Notes de la nuit al Teatro dell’Opera di Roma

0
221
Condividi TeatriOnline sui Social Network

fotoLa notte secondo Jerome Robbins, Francesco Nappa, Micha Van Hoecke va in scena al Teatro dell’Opera di Roma con il nuovo balletto Notes de la nuit.

Comune denominatore della serata di certo è il mistero della notte declinata secondo umori e creatività del tutto diverse, attraverso un racconto drammatico sulle sfaccettature dell’amore (in Robbins), attraverso i moti ondosi e la danza per la danza (di Nappa), attraverso il sogno fantasioso e ipercitazionista di Van Hoecke.

Un cielo stellato della notte e tre coppie che danzano quattro Notturni di Chopin (al pianoforte Enrica Ruggiero): è In the night di Jerome Robbins, un gioiello perfetto di musica e danza ripreso nella versione di Ben Huys.

Tre coppie danzano nella notte alle prese con l’imperscrutabilità della notte a simboleggiare l’amour nelle tappe dell’esistenza. La prima coppia è giovane (Antonello Mastrangelo-Alessia Gay che si alternano a Roberta Paparalla-Manuel Parruccini) e follemente innamorata, leggiadra nella prese, felice nella gioia travolgente dell’innamoramento (abito lavanda per lei)

Qualcosa cambia nella seconda coppia e non sono solo gli eleganti lampadari: la coppia (Alessandra Amato-Damiano Mongelli, in marrone bruciato) vive l’amore della maturità, razionale e calibrato, ma qualcosa sembra già incrinarsi.

La crisi travolgente esplode nella terza coppia, (Gaia Straccamore e Amar Ramasar che si alternano agli étoiles dell’Opéra di Parigi Eleonora Abbagnato-Stéphane Bullion). L’uomo e la donna si amano e si odiano, si lasciano e si strattonano, si rifuggono e si ritrovano. Alla fine è la donna (con tulle della gonna vistosamente arancione) a prostrarsi dinanzi all’uomo che la accoglie dolcemente.

In un susseguirsi di sentimenti: si lasciano e si riprendono per incontrarsi solo alla fine. Finale d’insieme per le tre coppie che hanno ritrovato la serenità.

E dopo il gioiello di Robbins ecco il nuovissimo Quartetto di Francesco Nappa: giovane, ma affermato danzatore e coreografo napoletano, vanta già molte esperienze carattere internazionale e alla sua prima collaborazione con un ente lirico, si è dimostrato entusiasta e si è sbizzarrito, portando sul palco una sorta di affresco visionario di quattro coppie (in scena i Solisti del Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera).

Le musiche ipnotiche di Philip Glass e Steve Reich, suonate sul palco con misteriose luci a vista da un quartetto di sassofonisti, guidano i corpi dei ballerini in moti e movimenti fluttuanti fin troppo ancorati alla realtà, alla terra che cercano di sfidare in ogni dove. I corpi si cercano, si riprendono si catturano, s’inseguono, si trascinano, cercano il movimento per il movimento, quasi astrattamente, si sorreggono armoniosamente. Per Nappa è importante soprattutto ricreare l’armonia quasi ironica del movimento in ogni dove, in ogni centimetro del corpo dei danzatori inguainati in costumi da futuro quasi apocalittico e distruttivo che chiudono il quartetto sul proscenio…

In chiusura, Aria Tango, il sogno di Micha Van Hoecke-Luis Bacalov: Aria Tango nasce dal connubio fra sette tanghi del Premio Oscar (per la colonna sonora del Postino) che rielaborano con modernità la tradizione del tango e la fantasia sulla notte di Van Hoecke, alla prima creazione coreografica da quando ricopre l’incarico di direttore del Corpo di Ballo del teatro romano.

È un lavoro lungo e ambizioso ambientato in un teatro vuoto in cui tutto può accadere. È un “racconto-non racconto – spiega Van Hoecke- in cui si succedono delle situazioni diverse. Immaginiamo un teatro vuoto e nudo alla fine di uno spettacolo. Un personaggio cammina sul palcoscenico, la musica lo sorprende come se facesse parte dei suoi pensieri. Ecco che il palcoscenico viene visitato da memorie, presenze, fantasmi, spiriti, gente, personaggi… La notte blu, profonda, la notte rossa sensuale, la notte nera – la morte, la notte bianca – il fantasma di qualcuno che abbiamo conosciuto personalmente… E, aggiungo io, nell’aria del tango suonato da Bacalov.”.

Un uomo solo (Claudio Cocino nella replica di ieri, Alessio Carbone anche per l’ultima replica di stasera), vive la notte in un teatro vuoto. Che cosa accade? Di tutto. Mentre Bacalov (al pianoforte) e il suo quartetto (bandoneon, percussioni, contrabbasso) suonano, sul palco prende corpo una vita parallela fatta di donne misteriose, la sofisticata Notte Blu, la sensualissima Notte Rossa, l’aggraziata Notte Bianca, la seducente Notte Nera (Alessandra Amato), di coppie danzanti, un uomo, gli Spiriti dal sapore un po’ circense e retrò (spicca il bravissimo Alessio Rezza)… L’immaginario dell’uomo prende il via fra la coscienza, la fantasia, la nostalgia dell’infanzia, e la memoria in un gioco continuo di citazioni dal grande balletto romantico al tango, senza mai cadere nel clichè scontato. Accompagnato dalle bellissime musiche di Bacalov. Ultima replica stasera 17 aprile alle ore 20.00.

LEAVE A REPLY