ospitale di Rubiera, in via Fontana 2, tel. 0522 621133, ufficiostampa@corteospitale.org, segreteria@corteospitale.org, www.corteospitale.org

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