Frankenstein Junior

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Foto di Alessandro Pinna
Foto di Alessandro Pinna

produzione Compagnia della Rancia

testo Mel Brooks e Thomas Meehan – musica e liriche Mel Brooks

con Roberto Colombo, Giulia Ottonello, Mauro Simone, Altea Russo, Valentina Gullace, Fabrizio Corucci, Felice Casciano, Davide Nebbia, Michele Renzullo

regia e coreografie originali Susan Stroman

regia Saverio Marconi – regia associata Marco Iacomelli

Si-può-fare!”,“Rimetta a posto la candela”,“Potrebbe essere peggio… potrebbe piovere” sono solo alcune delle esilaranti battute entrate nella memoria degli appassionati di Frankenstein Junior, il film dal quale lo stesso Mel Brooks ha tratto il musical che Compagnia della Rancia porterà nella nuova versione italiana al Teatro EuropAuditorium di Bologna il 2 e 3 marzo.

Considerato una delle migliori cento commedie americane di tutti i tempi, girato nel ‘75 con uno stile ispirato agli anni ’20, omaggio ai classici horror della Universal, Frankenstein Junior è una parodia di Mel Brooks del celebre “Frankenstein” di J. Whale e delle numerose pellicole dedicate alla creatura di Mary Shelley.

Il film, premiato dal pubblico come il cult movie per eccellenza e le cui battute sono entrate nella memoria degli spettatori, con oltre 500.000 copie vendute è il “classico” in DVD di maggior successo della storia dell’home video in Italia. Il genio di Mel Brooks – dopo “Per favore non toccate le vecchiette/The Producers” – torna così dal cinema al teatro con una commedia musicale in scena a Broadway per 485 repliche all’Hilton Theatre dal 2007 al 2009. La versione italiana diretta da Saverio Marconi ripropone l’atmosfera della straordinaria fotografia “in bianco e nero” del film con il tocco colorato di numeri esilaranti, su tutti quello tra Frankenstein e il Mostro sulle note di Puttin’ on the Ritz di Irving Berlin.

Sin dal debutto il ruolo che fu di Gene Wilder è stato interpretato da Giampiero Ingrassia, in questi giorni sostituito da Roberto Colombo a causa del grave lutto familiare che lo ha colpito. Sul palco, al fianco di Roberto Colombo, Sonny in tre stagioni di Grease e memorabile Sghemboexpress in Cats, Giulia Ottonello (Cantando sotto la pioggia, Cats) dalle straordinarie capacità vocali unite a un naturale talento comico, interpreta Elizabeth, viziata ed egocentrica fidanzata di Frederick. Igor è interpretato da Mauro Simone (Grease, Pinocchio il grande musical, regia di Tre metri sopra il cielo), servo fedele al Castello e disinvoltamente incurante della propria gobba. La sinistra e misteriosa Frau Blücher, il cui nome incute terrore persino ai cavalli, governante al castello e detentrice dei segreti di Victor Von Frankenstein ha il volto di Altea Russo (La Piccola Bottega degli Orrori, A Qualcuno Piace Caldo, Bulli e Pupe, Hello, Dolly!) mentre Valentina Gullace è l’esplosiva Inga, giovane transilvana assistente devota di Frederick, incurante della propria straordinaria e sensuale bellezza. Il baritono Fabrizio Corucci è il Mostro, l’imponente creatura riportata in vita grazie agli esperimenti del Dottor Frankenstein. Completano il cast Felice Casciano nei panni dell’ispettore Kemp, capo della polizia locale dedito al mantenimento dell’ordine; Davide Nebbia è l’eremita cieco che abita nei boschi e desideroso di compagnia (che nel film era interpretato da un quasi irriconoscibile Gene Hackman); Michele Renzullo è Ziggy, il più bizzarro tra gli abitanti del villaggio transilvano.

Per la Compagnia della Rancia è un ritorno alla comicità in musical di Mel Brooks: “Quando abbiamo ottenuto i diritti di The Producers – dice Marconi – Mel Brooks ha supervisionato ogni dettaglio della produzione, fino all’ultimo dei bozzetti dei costumi. Questa volta abbiamo avuto carta bianca: la fiducia che ci è stata data è un grande incoraggiamento per noi per questa edizione originale tutta italiana”.

Tradotto in italiano da Franco Travaglio, Frankenstein Junior porterà anche a teatro la comicità del film, sottolineata dalle musiche originali composte dallo stesso Mel Brooks. L’atmosfera del castello di Victor Von Frankenstein, del laboratorio e degli altri ambienti è ricreata dalle scenografie disegnate da Gabriele Moreschi. Le coreografie di Gillian Bruce, che spaziano dal tip-tap all’energia del travolgente quadro “Transilvania Magica”, esaltano il ritmo dei numeri musicali e ripropongono, in un mix perfetto di tecnica, virtuosismi e interpretazione, la comicità che accompagna gli spettatori in due ore di spettacolo.

Un altro capolavoro del musical della Compagnia della Rancia.

Prevendite biglietti presso la biglietteria del teatro EuropAuditorium in Piazza Costituzione 4 a Bologna (orario di apertura dal lunedì al sabato dalle 15 alle 19), presso il Circuito VIVATICKET-CHARTA e il Circuito TICKETONE, i punti d’ascolto delle IperCoop e le prevendite abituali di Bologna e con carta di creditosuwww.teatroeuropa.it

Per informazioni: 051 37.25.40 – 051 63.75.199 info@teatroeuropa.it

 

 

Ufficio stampa Teatro EuropAuditorium: Silvia Lombardi, 051 37.25.40 / 051.63.75.199, stampa@teatroeuropa.it

ROBERTO COLOMBO – Frederick Frankenstein

Da sempre curioso del “midollo della vita”, dopo la laurea in Architettura cerca il suo modo di comunicare. Si forma come attore allo studio laboratorio di Raul Manso e presso lo Studio De Fazio di Roma. Il primo ruolo è Laerte in “Amleto”, poi Fabrizio in “La locandiera” per il Teatro Sociale di Busto Arsizio, sua città natale. Ama visceralmente il teatro e scopre nella danza la sua salvezza fisica e intellettuale: ballet, modern, contemporaneo, tip tap. Studia la tecnica del canto, infinita vibrazione di voce e movimento. È solista nel gruppo gospel di L. Fedele (2002/03). Si diploma alla MTS di Milano nel 2003 e proprio in quell’estate comincia la sua prima grande esperienza nel mondo del musical con la Compagnia della Rancia: per tre stagioni è Sonny nel mitico “Grease”. Duca del Moulin Rouge in “Les Folies De Paris” per l’Accolita del Trabattello (2004/05). Nel 2005 è Billy Crocker in “Anything Goes”. Cambia scuola: stavolta “Fame” come Mr. Myers. Il 2006 inizia con una storia che ama alla follia, “Rent”: Nicoletta Mantovani lo sceglie per il ruolo di Steve. Continua il suo viaggio come attore – performer; nel 2007/08 è al teatro Brancaccio con il M° Proietti nel varietà “Buonasera” e interpreta l’Arcivescovo Salviati in “Il principe della gioventù” con le musiche del M° Ortolani, regia del M° Pizzi. Poi “Il giorno della tartaruga”, un grande omaggio a Garinei e Giovannini. È stato un onore aver interpretato il ruolo di Bobby nel musical dei musical: “A Chorus Line” (2008/09), esperienza terribilmente… perfetta! e non crede ancora che un altro sogno si sia avverato: quanti treni ancora da prendere, Sghemboexpress in “Cats” … da brividi! Ringrazia di cuore tutte le anime che vivono il suo percorso, che ha cercato di ricompensare con tanti giorni felici… ”Happy Days” (2011/12).

Sinossi – PRIMO ATTO

Siamo negli anni ‘30, in un piccolo villaggio dei Monti Transilvani. I paesani stanno sfilando in un corteo funebre, ma alla fine si rallegrano per la dipartita dello scienziato pazzo Dr. Victor von Frankenstein. L’Ispettore Kemp rovina la festa rivelando l’esistenza di un nipote di Victor: Frederick, preside di anatomia in una rinomata Università newyorchese, ma Ziggy, lo scemo del villaggio, convince la comunità di quanto sia improbabile il suo arrivo nel paese (“Che felicità in città”).

A New York, Frederick si vergogna del proprio antenato tanto da sostenere che il suo cognome si pronuncia “Frankenstiin”, e insegna ai suoi allievi le meraviglie della scienza cerebrale (“Il Cervello”). Quando gli annunciano di aver ereditato le proprietà dell’avo, è obbligato a recarsi in Europa e a salutare la fidanzata Elizabeth Benning, con la quale finora ha intrattenuto solo rapporti platonici (“Non toccarmi”). Arrivato in Romania, Frederick incontra l’aiutante gobbo Igor (che si pronuncia “Aigor”, non vi pare?) eccitato di riprendere con lui gli esperimenti del nonno, nonostante il disinteresse di Frederick (“Di nuovo al suo fianco”). Ha già persino ingaggiato Inga, un’assistente di laboratorio dal curriculum molto interessante, che durante il viaggio in un carro, anche grazie al suo jodel mozzafiato, convince il Dottore a ‘rotolarsi’ con lei nel fieno (“Fieni nel fieno”). Arrivati al castello incontrano la misteriosa (e inquietante, soprattutto se siete dei cavalli) Frau Blücher. Assopitosi durante un’appassionante lettura, Frederick riceve in sogno la visita del nonno e degli altri antenati che lo incoraggiano a costruire mostri secondo la tradizione di famiglia (“Entra nella ditta”). Viene svegliato da Inga, e dopo una difficile esperienza con una candela, trovano il passaggio segreto verso il laboratorio del progenitore, seguendo le note di un violino che scoprono essere suonato da Frau Blücher. La governante rivela quanto i suoi rapporti con il defunto datore di lavoro fossero puramente professionali (“Era il mio boyfriend”) e leggendo gli appunti dello scienziato, Frederick decide di proseguire i suoi esperimenti di rianimazione di tessuti umani morti. Dissotterra un grande cadavere aiutato da Igor (che nonostante un imprevisto temporale non perde l’ottimismo), proprio mentre gli abitanti vengono messi in guardia dalla presenza di eventuali tombaroli (“La legge”).

Igor si occupa di trovare un cervello, e la creatura viene finalmente creata (“Vita”) ma appena si sveglia dà in escandescenze, tanto che gli devono somministrare del sedadavo… ooops… sedativo. Il Dottore scopre infatti che per colpa di Igor ha messo “un cervello abnorme in un bestione alto almeno due metri e mezzo, e largo come un armadio a due ante”. L’Ispettore Kemp viene al castello per investigare, fingendo di dare il benvenuto a Frederick (“Felcome”), ma Igor inventa un diversivo danzante (“Transilvanica Magica”) mentre Frau Blücher libera incautamente il Mostro, che scatena il panico.

SECONDO ATTO

Tutti vanno in cerca della creatura (“Fuggì”) mentre Inga convince il Dottore a distrarsi un po’ (“Ascolta il cuore”) e i due vengono sorpresi da Frau Blücher e Igor mentre sono impegnati in un esperimento di anatomia mai provato da Frederick. Proprio in quel momento Elizabeth decide di fare un’improvvisata al fidanzato (“Sorpresa”) che riesce a convincerla che con Inga intreccia solo normali rapporti di lavoro. Intanto, il Mostro viene ospitato da un eremita cieco di nome Abelardo, la cui accoglienza troppo calorosa lo fa fuggire (“Qualcuno”). Frederick lo ritrova e si chiude in una stanza con lui, convincendolo che presto sarà amato e rispettato da tutti (“Sarai una star”). La creatura viene presentata al Teatro del paese e si dimostra capace di seguire le istruzioni dello scienziato, prima camminando, e poi cantando e ballando sulle note di”Puttin’ on the Ritz” di Irving Berlin, ma le luci della ribalta lo spaventano e fugge ancora una volta portando con sé Elizabeth. La donna, dapprima terrorizzata, viene conquistata dal mostro, che sa colmare in profondità il suo vuoto interiore: tra i due è amore (“Profondo”)! Attirata nuovamente al castello, la creatura viene sottoposta da Frederick a un esperimento con il quale vuole trasferire la sua intelligenza nel cervello del mostro, ma l’operazione viene interrotta dall’arrivo di Kemp e dei paesani. Solo il mostro si risveglia: ora è intelligentissimo e riesce a rianimare Victor, giusto in tempo per essere giustiziato da Kemp per l’omicidio di Elisabeth.

Ma all’improvviso la donna arriva, per la delusione dei paesani costretti ad annullare l’esecuzione, e dichiara il suo amore alla creatura, che le chiede di sposarlo. Matrimonio in vista anche per lo scienziato e Inga, che annunciano di voler dar vita ad altri mostri: ai paesani non resta che fare baldoria a casa di Kemp, con un pezzo di pan di Spagna e un po’ di vino! (“Finale”).

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