SORVEGLIATI, un progetto su Jean Genet liberamente tratto da “Haute Surveillance”

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con Lorenzo Bartoli, Luca Di Prospero, Marco Lorenzi, Yuri D’Agostino,                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                  

regia Marco Lorenzi 

datore luci Monica Olivieri

produzione Il Mulino di Amleto

distribuzione Codici Sperimentali

 

prossime repliche

23 febbraio Piccolo Centro Giraudi, Asti

24 febbraio Teatro Civico, Busca (Cn)

con il sostegno del Circuito Tearale del Piemonte

 

La luce filtra dalla finestra.
L’ombra delle sbarre si allunga sul corpo di un uomo.
Jean Genet nella sua cella fuma una gitanes.
La cella si riempie di storie inventate intrecciando le foto e i ritagli che Genet riesce a trafugare “dai giornali che arrivano con difficoltà alla sua cella”.
Magnaccia, atleti, pugili, ballerini, marinai…
Entrano di notte nella sua cella, la animano e ne sono animati.
E diventeranno i protagonisti di una storia che lo accompagnerà per tutta la vita.
È il 1947 e sta cominciando a scrivere “Haute sorveillance”.

Più di sessanta anni dopo, il fascino indiscreto e spiazzante di questo grande eversivo della cultura europea del Novecento è ancora intatto. Infatti, partendo dalla semplice storia di tre carcerati costretti a convivere in una piccola cella, Jean Genet, approda poi ad una dimensione assai più ampia: la distruzione di ogni limite conformistico e la ricerca di una nuova morale alla luce di un ordine di valori antitetico a quello quotidiano: il Male Assoluto.
Credo che quando si vuole fare uno spettacolo su Genet, l’unico possibilità sia lasciarsi andare alla sua intransigenza, alla sua Poesia, alle sue contraddizioni più o meno studiate, alla sua cattiveria, alla sua rabbia, ai suoi controsensi. La nostra volontà di districarli e di spiegarli non ha senso, come non ha senso cercare di classificarlo. Recitare Genet e metterlo in scena vuol dire accettare il suo mondo, lasciando perdere il nostro per un po’. Accettare la sua legge è l’unico modo per leggerlo, cedere alla sua energia funerea è l’unico modo per raccontarlo. [Marco Lorenzi]

 

info e prenotazioni

Teatro Baretti di Torino

web: www.cineteatrobaretti.it;  tel. 011 655187

Interi € 10,00 | Ridotti (over 60, under 25) € 8,00
Abbonamento 4 spettacoli € 24,00

Per la rassegna B.O.H.!: Interi € 4,00 | Ridotti (over 60, under 25) € 3,00

Si accettano prenotazioni via e-mail e telefoniche.
I biglietti prenotati possono essere ritirati la sera della rappresentazione fino a 15 minuti prima dell’orario di inizio. Dopo tale termine la prenotazione non sarà più considerata valida.

Il Baretti aderisce all’iniziativa promossa dalla Città di Torino che favorisce l’ingresso ad un prezzo speciale per i possessori del carnet PASS 60 e l’ingresso gratuito ai possessori di PASS 15.

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