Antonio Pappano in concerto

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fotoSempre più proiettati sui palcoscenici internazionali dove sono accolti da strepitose ovazioni da parte del pubblico e da incondizionate attestazioni di stima della critica, l’Orchestra e il Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, con il Maestro Pappano, sono nuovamente in partenza, questa volta per raggiungere Birmingham e Londra, dove non solo Sir Antonio è di casa, essendo inglese e Direttore Musicale della Royal Opera House Covent Garden, ma anche le compagini ceciliane ormai segnano ogni anno la propria presenza nella Capitale del Regno Unito. Infatti anche lo scorso anno enorme è stato il successo che ha accolto l’Orchestra e il Coro alla Royal Albert Hall, nell’ambito dei prestigiosi PROMS, dove due differenti programmi (uno dedicato alla musica sacra di Verdi e l’altro in cui pianista d’eccezione era il giovane Jan Lisiecki) hanno mandato in visibilio le migliaia di spettatori che affollavano la splendida struttura vittoriana, esaurita in ogni ordine di posto e stessa accoglienza Santa Cecilia aveva ricevuto nel 2011 con il rossiniano Guillaume Tell.

Questa volta, invece, l’Orchestra e il Coro di Santa Cecilia – sempre accompagnati da Antonio Pappano – faranno tappa prima a Birmingham nella prestigiosa Symphony Hall e subito dopo a Londra nel celebre Southbank Centre polo multi-culturale di grande fama.

Due i programmi diretti da Antonio Pappano: la Messa da Requiem di Giuseppe Verdi e il concerto della scorsa settimana dedicato al tema della libertà: Beethoven “Gott! Welch Dunkel hier!” dal Fidelio, Dallapiccola Il Prigioniero, Beethoven Sinfonia n. 9 Terzo e Quarto movimento.

Cast di assoluta eccezione in entrambi i programmi: per Verdi Hibla Gerzmava soprano, Ekaterina Semenchuk mezzo-soprano, Joseph Calleja tenore, Carlo Colombara basso. Per Beethoven-Dallapiccola, Louis Otey baritono, Stuart Skelton tenore, Angeles Blancas Gulin soprano, Rachel Willis-Sørensen soprano, Andrea Baker contralto, Carlo Putelli tenore, Antonio Pirozzi basso.

16 Maggio Birmingham –18 Maggio Londra – Verdi

Orchestra e Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia

Antonio Pappano direttore

Ciro Visco Maestro del Coro

Hibla Gerzmava soprano

Ekaterina Semenchuk mezzo-soprano

Joseph Calleja tenor

Carlo Colombara bass

Verdi Messa da Requiem

17 Maggio Londra

Orchestra e Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia

Antonio Pappano direttore

Ciro Visco Maestro del Coro

Louis Otey baritono

Stuart Skelton tenore

Angeles Blancas Gulin soprano

Rachel Willis-Sørensen soprano

Andrea Baker contralto

tenore Carlo Putelli Antonio Pirozzi basso

Beethoven “Gott! Welch Dunkel hier!” dal Fidelio

Dallapiccola Il Prigioniero

Beethoven Sinfonia n. 9 Terzo e Quarto movimento

Stagione di Musica da Camera

Auditorium Parco della Musica – Sala Santa Cecilia

Martedì 20 maggio 2014 ore 20,30

Krystian Zimerman e le ultime tre Sonate di Beethoven

Previsto l’ottobre scorso, ma annullato per problemi di salute, ecco l’attesissimo concerto grande pianista Krystian Zimerman – in una delle sue rare apparizioni in Italia – nella stagione di Musica da Camera dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia (martedì 20 maggio – ore 20.30 – Sala Santa Cecilia). Interprete molto amato dal pubblico di tutto il mondo, Krystian Zimerman, pianista polacco di grande sensibilità, vincitore a diciannove anni del più prestigioso dei concorsi pianistici internazionali, il Concorso Chopin di Varsavia torna a Santa Cecilia – dopo il “tutto Chopin” del febbraio 2010 – con le ultime tre Sonate di Beethoven, scritte tra il 1819 e il 1822, composizioni in cui, l’irresistibile tendenza di Beethoven a raccontarsi prima di tutto attraverso i suoni del pianoforte, giunge al culmine; brani, così diversi eppure così integrati tra loro da trovarsi insieme in molti programmi di concerto, come se costituissero gli ultimi tre capitoli di uno stesso libro. Beethoven qui destruttura la forma sonata, ne trasfigura tutti gli aspetti logici, recupera forme del passato, come la fuga, e ci riconsegna dei pezzi introspettivi, dei classici, pieni di significato ancora oggi.

Interprete e programma che si inseriscono a pieno titolo nella trama di stelle del pianoforte – sempre presente nelle stagioni di Santa Cecilia – quasi un ‘segreto’ festival pianistico, ogni volta diverso e unico.

Auditorium Parco della Musica – Sala Santa Cecilia

Martedì 20 maggio – ore 20.30

Krystian Zimerman pianoforte

Beethoven Sonate op. 109 – op. 110 – op. 111

Biglietti da 20 a 80 euro – Infoline 068082058

Gli abbonati alla Stagione di Musica da Camera potranno utilizzare lo stesso tagliando d’abbonamento, del 29 ottobre u.s.

Krystian Zimerman proviene da una famiglia legata alla musica da una lunga tradizione. La sua casa era frequentata giornalmente da musicisti che suonavano soprattutto musica da camera, permettendogli così un intimo e naturale contatto con quest’arte. Ha fatto i primi passi sotto la supervisione del padre e a 7 anni ha cominciato a lavorare sistematicamente con Andrzej Jasinski, allora professore associato senior del Conservatorio di Katowice, dove 14 anni dopo si è diplomato.

Zimerman non ama i concorsi, ma ha seguito la strada di tutti i concertisti, partecipando e vincendo molte competizioni di prestigio tra cui il Concorso Internazionale Ludwig van Beethoven a Hradec Kralove/Königgrätz. La vittoria del Grand Prix al Concorso Chopin del 1975 gli ha aperto le porte di una brillante carriera internazionale. Nel 1976 Artur Rubinstein lo ha invitato a Parigi: quell’incontro avrebbe influenzato durevolmente lo sviluppo del giovane pianista. Nel 1977 ha suonato per la prima volta negli Stati Uniti e in Giappone.

Nel 1985 gli è stato consegnato il premio dell’Accademia Chigiana di Siena quale miglior giovane musicista dell’anno e nel 1994 il premio della Fondazione Leonie-Sonning a Copenhagen. Nel 2005 ha vinto il premio nella categoria “musica per orchestra” al MIDEM per la sua registrazione dei Concerti per pianoforte n. 1 e 2 di Sergeij Rachmaninoff.

La sua attività artistica è stata segnata, prima di tutto, da regolari incontri con un pubblico appassionato, che aspetta con ansia ogni suo concerto. Dovunque egli vada, Europa, Asia o America, riconosce tra i suoi ammiratori visi diventati familiari. Nelle ultime dieci stagioni, da quando ha deciso di viaggiare con il suo pianoforte, è riuscito ad abituare il suo pubblico e le società artistiche a questa insolita prassi. Con dei dispositivi tecnici da lui escogitati ha reso possibile portare in tour il proprio strumento. L’essere completamente tranquillo per ciò che riguarda il pianoforte – oltre ad avere acquisito un grande esperienza pratica, prima a  Katowice e successivamente collaborando con la Steinway di Amburgo – gli ha permesso di eliminare o di ridurre al minimo tutto ciò che potrebbe distrarlo da questioni puramente musicali.

Il repertorio di Zimerman comprende, fra l’altro, opere di Chopin, Franz Liszt, Franz Schubert, Johannes Brahms, Edvard Grieg, Béla Bartok, Maurice Ravel, Claude Debussy nonché musica da camera di César Franck e Karol Szymanowski.

La sua conoscenza relativamente precoce dei principali sviluppi nella musica europea – tedesca, russa, francese ecc. – gli ha impedito di diventare uno specialista di Chopin. Ha invece stimolato in lui il desiderio di suonare le varie opere nei luoghi dove sono nate: musica francese a Parigi, Beethoven, Mozart e Schubert a Vienna, Brahms ad Amburgo, opere americane a New York – condotte, nel caso di Leonard Bernstein, dal compositore stesso. Il Concerto per pianoforte di Witold Lutoslawski, a lui dedicato, ha ricevuto un trattamento adeguato: esecuzione a Varsavia, durante il Festival d’Autunno di Musica Contemporanea, con il compositore quale direttore d’orchestra.

I suoi incontri con grandi artisti, sia nel campo della musica da camera che direttori d’orchestra, sono stati secondo lui la sua più grande fortuna. Ha suonato con Gidon Kremer, Kyung-Wha Chung, Kaja Danczowska, Yehudi Menuhin e sotto la direzione di Bernstein, Karajan, Abbado, Ozawa, Muti, Maazel, Previn, Boulez, Mehta, Haitink, Skrowaczewski e Rattle.

Ha avuto anche l’opportunità di conoscere i maestri della generazione precedente: Claudio Arrau, Arturo Benedetti Michelangeli, Arthur Rubinstein, Sviatoslav Richter, che hanno avuto tutti una grande influenza sulla sua formazione musicale.

Il pianoforte non è la sua sola passione: è sempre stato un abilissimo organista e inoltre l’aver frequentato molti tra i più prestigiosi direttori d’orchestra dei nostri tempi gli ha permesso di approfondire la sua conoscenza della direzione d’orchestra.

Zimerman vive con la famiglia in Svizzera, dove ha passato la maggior parte della sua vita, e divide il suo tempo tra la famiglia, l’attività concertistica e cameristica. Si è posto il limite di 50 concerti all’anno ed ha un’aderenza totale alla sua professione: organizza personalmente la gestione della sua carriera, studia l’acustica delle sale da concerti, le ultimissime tecnologie di registrazione e della costruzione degli strumenti. E’ inoltre appassionato di psicologia e computer.

Ha sviluppato un analogo approccio nei confronti della registrazione discografica, processo di cui si occupa nella sua totalità. Durante i 30 anni di collaborazione con la Deutsche Grammophon, ha inciso 22 dischi che hanno ricevuto importanti premi. Nel 1999 ha registrato i Concerti di Chopin con un’orchestra costituita appositamente per questo progetto, la Polish Festival Orchestra, con la quale ha fatto una lunga tournée in Europa e America per commemorare il 150° anniversario della morte di Chopin. Recentemente ha registrato il Concerto per pianoforte n. 1 di Brahms con i Berliner Philharmoniker diretti da Sir Simon Rattle, ricevendo critiche assai lusinghiere.

Tra le esecuzioni storiche che lo hanno posto per sempre nell’olimpo della musica classica, ci sono quella con i Wiener Philharmoniker il 10 febbraio 1985, la sua interpretazione del Concerto per pianoforte di Robert Schumann sotto la direzione di Herbert von Karajan, e i Concerti n. 3, 4 e 5 di Beethoven nel settembre 1989 sotto la direzione di Leonard Bernstein.

Il 24 gennaio 2005, giorno dell’apertura del MIDEM a Cannes, il Ministro della cultura Renaud Donnedieu de Vabres gli ha conferito la Legione d’Onore francese.

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