Festival Internazionale di Andria Castel dei Mondi (18° edizione)

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fotoSi apre sabato 23 agosto 2014 alle 21 a Castel del Monte – straordinario monumento, sito Unesco e patrimonio dell’Umanità dal 1996, significativa testimonianza della figura storica di Federico II – la XVIIIª edizione del Festival Internazionale di Andria Castel dei Mondi. L’inaugurazione è affidata alla prima rappresentazione in Italia di Tapis Magiques-L’Origine du Monde, incredibile installazione luminosa dell’artista Miguel Chevalier, uno dei pionieri dell’arte digitale a livello planetario. Come è accaduto per la meraviglia degli spettatori di Caracas, di Albertville o Barcellona, per i visitatori della moschea di Casablanca o della biennale Kwangiu in Corea, Chevalier crea un “corto circuito” tra luoghi storici e avveniristiche creazioni visive, dove abbacinanti tappeti di luce si muovono e trasformano interagendo con lo spettatore. In scena fino a domenica 31 agosto sarà il parallelo di tutte le giornate del Festival, in concomitanza della mostra “Arnaldo Pomodoro nei Castelli di Federico II”.

Promosso dal Comune di Andria, con il sostegno di Regione Puglia Fondi, del Ministero dei Beni Culturali e del Turismo (Mibact) e la collaborazione dell’Associazione Culturale Malearti, il Festival non si limita a mettere in contatto storia antica e tecnologia avveniristica, ma mescola lungo nove intensissimi giorni eventi musicali e teatrali, letture, presentazioni di libri e occasioni di alta formazione, per un totale di più di 40 eventi, con compagnie e gruppi dal Regno Unito, dalla Svizzera, dalla Francia, e artisti originari da Giappone, Messico o Algeria.

Se Castel dei Mondi è un “ponte” tra nazioni, il pre-festival è all’insegna del mare “ponte” che insieme collega e divide le sponde dell’Adriatico: Magazzino 18, il coraggioso spettacolo di e con Simone Cristicchi e Jan Bernassi – giovedì 21 agosto – è il racconto dell’esodo degli Italiani d’Istria, Fiume e Dalmazia, a partire dal magazzino 18 del Porto di Trieste, dove i beni degli esuli venivano stipati e spesso abbandonati. Una storia di commozione e disonore, che è stata anche contestata da chi non vorrebbe fosse ricordata. Nello stesso giorno, il Riccardo III di e con Michele Sinisi del Teatro Minimo – in scena nel Teatrino di S. Francesco fino al 29 agosto – propone, attraverso la magia dell’eroe shakespeariano, un’altra personale riflessione su storia e crudeltà.

La ricchezza di spunti del Festival – dall’impronta raffinata e popolare nello stesso tempo, sempre premiato da una grande affluenza del pubblico – dipende anche dall’intreccio, proprio come nei Tapis Magiques di Chevalier, dei fili colorati delle scelte dei tre direttori artistici.

Riccardo Carbutti (internazionale e nuove tecnologie) da sempre privilegia gli inviti a realtà straniere. Per il 2014 presenta quattro prime assolute per l’Italia, di cui due condivise con il network Finestate Festival. Questa sezione gioca sulla doppia polarità dell’ideazione pittorica digitale (oltre a Tapis Magiques, lo spettacolo Hakanaï – venerdì 29 e sabato 30 agosto – gioca con la computer grafica e con la danza haiku creando immagini oniriche, diventate il logo del festival 2014) e della partecipazione-gioco con il pubblico, come nel caso di Please, continue (Hamlet), domenica 24 agosto, dove ad un’autentica corte di giustizia (giudici e avvocati del Foro di Trani) gli autori Yan Duveydank Roger Bernat consegnano il destino dello spettacolo. O come in We Are Still Watching (WASW) dove la compagnia franco-olandese di Ivana Müller induce un gruppo di spettatori a scrivere e interpretare all’impronta una pièce totalmente sconosciuta (lunedì 25 e martedì 26 agosto).

Antonella Papeo (nuova drammaturgia) continua il suo percorso attraverso le più originali e affermate realtà italiane (di cui alcune hanno cominciato il loro cammino al Festival Castel dei Mondi) come l’emozionante Pinocchio di Valeria Raimondi e Enrico Castellani dei Babilonia -domenica 24 agosto – dove la storia del celebre burattino è lo spunto per un incontro con un mondo alieno, quello delle persone uscite dal coma o la creazione della storica compagnia Kismet con la regia e l’interpretazione di Teresa Ludovico per un testo “d’amore e di rabbia” del drammaturgo Antonio Tarantino (Namurmercoledì 27 agosto) e infine l’elettrizzante incrocio tra l’interpretazione e la regia di Arturo Cirillo con un testo-capolavoro di Giuseppe Patroni GriffiScende giù per Toledo (“e va di fretta Rosalina Sprint…”) coprodotto da Napoli Teatro Festival e dal Teatro delle Marche. Oltre alle compagnie più note, questo settore dà spazio ad autentiche (e vagamente “pericolose”) scoperte, come Homicide House, novità assoluta di Emanuele Aldrovandi, per la regia di Marco Maccieri, testo vincitore del Premio Riccione-Pier Vittorio Tondelli (in scena martedì 26 agosto)o Morsi a Vuoto di e con Francesco D’Amore e Luciana Maniaci per la regia di Filippo Renda (e come poteva chiamarsi la compagnia se non Maniaci d’Amore Teatro?), coprodotto con il Festival delle Colline Torinesi, o ancora il vitalistico Mio figlio era come un padre per me di e con Marta Dalla Via e Fratelli, spettacolo vincitore del Premio Scenario 2013 e del Premio Hystrio Castel dei Mondi. Per chiudere, domenica 31 agosto, con l’emozionante testimonianza di Danio Manfredini in Vocazione.

E a completare questo quadro variegato arriva l’entusiasmo dei concerti musicali, dal tono a volte leggero e a volte impegnato ma sempre pieno di energia. E’ la sezione degli appuntamenti proposti da Mario De Vivo (sezione Off,ovvero non inquadrabile in generi codificati), con i suoi artisti internazionali come Hannah Williams and the Tastemakers che portano dall’Inghilterra le loro tessiture tra soul e jazz (nella giornata inaugurale del Festival, sabato 23 agosto) e gli artisti italiani che però sono di casa nel mondo, per le collaborazioni e gli ambienti in cui operano: personaggi come Paolo Pallante (che si divide tra chitarra, canto e farmacia, nelle atmosfere del rock progressive e del jazz)concerto unico domenica 24 agosto. O l’appuntamento con Papapeccio/Stefanelli e DaDi Djche – in Ritmi dal Mondo, nella tarda serata di lunedì 25 agosto – giocano con la storia dei ritmi e delle percussioni di tutti i continenti, per poi creare un concerto interattivo insieme al pubblico. Si passa poi dallo spartito suonato dagli strumenti alla musicalità della voce umana nella lettura di Angelo Mellone con il suo Meridione a Rotaia, dove la musica occorre immaginarla e comporla con lo stridore dei treni, le chiacchiere degli emigranti in partenza e in arrivo, i sentimenti gridati degli addii e dei ritorni (martedì 26 agosto). La sezione è completata da un concerto dove la voce straordinaria di Karima canta le canzoni di Burt Bacharach (mercoledì 27 agosto) e il reggae con venature di Puglia Sounds di Mama Marjas, che terrà il suo concerto in un orario insolito ma amato dai giovani, alle 11.30 di giovedì 28 agosto nell’Officina San Domenico, ex postazione per le riparazioni meccaniche trasformata di sala di registrazione e luogo d’incontro per artisti e pubblico. Mentre Reality della giovanissima compagnia teatrale La Ballata dei Lenna, mette in scena (al Chiostro di S. Francesco) il disagio di una generazione impegnata in primo luogo a lottare contro gli stereotipi che ne imprigionano le reali aspirazioni. Sempre in collaborazione con Puglia Sounds il concerto dei Fabryka, giovane formazione che gioca sui diversi registri delle melodie romantiche e delle sonorità acustiche ed elettriche, venerdì 29 agosto alle 23. Le notti musicali del festival si chiuderanno con due serate d’eccezione: sabato 30 agosto, la giovanissima Levante, rivelazione del momento, in vetta alla classifica di Itunes con migliaia di copie vendute in Italia e in venti paesi del mondo e milioni di visite su YouTube; domenica 31 agosto, le voci straordinarie e trascinanti di Ainé e Gegé Telesforo.

Ognuna delle sezioni si completa con occasioni di riflessione e di apprendimento, anche in collaborazione con le attività di formazione regionale. Martedì 26 agosto si tiene l’incontro Drammaturgie vive, due generazioni di scritture a confronto con Antonio Tarantino e Emanuele Aldrovandi, mentre Luca De Gennaro – responsabile di MTV a livello internazionale, giornalista e critico musicale per le maggiori testate nazionali – terrà due lezioni sul tema Dall’invenzione dei giovani all’esplosione degli stili: la musica degli anni ’60 e ’70 (venerdì29 agosto) e “La musica che si vede: gli anni ’80 e ‘90” (sabato 30 agosto). Nello stesso giorno, si terrà il seminario internazionale Il Lighting Design per lo spettacolo: la formazione in Puglia, con l’intervento di esperti da Gran Bretagna, USA e Italia.

La presentazione del Festival alla città di Andria sarà segnata da una curiosa riflessione sulle radici dell’identità e del nome della rassegna, con la presentazione del libro di Massimiliano Ambruoso – prefazione di Franco Cardini – Castel del Monte, manuale di sopravvivenza, dedicato a quel luogo-simbolo per sfatarne leggende e miti all’insegna di una ricerca storica rigorosa e non per questo meno appassionata. Appuntamento sabato 19 luglio all’Officina San Domenico, e da lì tutto ha inizio.

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