La bella addormentata

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fotoBalletto in un prologo e 3 atti

con Balletto del Sud: Elena Marzano (Aurora), Carlos Montalvan (Ernesto, l’antropologo), Andrea Sirianni (La Strega Carabosse), Chiara Mazzola (Jargavan, la fata dei lillà), Alessandro De Ceglia (Roberto, il padre di Aurora) e con i solisti del Balletto del Sud

musiche Pёtr Il’ič Čajkovskij – coreografie Fredy Franzutti

in esclusiva regionale

 

La Bella Addormentata del Balletto del Sud in scena al Teatro EuropAuditorium il 16 aprile è una versione originale e personale del Maestro Fredy Franzutti. La fiaba La Bella Addormentata da tutti conosciuta è di Charles Perrault, ma prima ancora dello scrittore francese, l’italiano Giambattista Basile nella raccolta “Lo cunto de li cunti” (Napoli 1634) narra di una principessa addormentata per un incantesimo nel meridione dell’Italia. Al racconto di Basile, Perrault si ispira per la sua versione edulcorata e borghese. Da qui l’idea di Franzutti di riportare nel sud del paese le disavventure della bella principessa Aurora. Questo ha permesso al coreografo salentino quello che il critico Vittoria Ottolenghi ha definito “una vera botta di teatro”, cioè la sostituzione della puntura del consueto fuso con il morso della tarantola salentina.

La Principessa Aurora, è quindi nell’edizione di Franzutti, una fresca ragazza mediterranea a cui una vecchia maga predice un atroce destino. Sarà la magia della zingarella Lilla e il bacio d’amore di un principe-antropologo sulle orme della leggenda a destare la fanciulla dal suo sonno centenario.

Per la leggibilità della drammaturgia, per l’efficacia dell’ambientazione e per la viva caratterizzazione dei personaggi, lo spettacolo ha raccolto, sin dalle prime rappresentazioni del 2000, la piena adesione di pubblico, ed è stato ampiamente lodato dalla critica. Gli assieme dei danzatori nella brillante realizzazione delle scene più festose e l’accurata esecuzione dei protagonisti hanno contribuito al successo dello spettacolo.

 

Prevendite biglietti presso la biglietteria del teatro EuropAuditorium in Piazza Costituzione 4 a Bologna (orario di apertura dal lunedì al sabato dalle 15 alle 19 e nei giorni di spettacolo a partire da un’ora prima dell’inizio del concerto), presso il Circuito VIVATICKET-CHARTA e il Circuito TICKETONE, i punti d’ascolto delle IperCoop e le prevendite abituali di Bologna e con carta di credito su www.teatroeuropa.it

Per informazioni: 051 37.25.40 –  051 63.75.199    info@teatroeuropa.it

 

Ufficio stampa Teatro EuropAuditorium: Silvia Lombardi, 051 37.25.40 / 051.63.75.199, stampa@teatroeuropa.it

 

LA TRAMA

Parte prima

PROLOGO – Il Battesimo

C’era una volta un “Re” (ovvero il discendente di una nobile famiglia di uomini potenti come Re), che negli anni ‘40 si trasferisce con la sua famiglia nella villa di campagna in una provincia del sud dell’Italia, lontano dai disagi e dai pericoli della guerra. Il nostro racconto ha inizio nella notte in cui la moglie sta per mettere al mondo il primo erede. Sorelle, zie e servitù sono in grande agitazione: chi porta acqua calda, chi cerca asciugamani, chi prega il Signore. Il padre, agitatissimo, percorre avanti e indietro la stanza, pregando, sperando, immaginando il suo erede. Poi un momento di calma e, di seguito, la lieta notizia: «Sei papà di una bella bambina!». Si decide di chiamarla Aurora, perché in quel luogo così a Oriente si vede l’alba molto presto. Pochi mesi dopo si organizza il battesimo. E’ tempo di guerra: gli uomini sono partiti e le donne sono rimaste a lavorare, vestite di nero. Comunque non mancano i regali per la nuova nata. Il padre con soddisfazione annuncia l’arrivo del prete con i suoi chierichetti. Finita la cerimonia, il prelato va via, ma le donne vogliono che anche il padre si allontani. Una volta sole, si assicurano che nessuno le veda e introducono, dalla porta di servizio, una zingara di passaggio in quella zona.

Come da tradizione di quelle terre al battesimo cristiano segue un’iniziazione pagana: un incantesimo per augurare alla bambina felicità, amore e bellezza. La zingara inizia il suo rito con la complicità della madre e delle zie, ma giunge il padre infuriato per l’iniziativa della moglie la quale spiega al marito che la zingara sta augurando alla bambina ogni bene. Il padre comprende e porge le sue scuse alla zingara. Tutto sembra andar bene; ma una delle presenti rammenta che a tutti è sfuggito di invitare la maga “ufficiale” del paese: un vecchia chiromante, parente del padre, specializzata in fatture ed esorcismi, che esercita da sempre. Proprio in quel momento la vecchia irrompe nella casa, e indaga: «Chi è stato a dimenticarmi?». Lei anche vuole offrire un dono, il presagio sulla vita futura della giovane: «La bambina, in verità, crescerà bella e buona, circondata dall’amore di tutti: Ma, entro il compimento del suo sedicesimo anno di età, incontrerà una tessitrice, si pungerà e, a causa della puntura, morirà». Che grande disperazione… Chi piange, chi grida, chi chiede aiuto e clemenza. In quel momento la zingarella, rimasta in un angolo ad ascoltare, viene al centro della stanza e manda via la vecchia dicendo: «Non vedo morte prematura nella vita di questa giovane. Va’ via!». Il padre è disperato: a chi bisogna credere? Non sa cosa pensare. Ma per precauzione proclama che, nella sua casa e nelle sue proprietà nessuno, per i prossimi sedici anni, dovrà più tessere, cucire, ricamare e usare spilli.

 

ATTO PRIMO – Il Compleanno

Sedici anni dopo la guerra è finita, e l’America ha colorato i vestiti. Siamo alla fine degli anni Cinquanta. Che festa! Amici e amiche che si divertono nel giardino della casa. Tutti attendono impazienti la festeggiata. Nell’attesa la mamma organizza un gioco, il “ruba-bandiera”, al quale partecipa anche il padre. Tutti si divertono. Arriva la festeggiata, la reginetta della festa. Le attenzioni dei ragazzi sono tutte per lei. Lei danza da sola e con le amiche. Anche i genitori vogliono partecipare alle danze. Ma sul più bello… arriva la vecchia maga che regala alla ragazza un grazioso boccale di vetro con all’interno… una terribile tarantola. La giovane osserva, apre il contenitore incuriosita, e viene punta.

E’ vero… Nessuno aveva pensato che la tessitrice che la giovane avrebbe incontrato poteva essere un ragno che fila ragnatele. Il veleno già produce i suoi effetti mortali. Il padre chiede perdono alla strega per non averla ascoltata, e lei continua a dire: «Vi avevo avvertiti». «Trova una soluzione, Vecchia! » grida il padre allora, minacciandola. «Non mi fai paura, ma ti aiuterò, perché solo io vi posso aiutare. Tutti noi ora dobbiamo danzare per esorcizzare il maleficio», risponde la vecchia alzando le braccia al cielo. Si comincia a danzare intorno al corpo della giovinetta. La madre esorta ad ascoltare: arriva qualcuno. E’ la zingarella del battesimo che si svela una potente fata: «La ragazza non morirà, ma dormirà finché un bacio d’amore non la sveglierà. E in attesa, anche voi vi addormenterete fino a quel momento; ed io veglierò sul vostro sonno».

 

Parte seconda

ATTO SECONDO – Il Bosco delle ombre

Sono trascorsi circa 50 anni e la leggenda della giovane fanciulla punta da un ragno è stata raccontata in tutta Europa. Il fenomeno del tarantismo interessa studiosi e antropologi che si recano in quella terra per studiare le tradizioni, e magari scoprire dove si trova la villa nel bosco. Tra loro, un giorno giunge Ernesto, giovane studioso antropologo di ricca famiglia con nobili origini. Il bel principe appassionato di tradizioni popolari cercava da anni quel misterioso luogo, e vuole assolutamente scoprirne il segreto. Con i suoi libri e le sue mappe si addentra da solo nel bosco e, giunta sera, si perde. Dopo aver vagato senza trovare la sua strada incontra una creatura misteriosa ed evanescente alla quale chiede informazioni sulla villa perduta. Ella in realtà è la buona zingarella che ora ha più di cento anni. L’ombra racconta al principe che quel luogo deserto un giorno era abitato da gente felice che viveva, lavorava i campi e coglieva i frutti, e la contrada era piena di vita. Il principe si volta incredulo e vede tra gli alberi immagini di gente, di persone, figure evanescenti di uomini e donne che si destano da un lungo sonno. La stessa zingara si è tramutata in un’ombra.

“Costoro sono i sogni delle persone che dormono per un incantesimo che si romperà solo con un bacio d’amore” dice l’ombra al Principe. Il ragazzo vuole assolutamente salvare Aurora e chiede ancora alle figure come trovare la villa nel bosco. “Segui gli uccellini blu come il mare” le rispose l’ombra scomparendo tra gli alberi.

E così fu: Ernesto segue i volatili, e giunge dinnanzi al palazzo. Qui, tramutata in falena, lo attende la vecchia Carabosse, rimasta lì a guardia del castello per scongiurare che l’incantesimo si sciolga. Ma è troppo vecchia per combattere e vola via tra gli alberi. Ernesto entrò nella villa,  vide addormentata su di un letto una fanciulla bellissima, e subito innamoratosene, la baciò. In quello stesso istante la bella, addormentata da cinquanta anni, si risveglia, e insieme si ridesta tutta la sua famiglia. I due si giurano amore eterno.

 

ATTO TERZO – Il Matrimonio

Ernesto e Aurora hanno deciso di sposarsi. E’ il matrimonio del secolo: giornalisti e inviati speciali cercano di strappare un’intervista ai protagonisti, invitati da ogni luogo vogliono vedere la giovane rimasta addormentata a causa di una tarantola per cinquanta lunghi anni. La festa da ballo è organizzata a casa della sposa nella famosa villa nascosta nel bosco, ed è grandiosa: luci colorate, gente elegantissima che danza scatenandosi; c’è chi beve un po’ troppo, le ragazze sensuali guardano i giovanotti. Ma ad un certo punto tutti si voltano ed entrano nel salone gli sposi. Sono bellissimi, e danzano, innamorati. Il padre ha coronato il suo sogno vedere la figlia sposa. E la strega cattiva? Che fine ha fatto?

 

 

Fredy Franzutti e il Balletto del Sud

Il Balletto del Sud, fondato nel 1995 a Lecce dal coreografo Fredy Franzutti, oggi uno dei più noti e apprezzati nel panorama nazionale, presenta un organico composto da 16 solisti di diverse nazionalità, di elevato livello tecnico e in grado di alternarsi nei ruoli principali. La compagnia vanta un repertorio di trenta produzioni comprendente i grandi titoli della tradizione classica coreografati da Fredy Franzutti e impreziositi spesso dalla partecipazione di étoile ospiti come Carla Fracci, Luciana Savignano, Lindsay Kemp, Alessandro Molin, Xiomara Reyes. Le molteplici tournée nel territorio nazionale annoverano importanti teatri e festival per un totale di circa 80 spettacoli ogni anno; il Balletto del Sud partecipa, inoltre, a diversi eventi televisivi di Rai Uno, come le coreografie del”Concerto di capodanno 2004″ in diretta eurovisione dal Teatro La Fenice di Venezia, e a numerose produzioni d’opera lirica, come al Teatro Politeama Greco di Lecce , al ROF di Pesaro, al Teatro Lirico di Cagliari, al Teatro Bellini di Catania, al Teatro Valli di Reggio Emilia e in Svizzera, Spagna, Portogallo, Germania, Russia e Montecarlo.

Dal 1997 realizza ogni anno una produzione nella Stagione Sinfonica dell’orchestra “Tito Schipa” di Lecce. Tra le tournée all’estero ricordiamo quella del 2006 in Vietnam nei teatri di Hanoi e Ho Ci Min City. Nel 2010 è stato ospite del Teatro dell’Opera di Tirana in Albania. Nel 2011 ha rappresentato l’Italia al Festival delle Culture Europee di Algeri. Tra gli eventi e le inaugurazioni, ricordiamo anche quelli realizzati per la Fondazione Memmo – il Teatro Romano di Lecce – e per Vittoria Cappelli – Porta Galliera e la Scalinata del Pincio di Bologna.

L’attività della compagnia si realizza attraverso progetti con cadenza annuale come La scuola a Teatro (in attivo dal 1995), progetto di educazione teatrale e di formazione del pubblico che vede coinvolti ogni anno 3.000 studenti;  Itinerario Danza (dal 1997), progetto turistico-culturale che prevede un circuito estivo di spettacoli nei borghi antichi del territorio salentino e DallAlpi alle Piramidi (dal 2006), progetto di interscambio culturale con i teatri degli stati del Mediterraneo e dell’Est Europa e di internazionalizzazione della scena.

 

 

 

 

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