Manfred Honeck a passo di valzer a Santa Cecilia, Roma

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fotoL’Accademia Nazionale di Santa Cecilia festeggia il 2014 a passo di valzer con il Concerto per il nuovo anno e un programma che inanella alcuni fra i più famosi brani di Strauss, Lehàr, Cajkovskij, Brahms in una festosa atmosfera natalizia gettando il pubblico nella leggerissima e un po’ decadente atmosfera delle sale da ballo dell’Impero austro-ungarico, fra romantici valzer, sfrontate operette e scatenate polke.

Come annunciato già da qualche settimana a questa parte, il maestro Georges Prêtre (che dovuto cancellare per motivi di salute gli impegni programmati) è stato sostituito dal direttore austriaco Manfred Honeck, maestro del repertorio austriaco, già alla guida della Pittsburgh Symphony Orchestra e ospite un anno fa a Roma. Sul podio dell’Orchestra romana, che si cimenta ottimamente anche con il repertorio austriaco (tipico dei Wiener), Honeck si diletta a dirigere (a tratti con tempi quasi inusuali e sorprendenti) un brano più celebre dell’altro, dall’ouverture dello Zingaro Barone di Strauss al Pipistrello al romanticismo del valzer Rose del Sud passando dalla bellezza di Sangue viennese ai ritmi frenetici delle polke alla leggerezza delle operette, alla dolcezza del Valzer dei fiori di Čajkovskij dallo Schiaccianoci, fino alla trascinante Danza Ungherese n. 5 di Brahms (anche colonna sonora de Il grande dittatore di Chaplin nella celeberrima scena del barbiere).

Ospite d’eccezione sul palco di Santa Cecilia dopo dieci anni, l’affascinante soprano sudcoreano Sumi Jo, non solo intenta a far volteggiare con leziosità le note, ma anche a dominare la scena con civettuola interpretazione, inguainata in abiti scenografici (tre uscite, tre cambi d’abito) in un tripudio di colori, di piume e strass luccicanti. In chiusura c’è anche spazio per qualche divagazione divertente e pantomimica, dal cacciatore che si aggira fra l’Orchestra durante la polka A caccia! Fino agli ombrelli colorati e aperti che serpeggiano sui musicisti nella polka Sotto fulmini e tuoni prima dei due bis concessi al pubblico fra gli applausi.

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