IL SOGNO DI IPAZIA

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Lo spettacolo
racconta l’ultimo giorno di Ipazia. Dal suo risveglio al mattino, seguito
dall’uscita di casa per recarsi alla sua scuola, sino all’aggressione e alla
morte.

La narrazione è intervallata dal ricordo di una delle imprese “disperate”
tentate dalla protagonista: salvare la biblioteca di Alessandria.

Impresa che abbiamo preso come simbolo della sua intera vita

A questo ricordo si alterna la voce sempre più veemente, e progressivamente più
violenta, dell’autorità politica e religiosa. Partendo dal primo editto di
Teodosio del 380 d.c. per arrivare ai veri e propri anatemi del vescovo
Cirillo.

Per la parte
relativa ad Ipazia la narrazione, pur fedele alla documentazione storica, è
stata in gran parte liberamente reinventata. Per la parte relativa all’autorità
politica i testi sono tratti dai quattro editti teodosiani. Per la parte
relativa al vescovo Cirillo sono stati utilizzati frammenti dei suoi discorsi
liberamente riadattati, tenendo come guida le testimonianze storiche che ci
sono arrivate.  

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