Teatro Villa Pamphilj (Roma): i prossimi appuntamenti

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Sabato 25 gennaio – ore 16 – ingresso 10 euro

RASSEGNA SPETTACOLI AL TRAMONTO

TRACCE di e con Marco Baliani

Tracce, ispirato all’omonima raccolta di aforismi e parabole di Ernst Bloch, è un racconto “diluito” il cui filo conduttore è rappresentato da quattro parole: “Stupore”, “Incantamento”, “Infanzia” e “Racconto”. Ogni parola è protagonista di una narrazione ricca di ricordi, pensieri ed emozioni personali, ma anche di citazioni letterarie (oltre allo stesso Bloch, anche Rilke, Benjamin, Chatwin…) e di scelte musicali affini e evocative: Bjork, Sainko, John Lurie, e La cattiva strada di Fabrizio De André (unico brano non strumentale).

Presento questa mia ricerca teatrale con il termine “studio”; non solo per me Tracce è un’opera non terminata, ma pretenderebbe di mai terminare. Provate ad immaginare una scultura che in sé potrebbe evolversi in molte direzioni e che continua invece a vivere come un abbozzo continuo, una traccia di significati ancora da assumere, di immagini ancora da evocare. D’altronde la traccia è ciò che di labile si lascia dietro, è un segno di scoperta, le tracce raccontano sempre qualcosa. Quando ho letto Tracce di Bloch, che è all’origine di questa impresa, mi è accaduto qualcosa del genere e allora mi sono detto: sarà possibile anche in teatro creare una condizione di ascolto immaginativo, dove si possa, come dice Bloch, “pensare affabulando”, dove le direzioni (anche formali, di linguaggi usati) siano molteplici, aperte, non linearmente definibili?

Lo stupore e l’incantamento, due dei temi che mi hanno guidato, sono luoghi che visito di sovente nel mio lavoro d’attore o quando guido altri attori, sono due sostanze profonde dell’atto teatrale. Vorrei presentare queste sostanze attraverso una specie di mappa, di costellazioni narrative diverse, come un ronzio multiforme di racconti, aneddoti, ricordi, poesie, digressioni, riflessioni, domande.

Vorrei alla fine che gli ascoltatori fossero sconcertati, dispersi, ma colmi di altre memorie non dette, desiderosi di aggiungere altri racconti alla collana, di completare non il mio, ma il loro percorso all’interno della mappa.” Marco Baliani

Domenica 26 gennaio – ore 16.30 – ingresso 10 euro

EVENTO “GIORNATA DELLA MEMORIA 2014”

13419 LA NECESSITÀ DEL RITORNO

Monologo scritto, diretto e interpretato da Roberto Attias

Progetto teatrale di Ettore Scola

Settantesimo anniversario della deportazione degli ebrei del ghetto di Roma 16 ottobre 1943 – 16 ottobre 2013

Uno spettacolo, forte, duro, intenso, di denuncia contro ogni discriminazione, che tratta il tema della deportazione degli ebrei dal ghetto di Roma con leggerezza ed emozione. Una storia romana, ma internazionale, parlata in romanesco e giudaico romanesco. Un atto unico che, nel corso degli anni, è stato visto e apprezzato anche da moltissimi ragazzi e professori delle scuole medie e superiori in tutta Italia, per il suo valore didattico, emotivo, senza essere didascalico, autocommiserativo o pedante, accompagnato dalle bellissime e struggenti canzoni dell’epoca scelte per l’occasione da Gianni Borgna

Un uomo misterioso. Il suo strano racconto ci porta nella placida Roma degli anni ’30.

La miseria delle leggi razziali, la guerra, la lotta partigiana ed infine lo spettro della deportazione, fanno da sfondo ad un dramma personale che si risolverà con un finale shock, in un vero giallo psicologico.

13419” non è solo l’incontro fortuito tra un uomo d’ordine e visitatore misterioso. Non è neppure solo un giallo psicologico, un’indagine di polizia, né un semplice flusso di coscienza. “13419” è tutto questo insieme, ma è anche, soprattutto, l’occasione per ribadire l’esigenza che certe memorie non si perdano nel tempo.” Ettore Scola

Lunedì 27 gennaio – ore 10

PROGETTO TEATRO E SCUOLA/ EVENTO “GIORNATA DELLA MEMORIA 2014”

Compagnia Teatro Forsennato

GLI EBREI SONO MATTI di Dario Aggioli

con Dario Aggioli, Guglielmo Favilla

Durante il ventennio fascista, Enrico viene ricoverato in un manicomio in una clinica vicino Torino, lontano dai suoi cari, dalla sua città e dai discorsi del Duce, da lui tanto amati.

Ferruccio ebreo romano costretto a fuggire per l’ennesima volta, viene ricoverato in un manicomio vicino al confine, sotto un altro nome: Angelo. Il professore che dirige la casa di cura per insegnargli a comportarsi come un malato di mente, lo mette in stanza con Enrico, uno dei più innocui tra i degenti. Ferruccio per imparare ad essere un altro, si confronta con Enrico che non riesce ad essere più se stesso da tempo.

Un matto vero, fascista e un matto falso, ebreo raccontano la tragedia delle leggi razziali attraverso la comicità della situazione.

Lo spettacolo si ispira ad un evento veramente accaduto: nella casa di cura per malattie mentali “Villa Turina Amione”, l’allora direttore, il professor Carlo Angela, padre del noto presentatore televisivo, offrì rifugio a numerosi antifascisti ed ebrei, confondendoli con i degenti.

Per raccontare la patologia di Enrico, un tipo di demenza romanzata con tratti autistici, verranno utilizzate alcune particolari maschere realizzate in gioventù da Julie Taymor, regista di Titus e di Frida.

Sabato 1 e domenica 2 febbraio – ore 16 – ingresso 5 euro

Proposte del Sistema Casa dei Teatri / “RASSEGNE IN VIAGGIO 2013/14”

Ass. Cult. Ticonzero

LA BANDA DEL GOBBO

Mito e resistenza popolare nei nove mesi di occupazione nazista

scritto, diretto e interpretato da Emiliano Valente

Partendo dalla vita di un personaggio leggendario della periferia romana, il Gobbo del Quarticciolo, lo spettacolo ripercorre le vicende di una Roma sotto assedio, invasa dai Tedeschi, bombardata dagli Americani, abbandonata dagli uomini di potere. Dall’8 settembre del 1943 al 4 giugno 1944, Roma ha vissuto mesi di dominazione tedesca, repressione, disperazione, fame. E’ nella Roma più povera e popolare delle borgate come il Quarticciolo che uomini e donne hanno combattuto contro l’ingiustizia e l’oppressione. E’ lì che nascono gli eroi involontari di questa storia, uomini e bambini di borgata, trasformati in combattenti dagli eventi tragici che li colpiscono. Chi li racconta è un ragazzetto, uno strillone, soprannominato Riccetto arruolato nella banda del Gobbo. E’ la storia di quello che lui, dodicenne, ha vissuto in quei mesi di terrore e di dominazione, fino all’arrivo degli Americani. Tra giochi da bambino e assalti da adulto, la sua è semplicemente la vita di un ragazzo di borgata durante una guerra.

Lunedì 3 febbraio – ore 10

PROGETTO TEATRO E SCUOLA

Ass. 15Lune

FAMOSA di e con Alessandra Mortelliti

supervisione alla regia Rocco Mortelliti

Finalista concorso letterario “Per voce sola 2010″ – Con il patrocinio di MIT – Movimento Identità Transessuale

Rocco Fiorella è un ragazzino di quindici anni cresciuto nella provincia ciociara più sperduta. Nato nella convinzione di essere una ragazza mancata, a causa di un “errore genitale”, ha un unico grande sogno: diventare famosa. Le sue giornate trascorrono faticosamente tra gli insulti dei paesani, le botte del padre che non accetta un figlio “invertito” e “ritardato”, le crisi isteriche di una madre posseduta dal demonio, l’ostilità di insegnanti e compagni di scuola, il lavoro al supermercato. Il suo principale rifugio è la televisione e quei programmi che ti danno la possibilità di “diventare qualcuno”. Ed è per questo che ogni giorno, contro tutto e tutti, chiuso nella solitudine della sua stanza, prova e riprova incessantemente balletti da lui stesso coreografati, interpreta canzoni pop, ricerca parrucche “divine” e scarpe “zeppate” per essere sempre al meglio, in attesa della grande occasione, che prima o poi, ne è convinto, arriverà. Proprio quando per il ragazzino non sembrano più esserci speranze di fuggire dal paese “merdoso”, ecco l’annuncio in televisione: a Cinecittà, aperte le selezioni di cantanti, attori e ballerini. Rocco non ha dubbi: è questa l’occasione che stava aspettando da anni. Da questo momento inizia la sua avventura, il suo viaggio carico di speranza che lo porterà a Roma dove sarà costretto a scontarsi con una realtà ancora più ostile e spietata, in cui il suo essere “diverso” scatenerà, suo malgrado, un’ escalation di violenza.

Sabato 8 febbraio – ore 11 – ingresso 10 euro

RASSEGNA SPETTACOLI A COLAZIONE

ADRIANO, MEMORIE DI VIAGGI

Letture di Paolo Vanacore – Musiche Originali di Alessandro Panatteri

Brani scelti dalle ”Memorie di Adriano” di Marguerite Yourcenar

Uno degli uomini più grandi della storia: l’altezza del suo pensiero, la disponibilità intellettuale, le intuizioni profetiche, la voglia di pace, il rispetto dei popoli, l’amore in tutte le sue forme, il culto del ricordo, la morte. Non sarà solo il lato umano dell’Imperatore a toccare l’anima del pubblico e a scaldare i cuori, ma anche i viaggi, il pensiero politico, il suo istintivo bisogno di sapere, il bello, l’arte.L’amore per Antinoo, il giovinetto conosciuto da Adriano durante un viaggio in Bitinia che da quel momento in poi diventerà il suo fedele compagno, l’unica persona che l’Imperatore abbia davvero mai amato.

Domenica 9 febbraio – ore 11,30 – ingresso libero

RASSEGNA DOCUMENTARI

UNA STORIA DA RIDERE Regia di Roberto Salinas

Breve biografia di Mario Monicelli

In collaborazione con Marina Catucci

riprese e montaggio: Roberto Salinas

Soggetto: Marina Catucci, Roberto Salinas

Una storia da ridere è il resoconto ellittico e frastagliato della prospettiva di un grande autore del cinema sull’Italia dell’ultimo secolo. Una storia che Monicelli ha vissuto quasi per intero e che ha voluto raccontare evidenziandone sempre i tratti più paradossali e grotteschi: le idiosincrasie del popolino, le cialtronerie degli azzeccagarbugli, le viltà e gli eroismi dei “miserabili” che lottano per salvare la pelle o per un piatto di pasta e ceci.

Arricchito da preziosi contributi d’archivio forniti dall’istituto Luce, il documentario ripercorre la vita, cinematografica e non, dell’Italia di Monicelli a partire dal ventennio fascista per attraversare il secondo conflitto mondiale, la ricostruzione, il miracolo economico e la disillusione della cupa stagione politica degli anni ‘70.

Lo sguardo di Monicelli sull’Italia e sugli italiani è sempre ricco di sorprese e svela una lettura del nostro passato recente preziosa e vitale nell’analisi della società dei nostri giorni.

Una storia da ridere è un’occasione per trascorrere un’ora con Mario Monicelli, per conoscerlo meglio e, attraverso il suo racconto, capire meglio la nostra storia, ovviamente senza mai dimenticare che si può e si deve ridere di tutto.

Domenica 16 febbraio ore 11.30 – ingresso libero

RASSEGNA CONVERSAZIONI TEATRALI

FRANCA VALERI | PINO STRABIOLI

Ospite d’eccezione delle Conversazioni teatrali, la straordinaria e intramontabile Franca Valeri si racconta a Pino Strabioli.

Una milanese che ha scelto Roma come sua città d’adozione, vive infatti nella capitale dagli anni 50.

Una vita fatta di teatro, cinema, radio, televisione; una vita piena di personaggi, inventati, costruiti, conosciuti (Edith Piaf, Charlie Chaplin, Petrolini…).

Dal Teatro dei Gobbi all’ultima commedia che ha appena finito di scrivere, Franca Valeri ripercorrerà la sua infanzia, il fascismo, le persecuzioni razziali, la guerra, le sue grandi passioni.

Franca Valeri, al secolo Franca Maria Norsa, è nata a Milano ed è romana di adozione. La sua lunga carriera teatrale è iniziata con Alberto Bonucci e Vittorio Caprioli nella compagnia dei Gobbi. Attrice, sceneggiatrice, regista e fine autrice, oltre che straordinaria interprete per la scena teatrale, televisiva e cinematografica, la Valeri è una delle penne più versatili e longeve della cultura italiana. Tra i personaggi da lei creati è impossibile dimenticare la frenetica Signorina Snob e la romana Signora Cecioni sempre al telefono con mammà.

Caustica osservatrice della realtà e del mondo dei suoi anni, scegli il suo nome d’ arte in omaggio al poeta francese Paul Valéry.

Con le sue commedie e atti unici ha ritratto velleità, fragilità, manie di donne eccentriche e irrimediabilmente stravolte dal mondo che le circonda. La sua costante ricerca linguistica e stilistica è alla base del suo lavoro di autrice, sostenuto da un’ironia sferzante che si rinnova ad ogni testo. (Nota biografica da letteratura.rai.it)

Pino Strabioli, attore, autore, regista, come attore è stato diretto da Gabriella Ferri nella sua unica regia teatrale “Il botteghino” nel 1990.

In teatro ha lavorato, fra gli altri, con Patrick Rossi Gastaldi, Paolo Poli, Marina Confalone, Piera degli Esposti, Anna Mazzamauro.

Il debutto televisivo in “T’amo tv” con Fabio Fazio (TMC), fra i programmi televisivi “Souvenir d’Italie”(TMC), “Unomattina” (Rai1, sette edizioni), conduttore del programma quotidiano di Rai3 “Cominciamo bene prima”.

Il venerdì è in onda su Rai3, nel programma Elisir, dove incontra i grandi protagonisti del teatro e del cinema italiano, curiosando sul loro rapporto con medicina, salute e camici bianchi.

SCUDERIE VILLINO CORSINI – Teatro Villa Pamphili

Largo 3 giugno 1849 (entrata Via di S. Pancrazio, 10 – angolo Via Aurelia antica)

tel: 06.5814176

e-mail: scuderieteatrali@gmail.com – web: www.teatroscuderievillinocorsini.it

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