Programma Asti Teatro 34

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Giovedì 28 giugno

Battistero di San Pietro, ore 17

Inaugurazione “Tuttestorie”: gli Universi Sensibili di Antonio Catalano

con merenda equa e solidale a cura della Coop. Della Rava e della Fava di Asti

 

 

Giovedì 28 giugno

Piccolo Teatro Giraudi, ore 20

ITALIANESI

di e con Saverio La Ruina
musiche originali eseguite dal vivo Roberto Cherillo
disegno luci Dario De Luca
organizzazione Settimio Pisano

produzione Scena Verticale
con il sostegno di MIBAC | Regione Calabria

 

Esiste una tragedia inaudita, rimossa dai libri di storia, consumata fino a qualche giorno fa a pochi chilometri dalle nostre case. Alla fine della seconda guerra mondiale, migliaia di soldati e civili italiani rimangono intrappolati in Albania con l’avvento del regime dittatoriale, costretti a vivere in un clima di terrore e oggetto di periodiche e violente persecuzioni. Con l’accusa di attività sovversiva ai danni del regime la maggior parte viene condannata e poi rimpatriata in Italia. Donne e bambini vengono trattenuti e internati in campi di prigionia per la sola colpa di essere mogli e figli di italiani. Vivono in alloggi circondati da filo spinato, controllati dalla polizia segreta del regime, sottoposti a interrogatori, appelli quotidiani, lavori forzati e torture. In quei campi di prigionia rimangono quarant’anni, dimenticati. Come il “nostro” che vi nasce nel 1951 e vive quarant’anni nel mito del padre e dell’Italia che raggiunge nel 1991 a seguito della caduta del regime. Riconosciuti come profughi dallo Stato italiano, arrivano nel Belpaese in 365, convinti di essere accolti come eroi, ma paradossalmente condannati ad essere italiani in Albania e albanesi in Italia. Ispirato a storie vere. La prima stesura del testo è giunta nella cinquina dei finalisti al Premio Riccione per il Teatro 2011.

 

 

Giovedì 28 giugno

Piazza San Secondo, ore 22

SING SING CABARET

Compagnia della Fortezza + Banda Città di Asti

liberamente ispirato al teatro di Bertolt Brecht

drammaturgia e regia Armando Punzo

con i detenuti attori della Compagnia della Fortezza: Aniello Arena, Saverio Barbera, Nicola Bello, Nicola Camarda, Tonino Cinque, Giuseppe Di Cosola, Franco Costa, Fabio Lazzareschi, Antonino Linguanti, Antonino Mammino, Santolo Matrone, Maurizio Mazzei, Matteo Monteseno, Othmane Rachdi, Antonio Scarola, Gennaro Todisco

musiche eseguite dal vivo Banda Città di Asti

Lo spettacolo celebra l’attualità di Bertolt Brecht e della sua famosa “Opera da tre soldi”, dramma buffo di un mondo votato alla perdizione, in cui ladri e sfruttatori sono vittime dello stesso sistema e dove si dimostra il fondamentale assunto politico secondo cui i metodi della malavita e quelli dei gentiluomini si equivalgono. Per la prima volta la Banda Città di Asti incontra la Fortezza, tra le più importanti compagnie del panorama teatrale italiano ed europeo, nata nel 1988 con un progetto di laboratorio teatrale all’interno del carcere di massima sicurezza di Volterra, sotto la direzione di Armando Punzo. A partire dal 1993 gli spettacoli della Compagnia della Fortezza sono stati rappresentati anche fuori dal carcere e sono stati invitati nei principali teatri e festival internazionali. Tra gli spettacoli più conosciuti: Opera da tre soldi di Bertolt Brecht (2002), Amleto (2001) e Macbeth (2000) da Shakespeare, Orlando Furioso da Ludovico Ariosto (1998), I Negri di Jean Genet (1996), Marat-Sade di Peter Weiss (1993), vincitore del premio Ubu come miglior spettacolo dell’anno.

 

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Venerdì 29 giugno

Cantine Palazzo Gazzelli di Rossana, ore 18

Inaugurazione mostra “Sguardi”

Raffaele Iachetti

 

 

Venerdì 29 giugno

Piccolo Teatro Giraudi, ore 20

LA BORTO

di e con Saverio La Ruina
musiche composte ed eseguite dal vivo Gianfranco De Franco
disegno luci Dario De Luca, organizzazione e distribuzione Settimio Pisano
produzione Scena Verticale, con il sostegno di MIBAC | Regione Calabria

Premio UBU 2010 “Migliore Testo Italiano”
Nomination Premio UBU 2010 “Migliore attore”
Premio Hystrio alla Drammaturgia 2010

 

Non è solo la storia di un aborto. È la storia di una donna in una società dominata dall’atteggiamento e dallo sguardo maschili: uno sguardo predatorio che si avvinghia, violenta e offende; un atteggiamento che provoca gli eventi ma fugge le responsabilità. L’aborto ne è solo una delle tante conseguenze. Ma ne è la conseguenza più estrema. La protagonista racconta l’universo femminile di un paese del meridione. Schiacciata da una società costruita da uomini con regole che non le concedono appigli, e che ancora oggi nel suo profondo stenta a cambiare, soprattutto negli atteggiamenti maschili, racconta il suo calvario in un sud arretrato e opprimente. E lo fa nei toni ironici, realistici e visionari insieme, propri di certe donne del sud. Non mancano momenti sarcastici come quando gli uomini geometri misurano il corpo femminile come se al posto degli occhi avessero il metro. O come quando il paese si trasforma in una immensa chiesa a cielo aperto per scongiurare le gravidanze. Né quelli commoventi legati alla decimazione del “coro” delle donne. Ma quando la protagonista chiude il cerchio col racconto del calvario della nipote, il sarcasmo e la commozione lasciano il posto a una profonda amarezza, mettendoci davanti alla dura e ambigua realtà dei nostri giorni.

 

 

Venerdì 29 giugno

Palazzo Ottolenghi, ore 20

IL CONVEGNO

Compagnia Punta Corsara

azione teatrale con Mirko Calemme, Giuseppina Cervizzi, Christian Giroso, Vincenzo Nemolato, Valeria Pellice, Tonino Stornaiuolo, Gianni Rodrigo Vastarella

collaborazione artistica Antonio Calone e Marina Dammacco

regia Emanuele Valenti

 

Un convegno convocato d’urgenza per capire come, dove e se dobbiamo ascoltare le periferie. Sono stati invitati i massimi esperti, ci si aspetta idee illuminanti e ottime soluzioni… Punta Corsara affronta il tema delle periferie con una drammaturgia originale collettiva. Uno spettacolo-conferenza in cui lo spirito e le parole di alcuni autori, Karl Valentin, Achille Campanile, Rem Koolhaas, Kurt Vonnegut, si mischiano e confondono con l’esperienza quotidiana di lavoro, con le cronache di periferia, essendo i fatti che realmente accadono inscindibili dal modo in cui vengono raccontati. Il progetto, creato per gli adolescenti a rischio del quartiere napoletano di Scampia, è diventato una delle realtà più interessanti della scena nazionale.

Venerdì 29 giugno

Bonzanigo Loft Theatre (Via Quintino Sella 4), ore 21

Francesca Gasparetto

Inaugurazione mostra “Prove generali di uno spettacolo che non sarà”

Accompagnamento musicale Giulia Rossi e Pino Castagnaro

 

 

Venerdì 29 giugno

Cortile Cotti Di Ceres, ore 21.30

PRIMA NAZIONALE

VALJEAN

Musical teatrale liberamente ispirato a Les Miserables di Victor Hugo

musiche originali Sandro Cuccuini

con Fabrizio Rizzolo, Isabella Tabarini, Sebastiano Di Bella, Susi Amerio, Giorgio Menicacci, Alessandro Ventrice

al pianoforte il Maestro Sandro Cuccuini

regia Fulvio Crivello

realizzazione Scene Eleonora Rasetto, costumi Augusta Tibaldeschi e Alice Delfino

produzione Associazione 9430

Jean Valjean, un detenuto condannato ai lavori forzati per aver rubato un pane, viene coinvolto in una rissa e in un tentativo di evasione. Nonostante abbia la possibilità di fuggire, Valjean decide invece di aiutare un secondino in pericolo. La commissione disciplinare gli concede la grazia che gli permette di essere finalmente libero. Ma Javert, capo del carcere di Tolone, sostiene che Valjean non sarà mai un uomo libero, perché chi è stato un forzato non si libera mai realmente delle catene e rimane un numero: il prigioniero 9430. L’uomo secondo Javert è segnato: è una pianta che se nasce da un seme malato, tale rimane. E tornerà a delinquere.

Da questo momento per Valjean, abbrutito dall’esperienza del carcere, rifiutato da tutti e senza amici, inizia una lotta all’ultimo respiro per sopravvivere e dimostrare di essere ancora un uomo e non un numero.

Valjean” è un progetto realizzato in collaborazione con l’Associazione Carcere e Territorio, il Provveditorato alle Carceri Lombarde, la Città di Moncalieri e l’Istituzione Musicateatro di Moncalieri, un musical dedicato alla vita di Jean Valjean, il protagonista del romanzo Les Miserables di Victor Hugo, in una chiave di lettura completamente rivisitata, che affonda le radici nei valori e nella battaglia quotidiana dell’uomo con (e contro) il proprio destino. Nella rappresentazione scenica si esprime con forza il concetto di recupero completo di una persona e del suo pieno potenziale, attraverso la tenacia e la determinazione.

 

 

Venerdì 29 giugno

Cortile del Michelerio, ore 22

TONI SERVILLO LEGGE NAPOLI

con Toni Servillo

 

Napoli, città dai mille volti e dalle mille contraddizioni nella quale da sempre convivono vitalità e disperazione, prende vita nella voce di Toni Servillo.

Toni Servillo legge Napoli” è un viaggio nelle parole di Napoli, da Salvatore Di Giacomo a Ferdinando Russo, da Raffaele Viviani a Eduardo De Filippo e Antonio De Curtis, fino alla voce contemporanea di Enzo Moscato, Mimmo Borrelli, Maurizio De Giovanni e Giuseppe Montesano. Ne emerge una fuga dalle icone più obsolete della “napoletanità”, ma insieme un bisogno perentorio di non rinunciare a un’identità sedimentata da quattro secoli di letteratura.

 

 

Venerdì 29 giugno

Palazzo Ottolenghi, ore 23.30

IL CONVEGNO – REPLICA

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Sabato 30 giugno

Piccolo Teatro Giraudi, ore 18

DISSONORATA

Un delitto d’onore in Calabria

di e con Saverio La Ruina
musiche originali composte ed eseguite dal vivo Gianfranco De Franco (fiato dei Mandara Project)
collaborazione alla regia Monica De Simone, luci Dario De Luca, organizzazione Settimio Pisano

Premio UBU 2007 “Migliore attore” e  “Migliore novità italiana”
Finalista al Premio ETI – Gli Olimpici del Teatro 2007 “Migliore interprete di monologo”
Premio Ugo Betti per la drammaturgia 2008 “Segnalazione speciale”

 

Spesso, ascoltando le storie drammatiche di donne dei paesi musulmani, mi capita di sentire l’eco di altre storie. Storie di donne calabresi dell’inizio del secolo scorso, o della fine del secolo scorso, o di oggi. Quando il lutto per le vedove durava tutta la vita. Per le figlie, anni e anni. Le donne vestivano quasi tutte di nero, compreso una specie di chador sulla testa, anche in piena estate. Donne vittime della legge degli uomini, schiave di un padre-padrone. E il delitto d’onore era talmente diffuso che una legge apposita quasi lo depenalizzava. Partendo dalla “piccola” ma emblematica storia di una donna calabrese, lo spettacolo offre lo spunto per una riflessione sulla condizione della donna in generale. Parlando del proprio villaggio, parla della condizione della donna nel villaggio globale. Nello spettacolo risuonano molteplici voci di donne. Voci di donne del sud, di madri, di nonne, di zie, di loro amiche e di amiche delle amiche, di tutto il parentado e di tutto il vicinato. E tra queste una in particolare. La “piccola”, tragica e commovente storia di una donna del nostro meridione. Dal suo racconto emerge una Calabria che, anche quando fa i conti con la tragedia, vi combina elementi grotteschi e surreali, talvolta perfino comici, sempre sul filo di un’amara ironia. (Saverio La Ruina)

Sabato 30 giugno

Palco Teatro Alfieri, ore 20

UN AMORE DI SWANN

di Marcel Proust

con Sandro Lombardi, Elena Ghiaurov, Iaia Forte

regia Federico Tiezzi

drammaturgia Sandro Lombardi e Fabrizio Sinisi

scene Pier Paolo Bisleri

costumi Giovanna Buzzi

luci Gianni Pollini

immagini digitali Antonio Giacomin

Un amore di Swann” è la storia di un tormento, di un amore che diventa ossessione, malattia, rovina: una vicenda di passione, gelosia, tradimenti nella Parigi della mondanità di fine Ottocento. Intorno alle vicende di questa liaison si muove un mondo che pare collocarsi tra Balzac e Molière: i Verdurin, prepotenti e incolti, l’insipido dottor Cottard, il pittore presuntuoso Biche, la zia di un pianista ex-portinaia, l’accademico Brichot, tanto intelligente nella sua professione quanto idiota come uomo di mondo… Personaggi che conferiscono alla vicenda un tono da commedia. In una dimensione quasi da contrappasso dantesco, Swann, avvezzo a frequentare il più bel mondo parigino, pur di vedere Odette, che è habituée del salotto Verdurin, si abbassa a entrare in relazione con questi oscuri personaggi, fino a ridursi a mendicare i loro inviti.

La passione che divora Swann è il tema di questo spettacolo: amore come gelosia, tradimento, ansia, angoscia, solitudine. Ma anche gioia di possesso, condivisione, forza sensuale.

 

 

Sabato 30 giugno

Cortile Cotti Di Ceres, ore 21.30

VALJEAN – REPLICA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sabato 30 giugno

Giardini Alfieri, ore 22

PRIMA NAZIONALE

IL CONTE DI KEVENHULLER

di Giorgio Caproni

con Andrea Renzi e Federico Odling

musica Federico Odling

suono Daghi Rondanini

luci Pasquale Mari

regia Andrea Renzi

Nel centenario della nascita di Giorgio Caproni (Livorno 1912 – Roma 1990) si rende un doveroso omaggio ad una delle voci più alte della poesia italiana contemporanea, mettendo per la prima volta in scena un suo prezioso e denso testo della maturità, il “Conte di Kevenhuller” (1986). È il 14 luglio del 1792, siamo a Milano e un orrendo molosso, una Bestia Feroce, ha sbranato due fanciulli nelle campagne della contea. A firma del Conte stesso, con tanto di taglia di cinquanta zecchini d’oro, un bando di caccia viene esposto. È da questa circostanza che prende le mosse l’azione e l’io lirico di un allegorico cacciatore si mette all’inseguimento della Bestia. Ingaggia un corpo a corpo con il male, tra appostamenti, irruzioni in luoghi desolati per sorprendere alle spalle qualcuno che non è lì, partite di caccia in cui la preda, amaramente inafferrabile, è spesso il cuore stesso del cacciatore. Tema ricorrente, in Caproni, quello della caccia, del cacciatore e della preda, tema musicale contiguo a quello della fuga, tema alto e allegorico ma pervaso da una sorta di silenziosa, vertiginosa ilarità. Un’operetta a brani dove si incontrano, fin dai primi versi, numerose parole estratte dal gergo teatrale-musicale, come se il respiro dell’azione narrata fosse sorretto da una memoria dell’opera lirica, come se il testo avesse aspettato da sempre, con ironica pazienza la sua messa in scena.

Sabato 30 giugno

Cortili del centro storico, dalle 22 alle 24

Scintille”

 

 

Sabato 30 giugno

Piccolo Teatro Giraudi, ore 23

DISSONORATA – REPLICA

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Domenica 1 luglio

Palco Teatro Alfieri, ore 18

VOTO DI SILENZIO (Storia di un bacio)

un testo di Veronica McLoughlin

traduzione e regia Giancarlo Previati

con Ilaria Pasqualetto e Giancarlo Previati

realizzazione scene Alberto Nonnato

disegno luci Alessandro Scarpa

direttore tecnico Andrea Patron

musiche Sergio Marchesini

produzione laquatroProdusiòn

 

Il testo, di provenienza argentina, tratta di sentimenti universali e complessi nello stesso tempo: universali perché si parla d’amore, complessi perché esprimere l’amore in questo caso è tutt’altro che semplice. Due personaggi: Anna, una giovane ex monaca di clausura ed Edoardo, un più maturo meccanico di biciclette accomunati da un destino di silenzio chi per voto, appunto, e chi per condizione umana, caratteriale. I silenzi fra questi due naufraghi dell’anima, a volte interrotti da timide parole, sono la tessitura di questo strano ed umano intreccio sentimentale.

 

 

Domenica 1 luglio

Giardini Alfìeri, ore 21

PRIMA NAZIONALE

AGNES BROWNE

liberamente ispirato ai romanzi di Brendan O’Carroll

di e con Lucia Vasini

produzione L. Vasini

 

Agnes Browne, trentaquattro anni, bella, proletaria, simpatia irresistibile, ha un banco di frutta e verdura al mercato del Jarro, turbolento quartiere popolare di Dublino, sette figli come sette gocce di mercurio e un’autentica venerazione per Cliff Richard. Purtroppo ha anche un marito che lascia i suoi guadagni agli allibratori, per poi rifarsi con lei a suon di ceffoni. Ogni mattina Agnes esce di casa alle cinque per incontrare l’amica Marion e iniziare insieme la giornata in allegria. Ogni venerdì gioca a bingo, per poi finire al pub di fronte a una pinta di birra e a un bicchiere di sidro. Non una gran vita, a parte le risate con Marion e le altre, al mercato. Finché, un bel giorno, Rosso Browne muore, lei rimane sola e comincia a godersi davvero l’esistenza. È l’inizio di un carosello di vicende esilaranti, in coppia con Marion, autentico genio comico. Agnes pare tornata la ragazza che era, tanto che non manca uno spasimante, un affascinante bell’imbusto francese ignaro degli equivoci della lingua inglese…

Domenica 1 luglio

Cortile Cotti Di Ceres, ore 21.30

VALJEAN – REPLICA

 

 

 

Domenica 1 luglio

Cortili del centro storico, dalle 22 alle 24

Scintille”

Domenica 1 luglio

Palco Teatro Alfieri, ore 23

VOTO DI SILENZIO – REPLICA

Domenica 1 luglio

Giardini Alfìeri, ore 23

AGNES BROWNE – REPLICA

 

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Lunedì 2 luglio

Piccolo Teatro Giraudi, ore 20

ANTEPRIMA

CLOSER (L’amore ci farà a pezzi)

di Patrick Marber

regia Sandro Mabellini

con Caterina Silva, Umberto Petranca, Alessia Giangiuliani, Ettore Distasio, Lisa Momenté

light designer Fulvio Melli, ambient sound Sara Lenzi

foto Diana Mealli Abaterusso

Si ringraziano per la collaborazione Piero Lassandro, Cristina Gaetano, Antonia Brancati,

Nerina Cocchi, Claudia Maltoni, Luca Stano, Silvia Giulia Mendola

Litta_Produzioni

 

Il sottotitolo voluto da Marber Love will tear us apart (L’amore ci farà a pezzi) è preso in prestito dal secondo album dei Joy Division. Il testo è incentrato sulla domanda “che cosa è un essere umano?”: ogni personaggio di “Closer” dà a tale domanda una risposta diversa; per qualcuno è il proprio lavoro, per qualcun altro la propria famiglia, il proprio sangue o i propri desideri. Per Marber l’identità rimane comunque qualcosa di “sfuggente”, che scappa non solo da noi stessi, ma anche dagli altri. A questo proposito il personaggio di Dan dice: “Noi viviamo come quando sogniamo, soli”. È significativo che i quattro personaggi del testo lavorino in ambiti in cui hanno a che fare con persone con cui mantengono un contatto meramente superficiale e a cui non hanno bisogno di rivelare nulla di sé. Dan ha il compito di scrivere l’elogio di persone che mai ha conosciuto. Anna è una fotografa che alimenta la sua arte nel rubare i volti e le espressioni di persone perfettamente sconosciute. Larry è un medico che si occupa di pelle, ossia della superficie umana. Alice è una stripper, e per definizione deve mantenere dei rapporti esteriori con i suoi clienti. Le pulsioni vitali che percorrono Closer, riconducono invece al binomio eros e tanathos. I personaggi sfogano un’ossessione per possedere il corpo dell’altro, che diventa il loro modo umano per esorcizzare la paura della propria fine.

La regia punta su un impianto formalmente straniato, con abiti che evocano al contempo la nostra epoca e quella settecentesca, periodo in cui traggono origine letteraria questo tipo di quartetti amorosi; dal punto di vista interpretativo gli attori saranno chiamati ad una recitazione completamente cinematografica, depurata da ogni finzione teatrale. (Sandro Mabellini)

 

Lunedì 2 luglio

Palco Teatro Alfieri, ore 20

FINALE DI PARTITA

di Samuel Beckett

diretto e interpretato da Teatrino Giullare

scenografia e figure Cikuska

maschere Fratelli de Marchi

produzione Teatrino Giullare

Premio Speciale UBU, Premio Nazionale della Critica, Premio Speciale della Giuria 47^ Festival Internazionale “Mess” di Sarajevo

 

Uno spettacolo rivelazione, una partita a scacchi tra attori-giocatori che muovono le pedine e pedine-personaggi che muovono una delle storie più significative ed enigmatiche della drammaturgia del Novecento. La rappresentazione è una sinfonia di mosse e contromosse, botte e risposte, pause, riflessioni, sospiri, rinunce. In questo “Finale di partita” il capolavoro di Beckett è visto attraverso le possibilità di movimento di due pedine da scacchi e la tensione e la partecipazione dei due giocatori. Hamm pedina ferma e cieca, Clov pedina che si affanna per la scacchiera senza potersi mai sedere, anche lui sulla strada della cecità e dell’immobilità e nel  tentativo di prendere la strada  verso l’uscita. Nagg e Nell pedine fuori gioco, pedine a metà  rinchiuse in bidoni. L’affinità tra il contenuto del testo e il gioco degli scacchi è stata manifestata dallo stesso Beckett e il finale di partita è la terza e ultima parte dell’incontro nel gioco degli scacchi. Una fase distinta dal ridotto numero di pezzi superstiti sulla scacchiera e dal fatto che il re non è più soltanto un pezzo da difendere ma diventa anche una figura di attacco.

 

 

Lunedì 2 luglio

Sala Pastrone, ore 21

LA CITTÁ CAPOVOLTA

di Mario Li Santi

produzione OfficinaLS

 

Il testo è liberamente ispirato al libro “Per questo mi chiamo Giovanni” di Luigi Garlando, lettura che, adottata in molte classi, ha avvicinato gli studenti alla figura del giudice Giovanni Falcone. La rappresentazione teatrale prevede un’emozionante alternanza di azione scenica, danza e video realizzati da Giuseppe Li Santi.

Gli spettatori sono proiettati in un mondo di fantasia che descrive metaforicamente l’azione reale, subdola e crudele della mafia e, al contempo, celebra il coraggio di chi agisce e lotta in nome della legalità: di chi vuole cambiare e raddrizzare la “città capovolta”. In scena i giovani attori dell’associazione culturale OfficinaLS che si occupa di spettacoli teatrali a sfondo educativo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lunedì 2 luglio

Cascina del Racconto, ore 21.30

RaccontAsti”

 

Torna anche quest’anno il progetto della Cascina del Racconto realizzato in collaborazione con il Festival Asti Teatro e il Teatro delle Forme di Torino. Lo scopo è quello di raccogliere storie vere su Asti, i luoghi, le persone, i racconti, le leggende, l’anima e la vita della città di ieri e di oggi. Fra tutto il materiale raccolto, quello più interessante verrà “restituito” alla città con una struttura drammaturgica durante questa speciale serata nel cortile della Società di Mutuo Soccorso di via Bonzanigo. Tutti i racconti verranno inoltre conservati presso la Cascina del Racconto, per costituire l’Archivio di RaccontAsti ed eventualmente essere utilizzati per una successiva pubblicazione.

Lunedì 2 luglio

Cortile Cotti Di Ceres, ore 22

PRIMA NAZIONALE

VEDER L’ERBA DALLA PARTE DELLE RADICI

rielaborazione testi a cura di Aldo Delaude e Sylvia Menozzi

con Aldo Delaude

regia in collaborazione con Il Piccolo di Milano

Fondazione Davide Lajolo, co-produzione AstiTeatro 34

 

Lo spettacolo è tratto dall’omonimo libro di Davide Lajolo, dove l’autore rivive la sua vita artistica e politica dopo essere stato colpito da un infarto. “Veder l’erba dalla parte delle radici” significa osservare la vita da un punto di vista completamente rovesciato come di chi improvvisamente si trova di fronte alla morte. Davide Lajolo si trovò in una tranquilla serata romana colpito da infarto, solo, nell’impossibilità per ore di ricevere soccorsi quando “I fogli si chiudevano per sempre. Non i fogli dei quaderni, non fogli dei libri, i fogli stessi della vita… decisi di non morire con la faccia a terra”. La volontà di chi non vuole morire anzitempo, l’energia del “guerriero” gli darà la forza di lottare questa battaglia impari. Nell’incontro tra la morte ed Io sarà l’Io inconscio a fornirgli la volontà di vivere a qualunque costo e le immagini della vita trascorsa, a volte deformate, a volte nitide e pregnanti riaffioreranno in episodi di una battaglia epica come le “sfide” della vita stessa. La poesia lo salverà esattamente come quando leggeva Ungaretti, Montale e Saba tra un rastrellamento e l’altro e scrive: “leggevo poesie a lume di candela braccato dalla morte e forse proprio in quei momenti la intendevo sino all’essenziale…” Sarà proprio la poesia, l’incontro e il confronto con i grandi letterati del suo secolo e alcuni dei protagonisti della storia, il vedere tutta la sua vita con occhi di poeta e scrittore, ma anche di contadino che, con la sua semplicità vede “l’erba sempre dalla parte delle radici”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lunedì 2 luglio

Palazzo Ottolenghi, ore 22

DON GIOVANNI

I Sacchi di Sabbia

un progetto di Giovanni Guerrieri, Giulia Solano e Giulia Gallo

con Arianna Benvenuti, Giulia Gallo, Giovanni Guerrieri, Maria Pacelli, Matteo Pizzanelli,

Federico Polacci, Giulia Solano

produzione I Sacchi di Sabbia/Compagnia Sandro Lombardi

in collaborazione con Teatro Sant’Andrea, La Città del Teatro, Armunia Festival Costa degli Etruschi, con il sostegno della Regione Toscana

Ein musikalischer Spass zu Don Giovanni” è un capriccio per “boccacce e rumorini” che propone, attraverso una partitura rigorosissima di “gesti musicali”, la struttura essenziale del Don Giovanni di Mozart: una selezione delle arie più significative incastonate in un disegno drammaturgico compiuto e interpretate “rumoristicamente” dagli attori della Compagnia I Sacchi di Sabbia. Lo spettacolo è in definitiva un’esecuzione a cappella da parte di una piccola corale. I sei giovani che la compongono non sono però musicisti, ma attori che hanno costruito la loro partitura “recitando” la musica di Mozart, imitando fino allo sfinimento una versione del Don Giovanni eseguita da Karajan nel 1986. Dalla recitazione del suono, dal tentativo di riprodurre il rumore dello strumento, si arriva, addentrandosi dalla “parte sbagliata” quella che nessun musicista praticherebbe, ad una pionieristica versione dell’Opera di Mozart: una versione “sgrammaticata”, senza “rappresentazione”, ma che in virtù delle tragicomiche espressioni facciali degli attori chiamati ad imitare le sonorità  degli strumenti e l’ausilio della proiezione del libretto sullo sfondo, riesce ad evocare l’essenza del grande personaggio mozartiano. Questo lavoro si colloca nella scia di una ricerca sul melodramma che nel 2008 ha fatto vincere alla formazione pisana il prestigioso Premio UBU.

Un omaggio a Mozart: uno sberleffo e al tempo stesso un atto d’amore per un’opera magnifica.

Lunedì 2 luglio

Bonzanigo Loft Theatre, ore 23

MENTI A CONTATTO

con Mazz Mariano

 

Mazz non è un mago, un semplice prestigiatore o un illusionista. La sua arte si chiama Mentalismo. Dimenticate i conigli che escono dal cilindro, le colombe svolazzanti, i foulard

che cambiano colore, gli ombrellini variopinti, la manipolazione delle carte da gioco, i palloncini modellabili…

Il pubblico non assisterà a nulla di tutto questo, ma sarà protagonista di un evento unico, stimolante e divertente del quale si parlerà a lungo anche dopo che lo show sarà finito e le luci si saranno spente, come testimoniano le reazioni e i commenti degli spettatori.

Mazz Mariano è un funambolo della mente, un moderno saltimbanco dell’immaginazione, un intrattenitore che utilizza al meglio i propri cinque sensi per dare l’illusione di possederne un sesto. Con “Menti a Contatto” sarà possibile esplorare le potenzialità della mente partecipando dal vivo a esperimenti di lettura del pensiero, percezione extra-sensoriale, precognizione e chiaroveggenza.

 

 

 

Lunedì 2 luglio

Piccolo Teatro Giraudi, ore 23

CLOSER – REPLICA

 

 

Lunedì 2 luglio

Palco Teatro Alfieri, ore 23

FINALE DI PARTITA – REPLICA

 

 

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Martedì 3 luglio

Piccolo Teatro Giraudi, ore 20

IOLORENZO&GIULIA

regia Silvia Battaglio

con Silvia Battaglio, Giulia Ceolin e Lorenzo Bartoli

suggestioni letterarie Silvano Agosti, Jorge Luis Borges

testi e drammaturgia Silvia Battaglio, Giulia Ceolin e Lorenzo Bartoli

suggestioni musicali Charles Trenet, Gianluca Misiti, Strauss, Bjork

produzione Tangram Teatro Torino in

collaborazione con Compagnia Silvia Battaglio con il sostegno di Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Regione Piemonte, Città di Torino

 

IOLORENZO&GIULIA si snoda intorno al tema dell’età attraverso uno sguardo del tutto sognante, incantato, dove il binomio tempo-ricordo conduce i tre personaggi a smarrire se stessi in un dolce oblio che va dall’infanzia alla vecchiaia, dal sogno alla realtà, dove le certezze del presente si sgretolano per lasciare spazio a visioni sognanti, al risveglio dei sensi e dell’immaginazione, al ritrovamento, al ricordo sospeso. Lo spettacolo si evolve seguendo idealmente le quattro fasi temporali dell’essere umano: infanzia, adolescenza, età adulta, vecchiaia. Tre adulti nel mezzo del cammin di “loro vita”, ordinari e un po’ ingrigiti dalle incombenze di una quotidianità che lascia ben poco spazio all’immaginazione, si ritrovano per caso o per destino in luogo parallelo dove il tempo è gioco, sospensione, grazia. In questo luogo sospeso tra sogno e realtà si colloca il tempo del ritrovamento, dell’origine, della riscoperta. In IOLORENZO&GIULIA ci si addentra nell’età delle delicate paure, della volontà che spinge in direzioni opposte, dove una voce dentro di noi grida ancora “Eppure da piccolo non avevo paura di niente!”.

IOLORENZO&GIULIA si delinea come un lavoro onirico che arriva laddove il tempo ha trasformato, dove la memoria ritorna a un lontano giorno d’estate, in un giardino dal sapore di Eden in cui qualcosa è stato smarrito, lasciato, dimenticato. Questo è il giorno del ritorno, del risveglio, il giorno nel quale si scopre che nella propria vecchia valigia non c’è nient’altro se non un sogno d’infanzia. I tre personaggi viaggiano attraverso il tempo, incrociando tra loro i ricordi, sogni e illusioni, spaziando tra un immortale desiderio di esistenza e il senso della fine, per poi farci tornare di nuovo e per sempre bambini.

 

 

 

 

 

 

Martedì 3 luglio

Palco Teatro Alfieri, ore 21

PRIMA NAZIONALE

A OGNI COSTO, L’AMORE

di Laura Calosso

tratto dal romanzo omonimo Oscar Mondadori

con Mario Nosengo e Carmelo Faro

e la partecipazione di Laura Scaringella, Eva Squillari, Marcello Manzo e Lorenzo Morra

regia Paolo Melano

scenografie Paola Malfatto e Massimo Levo

direttore di scena Paolo Gabrieli, progetto luci Nicola Mirigliani

produzione Arte e Tecnica/Asti Teatro

 

La vita va vissuta o temuta?

Mario è un notaio di provincia terrorizzato dalla vita e dalle conseguenze che possono avere le azioni. Per fuggire alle scelte importanti, lavora sino a notte fonda nel suo studio, tutte le sere, compresa quella del suo cinquantesimo compleanno.

È autunno. La città sta dormendo sotto la pioggia. Una donna attraversa la strada e da qui tutto cambia. Mario teme la vita perché l’ha studiata troppo a lungo da lontano, non come il macellaio che strizzato in una giacca a quadretti troppo attillata, un giorno entra nello studio notarile in preda a una strana forma di follia amorosa…

Martedì 3 luglio

Bonzanigo Loft Theatre, ore 21

MENTI A CONTATTO – REPLICA

 

 

Martedì 3 luglio

Giardini Alfieri, ore 21.30

PRIMA NAZIONALE

JACK FRUSCIANTE É USCITO DAL GRUPPO

di Renzo Sicco e Enrico Brizzi

con Andrea Castellini, Chiara Pautasso, Chiara Tessiore

regia Marco Pejrolo e Renzo Sicco

musiche eseguite dal vivo Funky Village (Stefano Conrotto, Michele Forlani, Stefano Filippone)

produzione Assemblea Teatro

 

Romanzo cult di diverse generazioni cresciute attorno agli anni Novanta, “Jack Frusciante è uscito dal gruppo” nelle sue numerosissime edizioni continua ad essere un “long seller”. In un momento in cui la crisi economica e la disoccupazione hanno condotto il governo e tutto il paese a rimettere i giovani al centro del discorso dello sviluppo, la compagnia ha ritenuto consono e importante riprendere le parole dell’ultimo grande affresco generazionale per parlare dell’adolescenza nella società contemporanea, dei suoi turbamenti nel passaggio doveroso all’età adulta e al mondo del lavoro. Il titolo si ispira al chitarrista italoamericano che ha lasciato la sua band, i Red Hot Chili Peppers, raggiunto l’apice del successo. Dall’uscita del libro nel 1994, Frusciante è poi ritornato nel gruppo per andarsene definitivamente lo scorso anno. Enrico Brizzi è stato il più giovane scrittore italiano finalista del premio letterario Campiello e nel suo testo affronta un’età di trapasso con i suoi scogli, le sue inquietudini, i grandi interrogativi, gli inconsolabili dolori nella quale si sviluppano le vicissitudini di un gruppo di ragazzi. Protagonisti Alex e Adelaide con la loro improbabile storia d’amore, attorniati da diciottenni le cui imprese sono restituite con un ritmo incalzante, scandite da avvenimenti scolastici, familiari e da tragedie italiane. Un affresco che rappresenta il mondo sommerso ed inquieto dei nati nell’ultimo quarto del secolo trascorso e si trasforma in un’ironica ed irridente epopea.

 

 

Martedì 3 luglio

Cascina del Racconto, ore 22

METAFISICA DELL’AMORE

Le Brugole

testo di Giovanna Donini e Francesca Tacca

con Roberta De Stefano e Annagaia Marchioro

Premio Scintille 2011 – Asti Teatro

Metafisica dell’amore” è uno spettacolo comico che parla delle donne che amano le donne che amano altre donne che amano tutti gli altri. L’amore è un sentimento universale, tutti provano le stesse emozioni, gli stessi piaceri, gli stessi dolori: lui e lui, lei e lei, lui e lei. Coppie diverse, identiche emozioni. Questa è una legge che, a differenza della legge, è uguale per tutti… con qualche piccola differenza che fa la differenza.

Le attrici protagoniste raccontano e si raccontano, trasformandosi e dando vita a una carrellata di personaggi esilaranti. Tutti alla ricerca di un amore: la psicopatica, la milanese, l’artista, la fricchettona, la ex…

Uno spettacolo dedicato a chi ha ancora voglia di amare e ridere di questo disgraziato dolore che ti prende allo stomaco senza distinzione di sesso, di razza, di lingua.

Questa la motivazione della giuria del Premio Scintille: “Per aver affrontato un tema scottante come quello dell’omosessualità femminile con un linguaggio fresco, ironico, divertito. Lo spettacolo, anche grazie alla qualità delle interpreti, riesce a coinvolgere il pubblico miscelando momenti di comicità con altri di grande intensità e profondità senza mai cadere nell’autocommiserazione”.

 

 

Martedì 3 luglio

Palazzo Ottolenghi, ore 22

DON GIOVANNI – REPLICA

Martedì 3 luglio

Cortile Cotti Di Ceres, ore 22

VEDER L’ERBA DALLA PARTE DELLE RADICI – REPLICA

Martedì 3 luglio

Piccolo Teatro Giraudi, ore 23

IOLORENZO&GIULIA – REPLICA

Martedì 3 luglio

Palco Teatro Alfieri, ore 23

A OGNI COSTO, L’AMORE – REPLICA

Mercoledì 4 luglio

Sala Pastrone, ore 17

Presentazione Premio Ipazia

 

Mercoledì 4 luglio

Palco Teatro Alfieri, ore 20

L’ULTIMA NOTTE DI ANTONIO

di Mariano Dammacco

con Serena Balivo, Mariano Dammacco, Salvo Lombardo

costumi Luigi Spezzacatene

disegno luci Francesco Dell’Elba / fonica Roberto Iacomucci

regia Mariano Dammacco e Salvo Lombardo

produzione Piccola Compagnia Dammacco/Asti Teatro 34

in collaborazione con Arboreto – Teatro Dimora di Mondaino

progetto di produzione selezionato e sostenuto da Cantiere Campsirago di ScarlattineTeatro – Campsirago Residenza Monte di Brianza / Testo vincitore del Premio nazionale di drammaturgia contemporanea Il centro del discorso – edizione 2010

 

Lo spettacolo offre agli spettatori una storia di malessere crescente, di tentativi falliti, di percezioni alterate, di ossessioni quotidiane. Lo spettacolo racconta le innumerevoli “ultime notti” di Antonio prima della sua fine dando voce e corpo ai suoi incubi, alle sue forme di dipendenza, attraverso l’alternanza tra un registro lirico-poetico e uno comico-grottesco. Lo spettacolo è un’azione teatrale con una sua scrittura scenica corale all’interno della quale prendono vita figure e immagini, seguendo gli intenti poetici della Compagnia: realizzare una visione, agire un rito, offrire allo spettatore l’evocazione di uno stato altro/alto, poetico, un luogo di analogia della vita. L’ultima notte di Antonio è il primo dei tre spettacoli che andranno a comporre la “Trilogia della Fine del Mondo”. Gli altri due spettacoli saranno intitolati “Esilio” e “L’esorcista”.

 

 

Mercoledì 4 luglio

Suite Zingiber (Relais Cattedrale) ore 20

BYE BABY SUITE

di Chiara Guarducci

con Alessia Innocenti

produzione Centro Culturale Mobilità delle Arti

 

Nello spazio intimo di una (vera) stanza d’albergo, pochi spettatori spiano Marilyn nei vuoti della sua solitudine. Lo spettacolo è un ritratto a nervi scoperti di un’artista abusata e mal compresa, di una donna alla deriva, in una notte che trabocca. Di ricordi, sogni, ombre. Il monologo inizia dalla stonatura, sgorga dallo spacco tra il Mito e la donna, tra l’icona spumeggiante e l’intimità più scomoda. Una voce spezzata eppure traboccante e la sua musica messa via che adesso invade ogni spazio come un urlo: Marilyn in una notte come tante, forse l’ultima, che consuma pillole ed alcool e si ripercorre d’un fiato, senza pudore, lanciandosi in un altalena di ricordi. Luci e tormenti di un’anima fuori posto, sempre a caccia di un amore che la plachi, di un progetto che la sogni. Ne esce un ritratto mosso, dissacrante e tragico, un’onda che si disfa per rimontare, scandalosa come una preghiera.

Mercoledì 4 luglio

Giardini Alfieri, ore 20.30

JACK FRUSCIANTE È USCITO DAL GRUPPO – REPLICA

Mercoledì 4 luglio

Cortile Cotti Di Ceres, ore 21

Premio Ipazia alla nuova drammaturgia femminile”

 

Il Festival dell’Eccellenza al Femminile, con l’obbiettivo di valorizzare il protagonismo femminile in ogni campo, dedica al teatro e alla scrittura teatrale una sezione del già affermato Premio Ipazia istituendo un concorso per autrici e autori teatrali che trattano argomenti e storie “al femminile”. Il Premio vuole valorizzare la presenza della figura femminile e delle donne nel teatro e ha l’obbiettivo di stimolare la creatività degli autori ed autrici soprattutto delle giovani generazioni nella produzione di nuove opere intorno all’argomento dell’Eccellenza Femminile. La cadenza è annuale e per ogni edizione si avrà un tema diverso, quello per l’anno 2012 è: la Maternità e il rapporto tra generazioni. Finalità del Premio è mettere in contatto giovani attori e drammaturghi con gli esperti di settore quali i massimi esponenti delle critica teatrale e dei più importanti teatri e festival per favorire nuove opportunità di lavoro. Nel Cortile Cotti di Ceres avviene la mise en espace dei tre testi finalisti del Premio Ipazia. Giovani allievi dopo un lavoro con tutor in tre diversi laboratori ad Asti, Benevento e Genova, si confronteranno in questa occasione con i tre testi in gara e in seguito anche nelle altre due città. Dopo la rappresentazione il pubblico potrà votare il testo preferito. Il Premio sarà consegnato a un solo autore per una sola opera vincitrice. La premiazione avrà luogo a Genova nell’ambito del Festival dell’Eccellenza al Femminile nella terza settimana di novembre 2012 attribuito, oltre che dal pubblico, da un Comitato composto da critici teatrali, giornalisti, rappresentanti di teatro, Festival teatrali e scuole di recitazione a livello nazionale e internazionale.

 

 

Mercoledì 4 luglio

Palazzo Ottolenghi, ore 21

UNA TESTA PIENA DI FARFALLE

spettacolo diversamente comico

di e con Vasco Mirandola

elementi scenici Marisa Merlin

luci Paolo Tizianel

costume suggerito da Claudia Fabris

collaborazione musicale Alberto Polese, Giorgio Gobbo, Sergio Marchesini

testi Raffaello Baldini, Ugo Cornia, Paolo Nori, Daniele Benati, Ermanno Cavazzoni, Cesare Zavattini, Vasco Mirandola

 

Un monologo in equilibrio tra comicità e nevrosi, uno strampalato fantasticare che sfiora i confini del surreale con ramate di poesia, in un turbinio che lascia a terra e nell’aria briciole di umanità. Un omaggio a quegli scrittori emiliani che con ironia, sana follia, e poetica visionarietà sanno cogliere lo storto, l’assurdo negli sfarfallamenti della quotidianità. Le installazioni di Marisa Merlin restituiscono un mondo reinventato, scarti di plastica che diventano nuvole, globi spinosi, ombre-persone, oggetti di presunta quotidianità, come a sottolineare la capacità di affermare sempre e comunque un riscatto dell’immaginario. Un signore stralunato si lascia andare a sfoghi umorali, medita sulla vita, l’amore, la morte, l’aldilà, l’aldiquà. Ma il senso si prende gioco di lui, si nasconde, le parole si staccano dalle cose, si perdono, i ragionamenti vanno alla stessa velocità delle sinapsi che fioccano nel cervello, un mezzo secondo dopo non ci sono più… Un uomo comune diverso dagli altri, che si esprime con un linguaggio pieno di scontri e si addentra via via nel registro della stramberia in una dimensione surreale, metaforica, piena di stravaganza e lunaticità.

Mercoledì 4 luglio

Piazza Cattedrale, ore 21.30

RECITAL

Ale & Franz

 

Lo spettacolo che Ale e Franz portano in scena è la conferma della loro suggestiva  comicità, un recital nel quale alternano  i momenti più significativi della loro carriera a nuove intuizioni del loro rapporto artistico. Sul palco sfileranno, in un susseguirsi di  quadri, i momenti  più significativi della loro carriera, dai numeri creati per la TV alle surreali situazioni nate sul palcoscenico. Non mancheranno gli stralunati gangster Gin e Fizz, e la “storica panchina” che li ha fatti conoscere e amare.

Ale e Franz , irresistibili “acrobati verbali”, con le parole sono in grado di fare qualsiasi cosa: tutto viene detto per essere negato, riaffermato e quindi negato ancora in un vortice di iperboli verbali che diventano surrealismo puro.

La loro comicità raccoglie in sé l’antica eredità delle grandi coppie della storia comica italiana che, battuta dopo battuta, sempre intelligenti, mai scontate o banali, riesce ogni volta a centrare l’obiettivo: fare ridere il pubblico intrappolandolo in una corsa senza fiato che sfocia nel puro nonsenso.

 

 

Mercoledì 4 luglio

Cascina del racconto, ore 22

JOB’N’JAZZ

con Monica Calosso, Josephine Ciufalo, Francesco Gobbo, Kall Haarde, Maureen Lehoux, Mattia Mauriello, Elio Morelli, Marta Pagnotta, Sandra Petrarota, Erika Trecco, Simone Zaccone

paesaggi sonori Alberto Spertino

 

In principio è il buio. Lampi di pelle bianca inseguono tracce di suoni orfani di parole dette

in uno spazio vuoto dove si rincorrono frammenti di un discorso poetico che di bocca in bocca cercano una compiutezza. Minime storie per corpi danzanti che si trovano e si abbandonano in un gioco di percorsi singoli e appuntamenti corali come in una sessione jazz. Le luci si accendono, la musica s’insinua fra coppie che ballano.

Il laboratorio, nell’ambito del progetto “Job Acting – I mestieri del teatro”, è stato condotto da Vanni Zinola e Tiziana Ferro per la Fondazione Teatro Ragazzi e Giovani Torino, in collaborazione con la Città di Asti e la Cooperativa Vedogiovane.

 

 

Mercoledì 4 luglio

Suite Zingiber (Relais Cattedrale) ore 23

BYE BABY SUITE – REPLICA

 

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Giovedì 5 luglio

Piccolo Teatro Giraudi, ore 20

PRIMA NAZIONALE

STANLIO E OLLIO: due a teatro

di Juan Mayorga

con Emanuele Arrigazzi e Fabio Gandossi

regia Paolo Giorgio

dramaturg Allegra De Mandato

musiche originali Andrea Negruzzo

costumi e oggetti di scena Valeria Ferremi

produzione Aemilius s.r.l. e Band à Part

 

In esclusiva per l’Italia il testo più poetico e visionario del maggiore drammaturgo spagnolo vivente. Una divertente e crudele favola che mette in scena la lotta all’ultimo respiro fra due miti del cinema d’altri tempi. In una stanza d’albergo, dispersa nel tempo e nello spazio, Stanlio e Ollio ripassano le battute e i movimenti dei loro innumerevoli film. Vogliono essere pronti e in forma quando arriverà la telefonata che li convoca per il loro prossimo film. Ma la crisi impazza e il telefono non suona da un tempo infinito, al punto che Stanlio non è più così magro, e Ollio non è più abbastanza grasso. Anzi, a vederli non siamo nemmeno certi che siano i veri Stanlio e Ollio. Una coppia artistica che col passare del tempo si trasforma nello specchio di ogni coppia reale. L’abitudine logora i buoni propositi, e rimane una gabbia di rimpianti per ciò che si lascia e un immenso desiderio di libertà e nuova vita. Quello a cui assistiamo è un divorzio, una impossibile rottura fra due personaggi stralunati e surreali, che useranno ogni mezzo lecito o illecito per tenersi ancora un giorno insieme o riuscire finalmente a dirsi addio.

 

 

Giovedì 5 luglio

Suite Zingiber (Relais Cattedrale), ore 20

BYE BABY SUITE – REPLICA

 

 

Giovedì 5 luglio

Cortile del Michelerio, ore 22

PRIMA NAZIONALE

BARBERIA (Barba, capiddi e mandolinu)

di Gianni Clementi

con Massimo Venturiello

e l’orchestrina “da barba” siciliana diretta da Ruggiero Mascellino

regia Massimo Venturiello

 

Massimo Venturiello è ‘u varveri (il barbiere), il protagonista di questo spettacolo ambientato in una barberia siciliana d’altri tempi, abitata da personaggi obsoleti, depositari di una cultura antica, narratori eccezionali, anziani cantastorie, suonatori per diletto di mandolini e fisarmoniche. Una piccola orchestra di autentici vecchi barbieri siciliani interagisce con lui suonando, talvolta dialogando, cantando, accompagnando il suo racconto, a metà tra Andrea Camilleri e Buena vista social club, attraverso brani tipici della tradizione siciliana delle barberie, ma anche di un’intera epoca, che ha visto ‘u varveri, ancora ragazzo, emigrare a New York e poi, per motivi oscuri, scappare in Sicilia, sua terra d’origine, dove ha continuato vivere.

Giovedì 5 luglio

Cortile Cotti Di Ceres, ore 22

LA PROTESTA (una fiaba italiana)

con Nicola Di Chio, Paola Di Mitri, Miriam Fieno

produzione La Ballata dei Lenna

con il sostegno di Provincia di Alessandria, Comune di Andria, Erdisu Università di Udine, Lab/Ballata in tour, “Teatri Abitati” residenze Teatrali Regione Puglia, una rete del contemporaneo Altra Scena 2011, Teatro Minimo Andria

Vincitore “Festival Anteprima89 ed. 2012 Antidoti” – Milano

Menzione speciale Festival Asti 33 “Premio Scintille 2011” nuove drammaturgie

Vincitore Bando Culturale 2012 – Udine

Testo semifinalista premio Anna Pancirolli 2012 Milano

 

Tre giovani che cercano il loro spazio per farsi sentire, ma nessuno questo spazio glielo concede. E dunque se lo prendono. Nonostante tutto. Dimostrano di essere vivi. E vanno ad urlare, ciascuno a proprio modo, la loro protesta. Dei tre due non aspettano altro che affermare se stessi, non in quanto appartenenti a organizzazioni o movimenti, ma in quanto persone, ciascuna con il proprio punto di vista, diverso. Non cercano un compromesso. Se ci fosse il compromesso non ci sarebbe protesta. Loro sentono di aver diritto a una vita di bellezza, a riempire il loro tempo anche di piccoli piaceri a cui non vogliono rinunciare. Quel poco, è tutto quello che hanno. Una protesta che parte da un fatto quotidiano, concreto e arriva ad esprimere l’incapacità di riconoscere un futuro per se stessi, la sfiducia di poter vedere realizzate le proprie aspettative e la conseguente sensazione di perdere il senso della propria identità.

 

 

Giovedì 5 luglio

Piccolo Teatro Giraudi, ore 23

STANLIO E OLLIO: due a teatro – REPLICA

Giovedì 5 luglio

Suite Zingiber (Relais Cattedrale), ore 23

BYE BABY SUITE – REPLICA

Giovedì 5 luglio

Palco Teatro Alfieri, ore 23

L’ULTIMA NOTTE DI ANTONIO – REPLICA

Giovedì 5 luglio

Cortile Ca’ del Miclass, ore 22

Studio per ”Pajsan – ritratti di gente di collina”

Teatro degli Acerbi – Faber Teater

 

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Venerdì 6 luglio

Cascina del Racconto, ore 20

TRITACARNE ITALIA SHOW

drammaturgia Federico Perrone

scene Bruno Marrapodi

costumi Elisabetta Rizzo

regia Riccardo Mallus

con Davide Lorenzo Palla

produzione Calibro Notte in collaborazione con La Corte Ospitale – forever young progetto residenziale

Menzione speciale al Festival Asti Teatro 33 – Premio Scintille

 

Questa è la storia di un burattinaio e del suo burattino. Un giorno il burattino, stufo di essere comandato, si ribellò e pretese libertà creativa. Ma il magico mondo dei burattini non conosce parole vietate, e il burattinaio si trova improvvisamente di fronte a uno spettacolo diverso: “Tritacarne Italia Show”. Irriverente, volgare e politicamente scorretto. In un grottesco affresco di personaggi della nostra (vuota) industria culturale stuprati, impiccati e ridicolizzati, il burattino passa il limite della decenza. Ed è così che il burattinaio si troverà solo di fronte a una scelta: liberarsi dell’ ipocrisia umana o mettere a tacere la propria coscienza?

L’attore, burattinaio e burattino al tempo stesso, è il vero protagonista di questa favola per adulti, che parla della solitudine di un artista in conflitto con se stesso. Da una baracca rivisitata in chiave moderna prendono vita due dimensioni diverse e complementari: l’esterno, luogo dell’ipocrisia delle convenzioni sociali, e l’interno, luogo del pensiero senza censure. Qui il paradosso: proprio nella baracca, tempio della finzione, vengono a galla le nostre verità più nascoste.

 

 

Venerdì 6 luglio

Suite Zingiber (Relais Cattedrale), ore 20

BYE BABY SUITE – REPLICA

Venerdì 6 luglio

Piazza San Secondo/Corso Alfieri, dalle 21 alle 23.30

BURATTINARTE

Il Festival Internazionale di Teatro di Figura torna ad animare il centro della città con i suoi spettacoli itineranti, pronti a incantare grandi e piccini.

 

 

 

 

 

 

 

 

Venerdì 6 luglio

Antiche Mura, Via Al Castello 3, ore 21.15

Naturalmente Arte – Erbacce di città

direzione artistica di Lorenza Zambon

IL GIARDINO SACRO

Casa degli Alfieri/Teatro e Natura

ideazione e regia Lorenza Zambon

di e con Patrizia Camatel, Mariangela Celi, Fiona Sansone, Lorenza Zambon

musiche composte ed eseguite dal vivo Carlo Actis Dato

Spettacolo vincitore di “Teatri del Sacro 2011”

 

L’esperienza dell’incontro con “la natura” può portarci (sì, proprio noi, adesso) ad un’esperienza del “sacro”? Di che “sacro” stiamo parlando? Ci sono luoghi che sono come porte. Noi siamo la specie più importante dell’universo? Cosa hanno a che fare sacro e selvatico? Hanno pratiche comuni? Ascoltare, comunicare oltre ai confini fra le specie, ringraziare? Esultare? Dov’è il giardino? E il giardiniere? Il tempo è breve. Ci permettete di farvi un regalo?

Un’attrice giardiniera esperta, tre giovani attrici, un grande musicista. Un giardino che non è solo un giardino.

 

 

Venerdì 6 luglio

Cortile Cotti Di Ceres, ore 22

FURTO CON SCASSO (Occultamento di Madonna)

testo e regia Pellegrino Delfino

con Ernesto Garibotto, Mario Li Santi, Monica Rabino

produzione Agar Teatro

Come salvare il mondo dal buco dell’ozono e da un incombente diluvio universale?

È questo il segreto che Stino svelerà al parroco Don Susino, nel delirio che lo fa protagonista, da quando il volto della Vergine gli ha sorriso e poi parlato. Visionario ed esilarante il dialogo tra Stino e questa madonna, disincantata e scherzosa che gli chiede di schiodarla dal piedistallo e di portarla via, fra la gente, e che si presenterà sulla scena del mondo con piglio proditorio, consacrando nondimeno una sua sacralità, appena sul filo della corda, appunto funambolesca.

È una pièce scoppiettante di allusioni a talune aree tematiche del nostro tempo, dove le madonne che piangono e perpetuamente soffrono o che scoronciano rosari non ci aiutano più a trovare una via d’uscita.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Venerdì 6 luglio

Cortile del Michelerio, ore 22.30

Veronica Pivetti e Alessandro Nidi

TÊTE À TÊTE (passioni stonate)

con Veronica Pivetti

al pianoforte Alessandro Nidi

testi Giovanna Gra

selezione musicale e musiche originali Alessandro Nidi

produzione Parmaconcerti

 

Non sparate sul pianista, non è colpa sua!

Le uniche note stonate in questo concerto le ha messe l’amore. Che vengano da un postribolo, dal Paradiso, da un vicolo oscuro, dallo splendore Hollywoodiano, da un letto sfatto o dal cabaret milanese, le passioni stonate di questo Tête à Tête raccontano tutte la stessa cosa: i guai del cuore. Parole cantate, strofe parlate, sentimenti bisbigliati, arringhe appassionate sono gli ingredienti di questa conversazione musicale sull’amore dove si ride e si piange al ritmo di baci e ceffoni.

Amore? Odio? Da Biancaneve a Kurt Weill, da Jannacci a Doris Day, passando per via Broletto (al numero 34…), con l’aggiunta di qualche grammo di romanità spalmata tra I Gufi e Nilla Pizzi, il dissonante pasticcio amoroso è completo.

Tête à Tête… passioni stonate… è un luogo in cui l’amore imperversa fra monologhi minuscoli e canzoni scapigliate. E qui, cuore fa rima con furore.

 

 

Venerdì 6 luglio

Cascina del Racconto, ore 23

TRITACARNE ITALIA SHOWREPLICA

Venerdì 6 luglio

Suite Zingiber (Relais Cattedrale), ore 23

BYE BABY SUITE – REPLICA

Venerdì 6 luglio

Antiche Mura, Via al Castello, ore 24

IL GIARDINO SACRO – REPLICA

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Sabato 7 luglio

Antiche Mura, Via Al Castello 3, ore 18.30 per i più piccoli

Naturalmente Arte – Erbacce di città

direzione artistica di Lorenza Zambon

CONCERTO FRAGILE

Universi Sensibili

con Paola Bortoluzzi e Alessandra Manti

regia, scenografia e oggetti Antonio Catalano

costumi Laboratorio Fuori Tempo

 

Con questo spettacolo, che ha debuttato al Teatro Fernán Gomez di Madrid nel mese di marzo 2012, Antonio Catalano ci introduce in un nuovo mondo fragile, quello in cui ha origine il mistero della musica.

Suoni che nascono dalla natura, piccoli rumori che si trasformano in armonie delicate: di vento, di pioggia, di stelle, di neve, di fuoco, di ali, di occhi, di mamma di mela, del tempo che passa… evocando il ponte fragile tra i suoni e la musica.

Uno spettacolo pieno di bellezza poetica che trascende i nostri sensi.

 

Sabato 7 luglio

Piccolo Teatro Giraudi, ore 21.15

HANS IM GLUCK/GIANNI FORTUNATO/JEAN CHANCEUX

Juks (Biberach)/Cie-theatre-atv (Valence)/Associazione Arte&Tecnica – Teatro degli Acerbi (Asti)

Regia Alessio Bertoli e Fabio Fassio

direktor Thomas Laengerer, directeur Didier Lagny

con Francesco Ecclesia, Marco Ecclesia, Giulia Masoero, Federica Bosio, Cecilia Noviello e Martina Borin

 

Il progetto si ispira ad una favola dei fratelli Grimm, “La fortuna di Gianni”, per arrivare a rappresentare il tema della crisi europea.

Alessio Bertoli e Fabio Fassio, tra i più attivi formatori teatrali del territorio, hanno individuato un gruppo di ragazzi e ragazze che, arrivando da esperienze artistiche diverse, hanno formato una compagnia teatrale specifica per questo evento.

Il gruppo ha lavorato su una idea e sulla conseguente realizzazione che, nella trasferta a Biberach, ha proposto la loro personale interpretazione della storia. Confrontandosi e condividendo, con i gruppi teatrali francesi e tedeschi, durante tre intense giornate di allestimento e laboratori, si è montato lo spettacolo.

L’esperienza è sicuramente un primo passo per abbattere barriere spesso assurde, e dare maggior rilievo al Teatro Ragazzi, uno strumento fondamentale di crescita, per tutti. Prima di tutto per “i grandi”!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sabato 7 luglio

Antiche Mura, Via Al Castello 3, ore 21.15

Naturalmente Arte – Erbacce di città

direzione artistica di Lorenza Zambon

SOLO E PENSOSO

di e con Vitaliano Trevisan

musiche Daniele Roccato eseguite al contrabbasso dall’autore

produzione Assurdo Teatro

 

Vitaliano Trevisan è un noto drammaturgo, attore, regista teatrale e sceneggiatore, vincitore di numerosi premi nazionali e internazionali, come il recente Premio Campiello Francia.Daniele Roccato è considerato uno dei contrabbassisti solisti più attivi e interessanti del panorama concertistico italiano ed europeo. Ha suonato sotto la guida di direttori quali Temirkanov, Sawallisch, Giulini, Abbado, Chung, nelle sale da concerto più importanti del mondo, e registrato per etichette quali Deutsche Grammophon e BMG.

 

 

Sabato 7 luglio

Palazzo Ottolenghi, ore 22

LA TV CHE NON C’É PIÚ

presenta Roberto Sbaratto

con Claudia Ciocchetti, Luciana Giada, Mirella Ingrao, Ada Leccese, Mary Paggio, Isabella Quartero, Giuseppina Zani, Ilva Zanin, Pino De Francesco, Giulio Dogliotti, Stefano Farè, Paolo Ferini, Stefano Pugno, Fabio Zerbinati

regia Roberto Sbaratto

aiuto regia Cinzia Ordine

costumi Armando Vertulli e Sandra Sassi

scenografia Vanessa Dosio

produzione I Camalli

Lo spettacolo è un viaggio nella storia della televisione, un omaggio a grandi attori, come Walter Chiari, Raimondo Vianello, Ugo Torgnazzi e altri, che, dagli anni ’50 agli anni ’70, si sono cimentati in una comicità popolare ma non volgare, semplice e diretta, ma a tratti raffinata e sottile, caratteristiche che hanno decretato l’enorme successo di questo genere.

La TV che non c’è più” non è un semplice collage di momenti teatrali, ma un excursus guidato dai racconti di Roberto Sbaratto e da foto, spezzoni video d’epoca e vecchie pubblicità scelte e montate da Cinzia Ordine, completati da scenografie e costumi ad hoc.

Sabato 7 luglio

Cortile del Michelerio, ore 22.30

Ascanio Celestini

DISCORSI ALLA NAZIONE

Studio per uno spettacolo presidenziale

di e con Ascanio Celestini

produzione Fabbrica

 

Il tiranno è chiuso nel palazzo. Non ha nessun bisogno di parlare alla massa. I suoi affari sono lontani dai sudditi, la sua vita è un’altra e non ha quasi nulla in comune con il popolo che si accontenta di vedere la sua faccia stampata sulle monete. Eppure il tiranno si deve mostrare ogni tanto. Deve farsi acclamare soprattutto nei momenti di crisi quando rischia di essere spodestato. Così si affaccia, si sporge dal balcone del palazzo e rischia di diventare un bersaglio.

Ho immaginato alcuni aspiranti tiranni che provano ad affascinare il popolo per strappargli il consenso e la legittimazione. Appaiono al balcone e parlano senza nascondere nulla. Parlano come parlerebbero i nostri tiranni democratici se non avessero bisogno di nascondere il dispotismo sotto il costume di scena dello stato democratico. (Ascanio Celestini)

 

 

Sabato 7 luglio

Cantine palazzo Gazzelli di Rossana , ore 23.30

FANTASTICA FESTA SOTTERRANEA

Luigi Cilumbriello

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Domenica 8 luglio

Antiche Mura, Via Al Castello 3, ore 18.30

Naturalmente Arte – Erbacce di città

direzione artistica di Lorenza Zambon

IO SONO IL MIO LAVORO – Storie di uomini e di vini

con Pino Petruzzelli

produzione Teatro Ipotesi

 

Lo spettacolo nasce da due anni di interviste ai vignaioli italiani ed è preceduto da una degustazione di vini del territorio che ospita lo spettacolo.

‹‹…pensato con la consapevolezza dell’importanza del proprio lavoro, è “Io sono il mio lavoro” che quello straordinario attore-narratore che è Pino Petruzzelli ha costruito facendone anche un affresco storico…››  Maria Grazia Gregori (L’Unità)

‹‹…per lo spettacolo “Io sono il mio lavoro” scatta un vero salto emotivo grazie alla poesia con cui Pino Petruzzelli racconta del vignaiolo Dionigi. Un’epopea minimale attraverso il nostro oggi e l’immediato ieri, che riesce a renderlo vittorioso contro ogni avversità (tranne che verso il sistema teatrale italiano, che assai raramente lo fa girare oscurando il genio del suo racconto). ›› Gianfranco Capitta (Il Manifesto)

A seguire degustazione vini DOC Piemontesi a cura dell’Azienda Agricola Dacapo

Ingresso libero

Domenica 8 luglio

Scuola Danzilaria (Via Scarampi 20), ore 18.30

LE QUATTRO STAGIONI (mise en espace / work in progress)

drammaturgia originale Allegra de Mandato

regia Emanuele Arrigazzi

con Emanuele Arrigazzi, Sergio Danzi, Alessandra Raichi e Alessandro Danzi

produzione L’Arcoscenico

Quattro stagioni, quattro umanità, quattro distanti momenti della vita di ognuno, quattro periodi storici, quattro solitudini, unite da un abbandono.

Sono le cose che restano, sono i pezzi da riaggiustare per andare avanti, è un puzzle che si è disfatto negli anni sessanta, con una madre che se ne va e che inizia ad essere ricostruito nel 2001 da un ragazzino, dal nipote di questa donna, che ritrova le sue lettere, ricostruiamo i pezzi con un andamento avanti e indietro nel tempo, volutamente oscuro, volutamente intimo. Quattro personaggi, quattro dimensioni, quattro umanità dolenti che affrontano le cose che restano. Quattro momenti di cambiamento e un incontro che farà in modo che la solitudine possa rompersi. Una storia rotta in un montaggio temporale alternato, in una serie di flussi di coscienza e in un mistero che non trova risposta, un incontro “impossibile” tra un ragazzino del 2001 e una donna del 1966 che non si incontreranno mai, ma si sfioreranno e regaleranno infinite possibilità. Perché a volte quando qualcuno se ne va, i vari cambiamenti accadono a chi resta.

Un work in progress alla prima “embrionale” tappa di mise en espace, che cerca molte direzioni e prova ad ipotizzarne qualcuna. (Allegra de Mandato)

 

 

Domenica 8 luglio

Palco Teatro Alfieri, ore 20

ANTEPRIMA SOTTO FORMA DI LETTURA

OTELLO SPRITZ

testo e regia di Renato Sarti in collaborazione con Bebo Storti
con Renato Sarti, Bebo Storti, Elena Novoselova
scene e costumi Carlo Sala, musiche Carlo Boccadoro

disegno luci Claudio De Pace

produzione Teatro della Cooperativa

 

I protagonisti di alcuni capolavori shakespeariani sono universali anche perché esprimono il peggio dell’animo umano. Re Lear, Macbeth, Riccardo III, Amleto e Otello sono dei padri ingrati, tiranni spietati, figli incapaci, mariti violenti e brutali assassini.

Otello è il prototipo del grande condottiero capace di imprese memorabili sul campo di battaglia e contemporaneamente di disastri nella vita privata. Non ha importanza se gli uomini d’arme siano solo muscoli e abbiano o non abbiano il cervello fine. Quello che conta è che Otello non ne combina una giusta. Promuove come luogotenente il raccomandato di turno, Cassio, al posto di Jago e soprattutto non si riesce proprio a capire perché poi scelga come suo consigliere lo stesso Jago, che non attende altro per vendicarsi. È risaputo però che il peggiore dei suoi errori lo compie quando si fa buggerare e dubita della fedeltà di Desdemona e la strangola con le sue mani. Poi si pente e si uccide, ma questo forse è il gesto più sensato che compie nell’arco dell’intera tragedia. Shakespeare prese spunto dalla novella di Giambattista Giraldi Cinzio (inserita nella raccolta delle Hecatommithi) e la trasformò a suo piacere facendola diventare un capolavoro, banco di prova importante per i grandi attori: da Sir Lawrence Olivier a Gassman, da Totò a Carmelo Bene e Jan Mckellen.

Anche “Otello Spritz” sarà una rilettura, grottesca e tragica, aggiornata ai nostri tempi. Otello è un migrante che è riuscito a farsi una posizione di rilievo nel laborioso nord est o nella bassa bergamasca, che ha impalmato la bella della città, attirando su di sé le invidie dei suoi concittadini, dediti allo spritz. Il Moro alla fine si macchia di un delitto molto praticato oggidì nel nostro Paese: nel 2012 ogni due giorni una donna viene uccisa all’interno delle “mura amiche”, con una media messicana. Se una qualsiasi altra categoria politica, etnica, sessuale, professionale fosse colpita così sistematicamente, si scatenerebbe il finimondo. Ed invece, nel caso delle donne, niente.

 

 

Domenica 8 luglio

Piccolo Teatro Giraudi, ore 20

PRIMA NAZIONALE

LA SAGRA DELLA PRIMAVERA

di Igor Stravinskij

coreografie Walter Cinquinella

elementi scenici Andrea Versari

produzione Compagnia Teatro Danza Experimenta

 

Il titolo originale del balletto è “Le Sacre du printempsè”, rappresentato per la prima volta a Parigi nel 1913 al Théâtre des Champs-Elysées dai Balletti Russi di Sergej Djaghilev, su musica di Igor’ Stravinskij e con le coreografie di Vačlav Nižinskij.

La traduzione in “sagra” di “sacre” non è del tutto fedele, poiché il significato del termine francese è del tutto “rituale”, come dire che una reinterpretazione corretta del significato sarebbe “Il rituale della primavera”.

In ogni caso l’opera, che sa proporre ritmi ossessivi e coinvolgenti e prevede insoliti utilizzi dei diversi strumenti allo scopo di creare tensione e stridenti effetti timbrici, è stata accolta dall’avanguardia musicale come un avvenimento fondamentale per la storia della musica. La forza esplosiva della “Sagra” è stata compresa e gradita nelle sue attuali, particolari forme musicali ed il suo ascolto è ora molto meno sconvolgente per lo spettatore. La storia originale è basata sulla rievocazione di un antico rituale pagano, secondo il quale in primavera veniva scelta una giovane da sacrificare agli dei.

Nella versione proposta da Walter Cinquinella, cambia del tutto il destino dell’eletta che, sopravvivendo al suo infausto destino, regala un finale positivo alla vicenda.

Il coreografo fa ricorso al linguaggio del TeatroDanza, forma d’arte d’avanguardia, creando un mondo barbarico e primitivo sfociante in una ridda demoniaca, sempre ispirandosi totalmente alla ricca partitura musicale di Stravinskij.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Domenica 8 luglio

Piazza Cattedrale ore 22

FURIOSO ORLANDO (Ballata in ariostesche rime per un cavalier narrante)

con Stefano Accorsi e Nina Savary

adattamento teatrale Marco Baliani

liberamente tratto dall’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto

scene Bruno Buonincontri

costumi Alessandro Lai

disegno luci Luca Barbati

regia Marco Baliani

produzione Nuovo Teatro / Teatro Stabile dell’Umbria

 

Il campo di battaglia è allestito, eserciti di fedi diverse sono pronti ad affrontarsi, ma appena il canto parte, tutto si dissolve. Basta che Angelica fugga a cavallo ed ecco che la Storia grande si sfalda e lascia il passo ad un infinito inseguimento di piccole ma dense vicende, l’un dentro l’altra avviluppate. Dal rocambolesco proliferare di avventure e personaggi che anima la gran giostra dell’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto, ho scelto di seguire una sola traccia, quella che permette all’interno poema, fin dall’inizio appunto, di dispiegarsi e vivere, le orme che Angelica lascia sul terreno, quella è la traccia da seguire. È come se da subito ci fosse un suono che accompagna tutte le storie, un galoppare di cavalli in corsa, in lotta, in inseguimento, in volo. Tra i tanti spasimanti inseguitori, ce n’è uno, Orlando, che va precipitando di canto in canto dentro una modernissima patologia, di cui Ariosto è ironicamente consapevole, la fantasmagoria dell’amore non ricambiato.

Il titolo stesso dello spettacolo rovescia l’originale dell’Ariosto, e mette al primo posto la furia dell’amore non corrisposto. Orlando crede che per il solo fatto che è lui ad amare Angelica, lei debba essere sua, da sempre e per sempre, e non sopporterà che possa essere di un altro, specie poi quando scoprirà che l’altro non è nemmeno un prode cavaliere del suo rango ma un semplice soldato di fanteria. Allora scatta la furia e la pazzia, la stessa che riempie le nostre quotidiane cronache, con donne che finiscono la loro vita per mano di uomini che dicono di amarle perdutamente.

Ma qui gli inseguimenti e la gelosia e poi ancora la pazzia e la furia vengono risolti con la leggerezza della rima, del gioco sonoro di citazioni e assonanze, con la soavità del volo, perché le storie servono sì a parlare del mondo ma anche a renderlo meno terribile.

Ecco dunque che i duellanti del nostro spettacolo non saranno i tanti paladini e cavalieri sempre attratti da sfide e tenzoni e furti di cavalli e di armerie altrui, ma saranno loro due, Angelica e Orlando, oppure, a volte, con un’altra declinazione dello stesso tema, Ruggiero e Bradamante, uomo e donna insomma, loro si sfidano a singolar tenzone per mostrare i conflitti, le gioie, i dolori, i patimenti che colpiscono come colpi di spada e di lancia, i cuori di chi ama, di chi crede di amare o di essere amato. Nella nostra giostra anche le ottave dell’Ariosto sono state girovoltate, e altre ne sono nate, cercando di rendere più orale possibile l’impianto letterario, senza perderne la costruzione. Monologando, narrando, digressionando, le rime ottave del grande poeta risuonano in sempre nuove sorprese, in voci all’ascolto inaspettate, in suoni all’orecchio stupiti. (Marco Baliani)

 

 

 

 

 

 

 

E ancora… aspettando Asti Musica….

 

 

Lunedì 9 luglio

Cortile del Michelerio, ore 22

Margherita Hack e Ginevra Di Marco

L’ANIMA DELLA TERRA (vista dalle stelle)

 

Un’accoppiata inedita per un affascinante viaggio nel rapporto tra l’uomo e l’universo.

L’incontro di due ‘stelle’ nate in Toscana diventa l’occasione per indagare su alcune tematiche sociali scottanti quali immigrazione/emigrazione, nuove energie, globalizzazione, lavoro, corruzione… Ginevra Di Marco interpreta alcune tra le melodie tradizionali più belle su queste tematiche, brani densi di significati, valori e storia; Margherita Hack alterna alle canzoni i suoi testi di approfondimento, puntualizzando ed espandendo i concetti con la forza della sua immensa esperienza ed il suo carisma.

 

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BEST OFF

dal 29 giugno al 6 luglio

Battistero di San Pietro

TUTTESTORIE: gli Universi Sensibili di Antonio Catalano

 

Gli “Universi sensibili” sono il grande progetto artistico che Antonio Catalano sta portando in tutto il mondo, basato sull’incontro poetico, sul coinvolgimento, sulla festa: teatro, musica, arti visive, esplorazione di mondi immaginari: gli Armadi Sensibili, La Giostra delle meraviglie, i Musei sentimentali, Le Nonne sirene e gli Alfabeti perduti, la Biblioteca delle meraviglie, l’Almanacco sospeso, le Creature, Il Popolo di Ba, le Collezioni di pesci e insetti

Oltre alla visita guidata attraverso i suoi mondi immaginari che trasformeranno il Battistero di San Pietro in un grande Universo Sensibile, Antonio Catalano presenterà l’incontro-spettacolo per i bambini di tutte le età “Tuttestorie”: un omaggio alla natura, alla vita, alle cose semplici, quotidiane, naturali, attraverso micro- storie, piccoli poemi, brevi filastrocche, tratti da libri immaginari contenuti in una biblioteca fantastica. L’immancabile coinvolgimento degli spettatori (piccoli e grandi) in un grande concerto… tutto sensibile!

Gli ospiti degli universi sensibili: oltre agli incontri-spettacolo di Antonio Catalano, gli Universi Sensibili ospiteranno gli artisti Paola Bortoluzzi, Patrizia Camatel, Antonello Cassinotti, Barbara Covelli, Luigi D’Elia, Alessandra Manti, Lorenza Zambon

Orari: tutti i giorni dalle 17 alle 19, sabato 30 giugno e venerdì 6 luglio anche dalle 20 alle 21.30. Ingresso unico €. 5 (comprende gli incontri-spettacolo e la visita degli “Universi sensibili”)

Gli Universi Sensibili sono realizzati ad Asti Teatro 34 con il contributo della Cassa di Risparmio di Asti.

 

 

 

 

Domenica 1 luglio,

Aula Magna del Liceo “A. Monti” Piazza Cagni 4, ore 19

ROSSOSANGUE

Associazione Eggsit

con Elisa Bosio (violino), Stefano Ferrero (chitarra), Alberto Fratini (percussioni)

 

Una musica libera che risuona per le strade e invita alla danza; melodie che affondano le radici nella cultura popolare per intraprendere un viaggio:  dai suoni del mediterraneo alla musica yiddish, dalle influenze balcaniche ai più lontani e trascinanti ritmi messicani. L’ensemble Rossosangue animerà le vie di Asti attirando e coinvolgendo passanti e ascoltatori: i motivi cantati dal violino saranno accompagnati dalle armonie della chitarra e sostenuti da sonorità percussive.

Dopo la formazione classica di Elisa e le sperimentazioni blues di Stefano, il duo si costituisce con l’intento di rintracciare e proporre le sonorità derivanti dalla tradizione musicale gitana. Le melodie liriche e appassionate si alternano a brani in cui l’elemento ritmico è preponderante. La natura libera della musica nomade, con la sua allegria ed il suo struggimento, si fonde con lo spirito del duo che mira a scardinare il rapporto frontale tra musicista e pubblico per coinvolgere ed emozionare l’ascoltatore.

 

 

Lunedì 2 e Martedì 3 luglio

a partire dalle ore 18

FANCULOPENSIER’OFF

spettacolo itinerante di Ippolito Chiarello

 

Non faccio nulla di nuovo, ritorno alle origini, l’arte pagata direttamente dallo spettatore, i valori che ritornano reali. Ormai non c’è più un reale ‘circuito’ così io me lo creo da solo… un circuito low cost (ospitalità, cachet bassi e spettacolo tutti i giorni). Il teatro e l’arte in genere può vivere e non sopravvivere, solo se salvaguardiamo le radici di questo mestiere e quindi anche e soprattutto i piccoli spazi, gli spettatori, le piccole opere. Vorrei ritornare ad essere attore e non installazione scenografica”.

Così Ippolito Chiarello descrive il suo insolito e stravagante spettacolo, liberamente ispirato al romanzo “Fanculopensiero” di Maksim Cristan, che ha il sapore di un esperimento sull’anima, con tratti di commedia e con punte di amarezza e sofferenza.

Un evento autonomo, per strada, nelle piazze, in luoghi non teatrali, nel quale lo spettacolo viene venduto a pezzi ai passanti o agli avventori.

Un’altra possibilità di incontrare e ritrovare il pubblico, una sfida, una ricerca viva ai margini dell’”edificio teatrale”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

dal 2 al 5 luglio

sotterranei e cortili del Palazzo Gazzelli di Rossana

Fantastica festa sotterranea”

laboratorio teatrale di Luigi Cilumbriello

musiche, ambientazioni sonore ed International “Dj set” di Francesco Brini

realizzato con la collaborazione di Alessio Bertoli

esperimento di speleologia teatrale urbana

ristoro a cura dell’Associazione Noix De Kola

Durata ed orari del laboratorio:

2-3-4-5-6 luglio: dalle 15 alle 20 (o altro orario da definire con gli iscritti)

Sabato 7 luglio: dalle 15 alle ore 1.30

Per iscrizioni e prenotazioni: 340 7201305 | luigicilumbriello@virgilio.it

incontro preparatorio con gli iscritti: lunedì 2 luglio dalle 15 alle 19

Il laboratorio è aperto a tutti senza limiti di età.(dai 15 ai 90 anni)

Sono gradite precedenti esperienze di recitazione e comunque una buona disponibilità alla sperimentazione delle proprie potenzialità.

Il laboratorio avrà per tema la realizzazione di un percorso teatrale nei cortili e nei sotterranei di Palazzo Gazzelli Di Rossana. Il lavoro dei partecipanti consisterà nell’animare il percorso e la festa finale attraverso un esercizio di creazione degli eventi teatrali. Tutti contribuiranno all’invenzione/costruzione di personaggi, alla realizzazione dei costumi di scena, all’allestimento di micro-eventi individuali e collettivi, alle incursioni o apparizioni di personaggi legati alla storia di Palazzo Gazzelli e dei suoi antichi abitanti. Il tutto, allo scopo di coinvolgere, divertire ed emozionare il pubblico che sarà parte attiva del percorso e della festa. Durante i cinque giorni di lavoro, verranno esplorate tecniche di recitazione, narrazione, uso del corpo, funzione della musica in scena, danza, creazione ed invenzione di suoni ed effetti sonori “naturali”,contaminazioni di musica elettronica elaborate “live” dal musicista Francesco Brini. Nella parte finale del percorso, durante la vera e propria festa, Brini proporrà un D.J. set di musiche internazionali di tendenza dove il pubblico potrà ballare e degustare fantastici drink preparati da un piccolo bar fantastico.

(Luigi Cilumbriello)

dal 2 al 5 luglio

cortile Cà del Miclass

Residenza Creativa del Paesaggio Umano”

Teatro degli Acerbi / Faber Teater

 

Teatro degli Acerbi e Faber Teater saranno impegnati dal 2 al 5 luglio nel cortile Cà del Miclass (via San Martino angolo via Q. Sella) nella costruzione dello spettacolo “Pajsan – ritratti di gente di collina”. Il progetto è realizzato grazie alla collaborazione con la Provincia di Asti – Ass. Unesco a supporto della candidatura Unesco dei paesaggi vitivinicoli di Langhe Roero e Monferrato.

Abbiamo immaginato che il luogo di incontro perfetto dei tipi umani più caratteristici della nostra terra fosse il mercato settimanale – spiegano gli artisti – una delle ultime istituzioni superstiti nei paesi e nelle città che permette alla gente di confrontarsi, e a questo paesaggio umano di rimanere vitale e radicato. Ed è così che il nostro vecchio furgone, che la nostra Compagnia adibisce da anni a “baraccone delle meraviglie” e a teatro ambulante, diventa un banco del mercato, attorno al quale prende vita una girandola di personaggi che, nello svolgersi dello spettacolo, restituiscono uno spaccato divertente e toccante, poetico e ironico della gente delle nostre colline”.

Il 5 luglio alle 22, al termine della Residenza creativa, le due compagnie offriranno al pubblico lo spettacolo Studio per “Pajsan – ritratti di gente di collina”

Inoltre, nello stesso cortile, dopo il successo ad “Asti Teatro Ragazzi”, verrà riproposto, all’interno della sezione “Best Off”, lunedì 2 luglio alle 22, il saggio “Gli uccelli” di Aristofane presentato dagli allievi del Liceo Scientifico F.Vercelli di Asti, diretti da Fabio Fassio. In caso di pioggia l’attività si svolgerà nelle suggestive cantine di Palazzo Gazzelli di Rossana.

www.teatrodegliacerbi.it – www.faberteater.com

 

 

dal 2 all’8 luglio

cortile Palazzo Mazzetti, piazza Roma, ore 19

2×7”

con Francesco Visconti e Flavio Costa

Due artisti per sette aperitivi (intesi sia come anticipazione degli eventi che nel senso letterale di fare un brindisi insieme) in musica e parole. Il pubblico verrà intrattenuto non solo con canzoni, letture e considerazioni attinenti agli spettacoli e al clima del festival, ma anche con divertenti digressioni, con la leggerezza di chi, una volta tanto, non ha l’ansia di dover andare in scena. Un incontro tra amici, nel solco del “Teatro da sentire” tanto amato dal pubblico astigiano. Ospiti a sorpresa, giovani musicisti scovati dal vivaio locale, addetti ai lavori (ma non noiosi), sotto il segno della libertà più totale.

 

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MOSTRE

 

 

Raffaele Iachetti “Sguardi”

cantine Palazzo Gazzelli di Rossana

 

Sono millenni che cerchiamo le prove della nostra esistenza. Ben poco persuasi, nel nostro profondo, di trovarle nell’universo del tangibile, abbiamo percorso anche quasi tutti i sentieri della metafisica: inutilmente. Anche aver indagato con i numeri alla ricerca della particella base non ci ha persuasi del tutto che la nostra esistenza non consista nel sogno di un alieno e che ciò che misuriamo in una storia miliardaria in termini di anni non sia alla fine il prodotto del placido ronfare di qualche essere superiore stravaccato in un altro sistema di riferimento spazio temporale (…) Poi, all’improvviso, passò in mano a qualcuno una fotografia. Ecco cosa aveva il potere di fermare il tempo: un giochetto di chimica dilettevole in grado di scolpire con la luce un attimo che mai più sarebbe tornato. Già, quell’attimo, anch’esso, appartenente pur sempre al passato.

Nuovamente fermati sul limitare di una risposta, stavamo per riporre in un cassetto quell’inutile foto quando ci accorgemmo che il ritratto che stava in mano aveva degli occhi che ci guardavano, occhi che parevano attraversare la carta su cui erano stati stampati, occhi che si incontravano ovunque, occhi che ci seguivano, occhi che catturavano la nostra esistenza, la impressionavano sulla retina, occhi testimoni a noi stessi del fatto di esserci: occhi degli altri che ci vedevano.

Ecco, gli altri. Esistiamo perché altri ci vedono, altri vedendoci scoprono di esistere (…) Provate ora a camminare tra 50 sguardi. Cinquanta coppie di occhi che non sono persone. Sono stati dipinti su tele. Per una volta non sono loro a guardare voi. Sentitevi soli o forse non ci siete già più. (Sandro Santero)

Marisa Garramone

Di teatro in cortile”

mostra itinerante nei luoghi del festival

 

Un’idea di forte impatto emotivo, un’istantanea di quello che lo spettatore si appresta a vedere. Verranno rappresentati, con la tecnica del cartellone cinematografico anni 50, angoli e viste dei luoghi astigiani dove le compagnie si esibiranno, prendendo una nuova forma. Un coinvolgimento totale dove attori, spettatori e luci saranno protagonisti assoluti.

 

 

Francesca Gasparetto

Prove generali di uno spettacolo che non sarà

Bonzanigo Loft Theatre

 

La mostra vuole proporre la quotidianità dell’arte a portata di tutti: la fotografia come mezzo per disegnare attimi “normali”, visibili a tutti coloro che si fermano ad guardare senza essere artisti o professionisti. È la messa in scena di uno spettacolo immobile, come è la fotografia, la rappresentazione di uno scenario che vorrebbe essere il più spontaneo possibile. È il punto di vista di una sincera e appassionata osservatrice.

 

 

Studenti del corso di scenografia di Asti Teatro

Cortile Palazzo Ottolenghi

 

Asti Teatro 34 in collaborazione con il Teatro degli Acerbi ha organizzato dal 31 maggio al 6 giugno  un corso di scenografia e allestimento teatrale di cinquanta ore, per giovani neolaureati presso le accademie e l’università, interessati a intraprendere un percorso professionale nel mondo dello spettacolo.

In un momento di particolare difficoltà per il mondo del lavoro, l’iniziativa è stata pensata come ponte tra formazione accademica e professionismo, creando uno spazio di confronto reale per chi desidera intraprendere i primi passi in tale ambito.

L’architetto-scenografo Francesco Fassone è l’ideatore e responsabile del progetto. I partecipanti al corso hanno seguito lezioni teoriche e pratiche, in palcoscenico tenute da professionisti del settore: il regista teatrale Emiliano Bronzino, proveniente dal Piccolo Teatro di Milano, il responsabile di produzione della Fondazione Teatro Piemonte Europa, Fabio Rizzio, il light designer Marco Burgher, la casa di produzione video Fotogramma 25, la scenografa Alice Delorenzi e lo stesso Francesco Fassone.

I corsisti prenderanno parte, come stagisti, al Festival di Asti Teatro 34, affiancando “fattivamente” i tecnici professionisti, nei vari spazi, per tutta la durata della manifestazione. La volontà è di dare la possibilità ai partecipanti di prendere contatto con le problematiche artistiche, tecniche ed economiche dell’allestimento, di verificare una propria inclinazione professionale, crearsi una rete di contatti e confrontarsi con le giovani compagnie ospiti. La mostra raccoglie i lavori di progettazione realizzati dai partecipanti al corso.

 

 

 

 

 

 

 

dal 5 al 7 luglio

Ufo Cinque (Matteo Capobianco), Soundgarden (Relais Cattedrale)

 

Matteo Capobianco, meglio conosciuto con lo pseudonimo Ufocinque (Novara,1981), è un artista, designer e scenografo italiano.

Il nome Ufocinque nasce nel 1994 come pseudonimo Writing, un percorso che lo porta a trovare una cifra stilistica personale quando il tutto diventa identificato come street-art, che lo porta a partecipare attivamente a mostre ed eventi artistici in tutta Europa, parallelamente si laurea al politecnico di Milano in Design dal quale deriva il suo atteggiamento metodologico progettuale. Questo lo porta in seguito a collaborare con diversi settori legati alle arti visive, con incursioni nel video, installazione e scenografia teatrale dalla quale deriva il suo attuale percorso artistico, trasformando ambienti con installazioni in carta ritagliata.

 

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Scintille 012

Il festival Asti Teatro, fedele alla propria vocazione al nuovo, dopo il successo degli scorsi anni, ha promosso anche per il 2012 un Bando di Concorso finalizzato alla produzione di uno spettacolo da promuovere sul territorio nazionale.

Tra le quasi cento proposte ricevute, provenienti da tutta Italia, sono stati selezionati otto progetti di drammaturgia contemporanea che, nell’arco di due serate (30 giugno e 1 luglio), saranno presentati in alcuni cortili del centro storico con “assaggi” di venti minuti. Il vincitore, scelto dal pubblico e da una giuria di operatori teatrali, riceverà un premio di produzione. Con Scintille 012 il direttivo di Asti Teatro vuole continuare a dare un segnale preciso e forte di sostegno concreto nei confronti delle realtà teatrali emergenti, in un momento di difficoltà diffusa.

Sabato 30 giugno

Cascina del Racconto, via Bonzanigo 46, ore 21.45 / 22.45 / 23.45

Masks on stage (Piombino)

SILENZIO, ENTRA LA CRISI

regia e drammaturgia di Cristiano Roccamo & “Masks On Stage”

con Riccardo Bartoletti, Maia Chanvin, Virginie Dano, Fabio Facchini, Aroa Ferrer, Anna Maceda, Emilie Veissiere

Un affresco tragicomico del mondo di oggi letto attraverso la lente della Commedia dell’Arte, che da secoli offre un esempio concreto di come sia possibile esprimere in lingue differenti le stesse problematiche, gli stessi concetti, le stesse priorità. Il multilinguismo è una peculiarità di questo spettacolo, con attori provenienti da cinque paesi differenti.

Sabato 30 giugno

Palazzo Ottolenghi, corso Alfieri 350, ore 22.00 / 23.00 / 24.00

Gruppo I Savant (Milano)

SHITZ

tratto da Hanock Levin

con Mauro Lamantia, Matthieu Pastore, Valentina Picello, Mattia Sartoni

musiche originali Filippo Renda, Simone Tangolo

regia Filippo Renda

Storia di una famiglia ebrea contemporanea: Shitz, il padre, e Setcha, la madre, non desiderano altroche far sposare la figlia Shpratzi. Finalmente, ad una festa, l’incontro con il giovane arrivista Tcharkés. Dopo un poco credibile colpo di fulmine, i due decidono la sera stessa di sposarsi. Dopo i festeggiamenti, un turbine di avvenimenti trascinerà sardonicamente la famiglia da un’illusoria “meritata” felicità agli abissi dello sconforto.

 

Sabato 30 giugno

Cà del Miclass, via San Martino 26, ore 22.15 / 23.15 / 24.15

Cristina Belgioioso (Milano)

STRADA PROVINCIALE 40

con Nastassia Calia, Gabriella Italiano, Martina Galletta, Alice Protto

testo Cristina Belgioioso, con la collaborazione di Dario Merlini e un contributo di Mara Heidempergher

regia Cristina Belgioioso

Lo spettacolo è frutto del tentativo di restituire un’esperienza di “osservazione partecipante” della realtà della prostituzione milanese, di un certo tipo di prostituzione: non una libera scelta, ma una condizione alla quale vengono indotte con l’inganno giovani donne immigrate, in condizioni di sfruttamento, astenendosi da qualsiasi giudizio, e senza cedere alla tentazione di fare di questa esperienza un pretesto per parlare di se stessi.

Sabato 30 giugno

Cortile della Leva, via San Martino 3, ore 22.30 / 23.30 / 24.30

Valentina Virando (Torino)

STOP THE M
con Lorenzo Bartoli, Federica Fabiani, Paolo Giangrasso, Alessandra Guazzini, Angelica Leo

regia Alessandro Federico

 

Riscrittura de “Il Malinteso” di Camus. Uno squallido albergo di provincia, gestito da una Madre e da una figlia, Marta. Uccidono i pochi clienti scelti per derubarli, per avere i soldi per andare lontano, al Mare. Un giorno arriva il Figlio Fratello Jan, scappato di casa vent’anni prima. Non viene riconosciuto e viene ucciso. Davvero non hanno capito chi fosse? Siamo coscienti del Male che compiamo? Ferma la M ferma il Male il Mare la Madre la Musica. E se tutto questo non si potesse fermare?


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Domenica 1 luglio

Cascina del Racconto, via Bonzanigo 46, ore 21.45 / 22.45 / 23.45

Kulturscio’k (Torino)

VIETATO BALLARE

scritto da Alessia Siniscalchi in collaborazione con Evita Ciri

con Ivana Messina, Daniela De Stasio, Evita Ciri, Donatella Bartoli, Erika De Crescenzo, Flavia De Lipsis ,Vincenzo Siniscalchi

regia Alessia Siniscalchi

luci Massimo Vesco

 

È l’accusa del furto di un ritratto che muove la storia e i suoi personaggi, tre testimoni, un avvocato, un P.M, un giudice e l’accusata. Un pretesto per raccontare le dinamiche equivoche della giustizia, della libertà continuamente negata, che resta un ideale irraggiungibile, e dell’amore vissuto come utopia. I personaggi danzano e cantano in un non sense perverso che porta all’incomprensione quasi totale. La ricerca della propria libertà diventa negazione di quella degli altri.

 

 

Domenica 1 luglio

Palazzo Ottolenghi, corso Alfieri 350, ore 22.00 / 23.00 / 24.00

Zwischen Traum Theater (Padova)

STRANIERI

con Adele Raes, Jördis Wolk, Lea Lechler, Daniele Bianco, Nathaniel Rankin, Lorenzo Torracchi, Laura Belli

 

In uno scantinato, sotto il livello della strada di una grande città europea, vivono sette immigrati ammassati e senza privacy, senza permesso di soggiorno, senza documenti e senza la possibilità di un esistenza lontana dalla paura. Ci si immerge nei loro sogni e nelle loro speranze, si rivivono i loro traumi, in un susseguirsi di momenti realistici e digressioni astratte raccontate attraverso la danza, l’acrobazia, la parola, la musica e la poesia.

Domenica 1 luglio

Cà del Miclass, via San Martino 26, ore 22.15 / 23.15 / 24.15

URTeatro (Orzinuovi – BS)

L’ERA DEI PESCI

Lo spettacolo cerca un punto d’incontro tra “Gioventù senza Dio” di Odon Von Horvath e “La banalità del male” di Hannah Arendt, non solo per parlare della follia nazista, ma per ricordarne le radici, per ricordare che, se il Male è banale, forse allora anche la banalità è Male. Una classe, dei professori, un professore, dei giudici. Dei giudici, un banco, un imputato, una scrittrice. Un gioco di specchi in cui chi si specchia si perde, e corre il rischio di riconoscersi banale, troppo banale.

Domenica 1 luglio

Cortile della Leva, via San Martino 3, ore 22.30 / 23.30 / 24.30

Il gruppo di teatro campestre (Genova)

CIVEDIAMOALDÍXDÍ

di Elisabetta Granara, Roberta Testino, Chiara Valdambrini

con Elisabetta Granara, Roberta Testino, Chiara Valdambrini

luci Carlo Cicero, musiche originali e suoni Fabio Bonelli/Musica Da Cucina

scenografie e costumi Il GTC, foto Jan Papas

video e supporto Luong Mahn Bui con la collaborazione di Luca Agricola

 

Tre ragazze, precarie e aiuto cuoco al ristorante Besame Mucho, rappresentano cameriere, studentesse fuori sede o aspiranti casalinghe in cerca delle soluzioni alimentari più ecologiche etiche e sane possibili, sballottate da una raccolta punti a una bottega solidale. Come scegliere cosa mangiare? Nessuno lo sa, veramente. Maneggiando stoviglie riproducono i suoni della memoria.

 

 

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