Tre movimenti di luce (Rumore, Tremore, Fulgore)

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Foto di S. Ridolfi
Foto di S. Ridolfi

Un viaggio scenico sensoriale nella Commedia di

Dante Alighieri

ideazione, regia, scene, luci Giancarlo Cauteruccio

musiche Gianluca Verlingieri

dramaturg Andrea Cortellessa

canto e azione Chiara De Palo

percussioni Lorenzo D’Attoma

voce recitante Giancarlo Cauteruccio

voce off Monica Bauco

regista collaboratore Massimo Bevilacqua

costumi Frida Schneider

78° Maggio Musicale Fiorentino

PRIMA ESECUZIONE ASSOLUTA

una coproduzione Fondazione Teatro del Maggio Musicale Fiorentino – Teatro Studio Krypton

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Su invito della direzione artistica del Maggio Musicale Fiorentino, per la sua 78a edizione, Giancarlo Cauteruccio è stato chiamato a misurarsi con la Commedia di Dante seguendo le direttrici-guida del suo visionario percorso artistico e concettuale: il poema sacro come Epopea del Corpo e della Luce. Il progetto si articola in tre movimenti d’immagini, suoni e luce: Rumore/Inferno, Tremore/Purgatorio, Fulgore/Paradiso. La nuova architettura dell’Opera di Firenze diventa a sua volta protagonista, invitando gli spettatori ad attraversare i luoghi più segreti, gli anditi in ombra della grande costruzione.

Da tempo Cauteruccio lavora a un suo percorso che mette a confronto il teatro di prosa con l’opera musicale contemporanea, percorrendo diverse possibilità di relazione tra scene in prosa e strutture sonore di grande “presenza”, così realizzando una serie di luminose architetture ideali. Al recente Eneide di Krypton – un nuovo canto non poteva che far seguito l’erede diretto del viaggio virgiliano, il «poema sacro al quale ha posto mano e cielo e terra» (come lo definisce, senza modestia, lo stesso Dante). Come l’Eneide e come la Commedia (ma anche come i Canti Orfici di Dino Campana, messi in scena lo scorso anno al Teatro Studio di Scandicci, che a loro volta celebravano la «poesia di movimento» di Dante), anche Tre movimenti di luce è un viaggio: un viaggio sensoriale all’interno della struttura architettonica del nuovo teatro Opera di Firenze. Un viaggio che si svilupperà in tre luoghi diversi e in diverso senso “preliminari”, che deliberatamente escludono il palcoscenico: dalla selva oscura dei sotterranei infernali alla spera supprema della cavea paradisiaca, passando per le penombre e i chiaroscuri di un allusivo purgatorio-sala prove. In questi ambienti teatralmente “non giurisdizionali”, il lavoro si presenterà come un’esperienza sensoriale: percezioni, parole e musica infonderanno in ciascuno spettatore la condizione del Dante personaggio, sino a farlo rispecchiare in quella del Dante poeta. Il quale – come indica Andrea Cortellessa, dramaturg del progetto – alla fine del viaggio, proprio come il suo Ulisse, non potrà far altro che iniziarlo di nuovo.

Le parole dell’opera fanno direttamente appello a corpi, al sistema nervoso degli spettatori, mentre la sostanza poetica del poema viene tradotta in immagini e musica, in luci e suoni. Viene così seguito quello che è un indirizzo preciso del poema, che per un terzo è ambientato nella tenebra fonda della carne e per un altro terzo nella luce accecante della beatitudine: l’Epopea della Luce, nelle sue mille inclinazioni e infinite rifrazioni, imprime al simbolismo ottico un rilievo, oltre che strutturale e narrativo, sempre psichico e morale, soggettivo e universale. Luci e ombre si alternano e si fondono nella scena chiaroscurale del Purgatorio: l’unica cantica in cui abbia corso la dimensione squisitamente umana del tempo che passa.

Il disegno di Cauteruccio si avvale della composizione musicale originale del M° Gianluca Verlingieri, uno dei compositori più interessanti del panorama musicale contemporaneo, che considerando l’acustica specifica dei luoghi prescelti ha creato un vero e proprio viaggio sonoro all’interno della Commedia attraverso vari livelli, non solo dalla cupezza dei registri gravi all’apertura di quelli acuti ma anche dal fonema alla parola cantata, dalla vibrazione aperiodica a quella periodica, dal rumore ai suoni armonici; della straordinaria, “metamorfica” voce della cantante italo-inglese Chiara De Palo, dall’estensione vocale perturbante; e del virtuosismo strumentale del M° Lorenzo D’Attoma, primo percussionista dell’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, i cui suoni sono particolarmente idonei a questo itinerario sonoro. Lo stesso Cauteruccio presterà all’ambiente sonoro la sua voce, immergendola nella partitura dell’opera attraverso i versi danteschi selezionati da Andrea Cortellessa e recitati nella lingua calabrese delle sue origini, lingua che spesso affiora nell’opera del regista come sua profonda, radicale necessità esistenziale. Un idioma corporale che incarna la sua stessa partecipazione, in prima persona, a questa esperienza. Una lingua arcaica e insieme inaudita, originaria e visionaria: proprio come le immagini che si dispiegano nella Commedia.

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10 giugno 2015 ore 23.00

11 giugno 2015 ore 21.00 e ore 23.00

12 giugno 2015 ore 23.00

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la visione dello spettacolo è in piedi

settore unico 20.00 euro

Info e biglietteria http://www.operadifirenze.it/biglietti-78-mmf/

Opera di Firenze

Maggio Musicale Fiorentino

Piazzale Vittorio Gui, 1 – Firenze

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