La menta sul pavimento

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fotoCreazione e interpretazione Elisabetta di Terlizzi, Francesco Manenti

Disegno luci Mara Cugusi

Musiche originali Michele Zanni

Riprese video e scenografia Elisabetta di Terlizzi, Francesco Manenti

Realizzazione montaggio video-musiche Emanuel Rosenberg, Francesco Manenti, Riccardo Palmieri

Consulenza artistica Giorgio Rossi

Collaborazione artistica Riccardo Palmieri

Co-produzione Lo sguardo dell’altro – Sosta Palmizi artisti associati 2010 – Arci Aur-Ora – Rete Aretina 2011

Con il sostegno di Teatro di Castiglion Fiorentino – La Corte Ospitale

Genere: Teatro-danza

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Dal 23 al 26 Aprile, il Teatro della Contraddizione ospita lo spettacolo La Menta sul Pavimento della Compagnia Progetto Brockenhaus, confermando un rapporto di collaborazione artistica avviato nel contesto del Festival ExPolis (Teatro della Contraddizione, Maggio 2014).

Attraverso l’integrazione di linguaggi artistici differenti – dalla danza al teatro, dalla video-proiezione alla pittura – Elisabetta di Terlizzi e Francesco Manenti portano in scena una riflessione sul rapporto tra mondo degli adulti e mondo dell’infanzia, facendoci immergere in una realtà fatta di ambiguità e immagini grottesche, di marionette e comiche gravidanze, di corpi capovolti e piccoli uomini imbavagliati. Un gioco sospeso tra i due mondi (come il gioco di parole del titolo vuole suggerire) che diviene via via sempre più poetico e drammatico nell’impellente necessità di trovare una risposta ad un quesito importante: quale sarà il futuro dei nostri bambini?

Questo spettacolo prende ispirazione da un episodio accaduto qualche anno fa. Durante la diretta di un programma televisivo, venne posta al senatore Giulio Andreotti una domanda: quale sarà il futuro dei nostri bambini? Lui, colto da un malore, non riuscì a rispondere. E noi abbiamo pensato che, forse, la risposta non ci sarebbe stata comunque. Così abbiamo elaborato, in questo spettacolo, la nostra risposta, quello che secondo noi potrebbe e dovrebbe essere il futuro dei bimbi di oggi.” Francesco Manenti

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Questo lavoro, dove pittura, fotografia e video si contaminano, è intimità ed estetismo insieme. Acqua e menta sono dolci, ma il sapore che ci resta è amaro, come la voce assente del presidente, senza risposta.” Giulia Odoardi – Festival Kilowatt 2011

Sinossi

Si abbassa lo sguardo e si entra in un luogo deturpato, abbandonato. All’ingresso ci sono due marionette. Ricordano due bambini in carne ed ossa con le giunture arrugginite e difficoltà di movimento. Sulle loro spalle una pesante cassa di legno.

“Signor presidente quale sarà il futuro dei nostri bambini?”

Il presidente non risponde.

Fiduciosa l’intervistatrice ripropone una e più volte il quesito.

Il presidente vacilla, non riesce a dare una risposta.

Il tempo si ferma.

La domanda diventa inaffrontabile per chi si occupa da troppo tempo delle cose dei grandi. Quali sono i pensieri del presidente? Quali immagini paralizzano il suo corpo? Quali sensazioni?

Il suo silenzio non concede via d’uscita.

Le due marionette rimangono intrappolate nella mente dell’anziano uomo politico, in una realtà grottesca sospesa tra mondo degli adulti e memoria dell’infanzia, alla ricerca di una risposta.

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Note degli autori

La politica di questo tempo. Grigio è il triste mondo, dove i colori svaniscono, come l’ispirazione, brillano e sono sepolti. Grigia è la tomba, fortezza da cui nessuno ritorna.” Derek Jarman

Come raccontare il rapporto tra mondo degli adulti e mondo dell’infanzia? Come raccontare il rapporto tra pensiero politico e dualità della natura umana? Come raccontare il dramma di corpi costretti alla cecità da una cultura contemporanea che non trova risposte alle sue contraddizioni e si fa massificante e totalitaria? Il conflitto sociale del nostro tempo, alimentato dalla natura ormai perversa di una politica distante e alle volte ridicolmente misera, è mausoleo per spiriti innocenti. La crisi che tormenta questo periodo storico è anzitutto una crisi dello spirito, una crisi dell’anima, prima di essere una crisi economica. Ma qualcosa confonde. Disturba un livello comprensivo ampio e libero. Non c’è risposta a nulla anche perché non ci sono domande giuste ma solo macerie, simulacri di domande. Strumento del linguaggio proposto è il gesto danzato, il movimento coreografato che dalla azione concreta strappa suggestioni all’astrazione divenendo semantica e metafisica. Nello spazio il corpo che si muove e si trasforma disegna la storia narrata esulando dalla descrittività ed indaga le diafane atmosfere dell’infanzia ricordata da una memoria provocata, indotta. Nella costruzione de La menta sul pavimento la commistione danza, video- proiezione, teatro cerca l’esposizione e la traslazione delle tematiche prese in esame attraverso l’unione di poetiche differenti, alle volte in conflitto tra di loro, con l’obiettivo di creare uno spettacolo dove esse, riunite ed esplorate, possano generare “una nuova” che ne sia matrice. Danza, Teatro, Video e Pittura si confrontano impegnati in un immaginifico dialogo che da un territorio comune si snoda prima verso l’una poi verso l’altro, per giungere in territori che si affrancano dalle definizione e dalle etichette. In questo territorio comune il Teatro, nella sua accezione più ampia, torna ad essere unità espressiva dove le sue derivazioni e le sue infinite e possibili varianti trovano forma e contenuto aprendosi ad un pensiero più forte. L’immaginario che si è aperto nella ricerca scorre tra Buster Keaton, le scultore di Hans Bellmer, Pier Paolo Pasolini ed indugia su Dusan Makavejev con una attenzione particolare al personaggio interpretato da Ana Prucnal nel film “Sweet Movie”.

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Progetto Brockenhaus

La compagnia nasce nel 2008 da un incontro dell’anima, da una forte compatibilità professionale e dal desiderio di creare un nuovo gruppo di “teatro del movimento”. I sei danzatori-attori fondatori della compagnia (Elisa Canessa, Federico Dimitri, Elisabetta di Terlizzi, Piera Gianotti, Francesco Manenti, Emanuel Rosenberg) provengono dal mondo della danza, del teatro e del circo. Si sono incontrati grazie alla loro comune passione per il lavoro sul corpo ed insieme hanno dato vita a diverse produzioni compagnia ha creato 3 produzioni originali che hanno partecipato a diversi festival in Svizzera ed in Italia. Collaborano da tempo con alcune tra le più conosciute compagnie di teatro-danza presenti in Svizzera e Italia, tra le quali: Sosta Palmizi, Pantakin da Venezia, Teatro Kismet Opera, Habillé d’eau, Compagnia Enzo Cosimi, Teatro Danz’abile. Dal 2008 Progetto Brockenhaus sono Artisti Associati della Associazione Sosta Palmizi.

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Teatro della Contraddizione

Via della Braida, 6 – Milano

MM3 Porta Romana

Biglietto unico: 15,00 euro (intero), 12,00 euro (ridotto)

Per prenotazioni e informazioni: Tel. 02 5462155 – info@teatrodellacontraddizione.it

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