Concerto lirico corale

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fotoOvazioni ed entusiasmo hanno accompagnato il Concerto lirico corale che si è tenuto nel pomeriggio del 25 maggio 2014 al Teatro Tiberini di San Lorenzo in Campo (PU) per il 180° anniversario della nascita del soprano Angiolina Ortolani, moglie del tenore Mario Tiberini, nata a Bergamo il 10 maggio 1834. Di lei la presidente dell’Associazione Musicale ha fatto una breve presentazione umana ed artistica col supporto di proiezioni. Il concerto, organizzato in collaborazione con gli Amici della Lirica “Franco Corelli” di Ancona, rientra nel progetto “Turismo musicale”, iniziato qualche anno fa dall’Associazione Musicale Mario Tiberini, progetto che associa musica, arte, storia, enogastronomia, per portare anche nei piccoli centri dotati di teatro i “girandoloni della musica” (quelli che viaggiano di più e a tutte le età) e dar loro una visione completa ed una fruizione piacevole dell’entroterra marchigiano.

Un nutrito numero di amici anconetani ha passato un’intera giornata a San Lorenzo in Campo: prima del concerto ha visitato la magnifica Basilica benedettina, lo storico Teatro Tiberini, il museo archeologico, il museo delle terre marchigiane e ha degustato i prodotti locali al Ristorante Giardino. Anche gli artisti venivano dall’Anconetano ed hanno presentato un programma ricco e gioioso.

Protagonisti la Corale Federico Marini di Ancona diretta dal M° Luigi Marinelli e una coppia di artisti uniti nella vita e nell’arte come lo furono Angiolina Ortolani e Mario Tiberini, che, dopo il matrimonio avvenuto in Spagna a Barcellona nel 1859, calcarono insieme i più importanti teatri del mondo. Si tratta del soprano Francesca Carli e del tenore Enrico Giovagnoli, che varie volte abbiamo visto in TV ed hanno rappresentato le fotoMarche nel mondo. Una curiosità che lascia interdetti: Enrico Giovagnoli è il sosia perfetto di Mario Tiberini, pur non avendo con lui alcun vincolo di parentela e anche il suo repertorio ha delle affinità con quello del Tiberini.

La coppia di artisti e la Corale, accompagnati pianoforte dalla giovanissima e brava Silvia Ercolani, hanno cantato note pagine di Rossini, Donizetti, Verdi, Puccini e due arie di rara esecuzione per riportare in palcoscenico i coniugi Tiberini, la scintillante aria per soprano il “Bacio” di Luigi Arditi, cavallo di battaglia di Angiolina nelle sue Beneficiate e un’intensa “Salve Regina” per tenore composta da Mario Tiberini, preghiera che Enrico Giovagnoli aveva già cantato in prima assoluta mondiale nel 2011 al Teatro della Regina di Cattolica quando l’Associazione Musicale Tiberini gli ha conferito il Premio Tiberini d’argento per la categoria “giovani artisti in carriera”. Alla coppia, unita nella vita e nell’arte come la famosa coppia del passato, è stata donata una targa ricordo.

fotoL’affiatamento dei due artisti è emerso in modo particolare nei duetti de L’Elisir d’amore, con una vocalità appropriata per i ruoli, leggera e scintillante per Adina, appassionata e baldanzosa per Nemorino, la Carli e Giovagnoli hanno interpretato anche scenicamente le scaramucce dei due giovani innamorati, col supporto vocale del coro (Bel conforto al mietitore” per tenore e coro, “Quant’è bella quanto è cara per tenore e coro,Della crudele Isotta” per soprano e coro, “Lallaralla la la la – Esulti pur la barbara” – duetto soprano e tenore). Il bel timbro tenorile e il suggestivo modo di porgere del Giovagnoli hanno restituito la tinta pucciniana con l’aria di Rodolfo Che gelida maninada La Bohème, potenza vocale e intensità d’accento hanno caratterizzato l’interpretazione della Salve Regina di Mario Tiberini. Con voce pulita e luminosa in tessitura acuta, la Carli ha percorso la scoppiettante scrittura de Il bacio di Arditi, l’intensa linea melodica de “La Vergine degli angelida La forza del destino di Verdi, l’eterea aria di Nannetta Sul fil d’un soffio etesioda Falstaff di Verdi.

La Corale Marini sì è espressa con proprietà ne “Gli arredi festivi” e Va pensieroda Nabucco di Verdi e nella “Barcarola” da I racconti di Hoffmann di Offenbach.

Poi tanti bis e il noto “Brindisi” della Traviata sotto una pioggia colorata di petali di rosa.

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