L’inquilino

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fotoTratto dal romanzo “L’inquilino del terzo piano” di Roland Topor

Traduzione G. Gandini © 2004/2015 RCS Libri S.p.A. / Bompiani

Adattamento e regia Claudio Autelli

Con Alice Conti, Michele di Giacomo, Vincenzo Giordano, Marcello Mocchi

Scene e costumi Maria Paola Di Francesco

Luci Giuliano Bottacin

Suono Fabio Cinicola

in residenza al Teatro del Cerchio di Parma

Produzione LAB121 in co-produzione con Campania dei Festival

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Il 22 e il 23 giugno 2015 la compagnia LAB121 debutta in prima assoluta al Fringe Festival di Napoli 2015 con L’inquilino tratto dal romanzo “L’inquilino del terzo piano” di Roland Topor, nella meravigliosa cornice medievale di Castel Sant’Elmo.

La compagnia LAB121 con il precedente spettacolo L’insonne lo scorso maggio vince il Premio In-Box 2015.

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Note di regia

Trelkovsky è un uomo qualunque. Un giorno decide di prendere in affitto l’appartamento nel condominio del signor Zy, accettando le rigide regole imposte per un buon vicinato.

Finisce così per ritrovarsi negli ingranaggi di una macchina infernale che lo vede protagonista di misteriose macchinazioni ai suoi danni da parte della comunità del condominio stesso.

Egli ritiene di essere spinto a prendere il posto della precedente inquilina suicida proprio in quello stesso appartamento dove ora si trova ad abitare.

Trelkovsky è convinto che i suoi vicini vogliano trasformarlo nella povera Signorina Choule…

L’inquilino del terzo piano” è il risultato letterario di Roland Topor come appartenente al movimento “Panico” da lui fondato negli anni sessanta insieme ad Alejandro Jodorwskj e Fernando Arrabal.

Il movimento mirava a indagare le energie più scure e destabilizzanti per liberare la fantasia e ritrovare un respiro con il presente. Certe atmosfere di Topor, non a caso, potrebbero essere considerate visioni kafkiane.

Il suo protagonista, il Signor Trelkowsky, è lo sguardo attraverso il quale indaghiamo la paura per il presente, per le piccole meschinerie in cui ci troviamo ad imbatterci tutti i giorni, un sentimento atavico di vergogna che non ci ha mai abbandonato dai tempi dell’infanzia.

Rotto ogni patto sociale, il mondo delle relazioni umane è visto come un campo di conquista tra uomini regrediti ad animali che perseguono i loro interessi in virtù del bisogno di sopravvivere nella giungla della città.

Il condominio che fa da sfondo alla storia di Trelkovsky si erge a microcosmo esemplificativo di una paradigma più ampio che abbraccia l’intera società.

In esso, ogni appartamento risulta essere il fortino dove rifugiarsi, dove difendersi in attesa dell’occasione giusta per poter sferrare a propria volta un attacco al vicino molesto

Il mondo raccontato in questa storia è visto attraverso la distorsione di una mente fragile, che piano piano si perde nei propri incubi, e si rifugia nel delirio di una persecuzione dagli esiti tragici.

Con una forte dose di nera ironia l’autore ci accompagna nel naufragio di questo personaggio cogliendone le riflessioni personali nelle quali è impossibile non rintracciare quelle stesse inquietudini che colgono l’uomo moderno alle prese con una lotta per la sopravvivenza in un contesto storico che vede la parte della società deputata alla condivisione di comuni valori di solidarietà e condivisione, sempre più ritirarsi difronte l’imperativo produttivo che chiede standard personali sempre più proibitivi.

Il progetto di trasposizione teatrale di questo romanzo sottolinea l’approccio psicanalitico della storia di Trelkovsky. Lo spazio del suo appartamento è uno spazio claustrofobico a metà tra il fortino in cui difendersi e la prigione da cui è impossibile fuggire.

Le relazioni tra i personaggi sembrano votate a ogni forma di mercificio. L’anima non abita più questo mondo. Tutto è messo in vendita, è possibilità di baratto, inganno o momentaneo patto di alleanza contro un comune nemico.

In questo mondo vige soltanto la legge del più forte.

Il racconto è visto attraverso gli occhi e le riflessioni del protagonista.

Lo spazio che accoglie l’incontro con gli abitanti del condominio è la sua stanza.

Questa stanza è circondata da porte, punti di accesso per la mente del protagonista. Concretizzazioni delle sue paure.

Le azioni e le immagini indagate privilegiano non la narrazione dei fatti ma lo stato d’animo di Trelkovsky progressivamente sempre più in balia delle proprie ossessioni.

La successione degli episodi segue la logica delle inquietudini di una mente aggredita dai conflitti che la vita le pone davanti.

Il velo della vergogna filtra la realtà. Il ricordo delle angherie subite tornano a disturbare Trelkovsky. Gli incontri con gli inquilini sono una battaglia interiore con le proprie paure, il modo che ha la nostra mente di stanare le nostre menzogne.

Queste figure entrano e giocano con l’inquilino, come il gattto col topo. Poi scompaiono, sembrano dargli tregua, talvolta sembra entri una figura amica, la possibilità di un rifugio, ma è solo la quiete prima della tempesta, come i movimenti del pensiero, i repentini cambi di umore, il

sopravenire di un dubbio, la realtà muta in un abisso che si apre sotto i propri piedi facendoci precipitare al suo interno, facendoci precipitare dal nostro appartamento…

Claudio Autelli

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LAB121 è un’associazione culturale con sede a Milano, nasce nel 2010, ed è un ente indipendente che si occupa di produzione, formazione teatrale e creazione di eventi in sinergia con altre realtà e associazioni culturali. La direzione artistica è affidata al regista Claudio Autelli.


Il progetto artistico dell’associazione rappresenta lo sviluppo del lavoro artistico personale del regista Claudio Autelli, che già ha collaborato per diversi anni con realtà come, Teatro Litta di Milano, CRT Centro di Ricerca per il Teatro, Fondazione Pontedera Teatro, Teatro Fraschini di Pavia. L’associazione nel 2012 ha partecipato alla co-produzione di Romeo e Giulietta per la regia di Claudio Autelli tra Fondazione Pontedera Teatro e Teatro Litta Stabile d’Innovazione di Milano.
 Nel 2013/14 ha co-prodotto con CRT – Milano, Triennale –Teatro dell’Arte, L’insonne, progetto artistico a partire dall’opera letteraria della scrittrice ungherese Agota Kristof, spettacolo che nel maggio 2015 vince il Premio In-Box.

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BIGLIETTERIA CENTRALE E INFOPOINT:

TEATRO MERCADANTE

Piazza Municipio, Napoli

da lunedì a sabato: 10.00 – 18.00

domenica: 10.00 – 14.00

mail: promozione@napoliteatrofestival.it

tel: 3443833491

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