Teatro dell’Aquila: ecco la nuova stagione 2015/2016

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Foto di Bepi Caroli
Foto di Bepi Caroli

Il meglio della scena teatrale nazionale e internazionale è offerto dalla stagione di prosa 2015/2016 del Teatro dell’Aquila promossa dal Comune di Fermo in collaborazione con l’AMAT e con il contributo di Regione Marche e Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo. Beniamini del pubblico, maestri della scena, testi classici, commedie e nuovi linguaggi sono i protagonisti di un ricco cartellone che si compone di otto spettacoli per undici rappresentazioni da novembre a maggio.

Il sipario si apre martedì 10 e mercoledì 11 novembre su Father and son. Inventiva sfrenata, comicità, brutalità, moralità sono gli ingredienti di un irresistibile soliloquio che permettono a Claudio Bisio – diretto da Giorgio Gallione – di confrontarsi con un testo di grande forza emotiva e teatrale, comica ed etica al tempo stesso che racconta il rapporto padre/figlio radiografato senza pudori e con un linguaggio in continua oscillazione tra l’ironico e il doloroso, tra il comico e il tragico.

”Erano almeno dieci anni che stavo dietro a questo spettacolo. È uno dei pochi che a Londra mi hanno sempre fatto uscire dal teatro con le lacrime agli occhi”. Massimo Romeo Piparo parla così di Billy Elliot, il musical tratto dal film del 2000 di Stephen Daldry, di cui firma la regia e l’adattamento italiano, in scena al Teatro dell’Aquila il 17 e 18 novembre. Ambientata nell’Inghilterra bigotta dell’era Thatcher, delle fabbriche che chiudono e dei lavoratori in rivolta, la storia racconta di un ragazzino di 11 anni, figlio di un minatore, che a dispetto di usi e imposizioni ai guantoni da pugile preferisce le scarpette da ballo. La sua passione e la voglia di farcela saranno più forti di ogni imposizione, così come l’amicizia tra adolescenti che supererà ogni discriminazione di orientamento sessuale.

Simona Izzo e Ricky Tognazzi sono i protagonisti domenica 24 gennaio della commedia Figli, mariti, amanti…, considerazioni amare e comiche sulle difficoltà della vita di coppia. Due relazioni – una coniugale, l’altra estemporanea – si fondono in una girandola di malintesi e permalosità sino a ricomporre il paesaggio di una nuova armonia. Considerazioni amare e irresistibilmente comiche tentano di raccontare l’impossibilità di essere contemporanei alla propria età e di accettare il cambiamento di marcia.

“Perché scegliere di fare Gabbiano?” si domanda Carmelo Rifici regista del Gabbiano in scena il 27 febbraio con una nutrita compagnia di attori formata da Giovanni Crippa, Ruggero Dondi, Zeno Gabaglio, Mariangela Granelli, Igor Horvat, Emiliano Masala, Maria Pilar Pérez Aspa, Giorgia Senesi, Anahi Traversi. “È la domanda che continuo a farmi, alla quale non ho risposta – prosegue il regista – almeno non una. Intanto è un classico e questo mi permette di lavorare sulla memoria di un testo che ho sempre amato. In secondo luogo mi viene da dire che Gabbiano parla di cose che tutti sanno: di rapporti familiari, di conflitti e di delusioni, senza averne consapevolezza. “Čechov è talmente semplice che fa paura”, diceva Gor’kij. Gabbiano è veramente un testo misterioso, ci mostra un’umanità, una famiglia che non riesce mai ad essere sincera e che, per riuscire a convivere, deve continuamente mentire e immaginarsi di essere qualcosa che non è”.

Il 29 marzo Giulio Scarpati e Valeria Solarino sono i protagonisti di Una giornata particolare. “Abbiamo deciso di mettere in scena Una giornata particolare – afferma la regista Nora Venturini – superando timori e scrupoli verso il capolavoro cinematografico originale, perché a ben guardarla la sceneggiatura di Scola e Maccari nasconde una commedia perfetta. Un ambiente chiuso, due grandi protagonisti, due storie umane che si incontrano in uno spazio comune in cui sono “obbligati” a restare, prigionieri. Fuori il mondo, la Storia, di cui ci arriva l’eco dalla radio. Un grande evento che fa da sfondo a due piccole storie personali, in una giornata che sarà particolare per tutti”.

Con Enrico IV in programma il 9 aprile Franco Branciaroli dopo le recenti prove di Il teatrante, Servo di scena e Don Chisciotte, per la prima volta alle prese con un testo pirandelliano, prosegue il proprio percorso di esplorazione dei grandi personaggi del teatro scegliendo il dramma in 3 atti scritto nel 1921. Considerato il capolavoro teatrale di Pirandello insieme a Sei personaggi in cerca di autore, Enrico IV è uno studio sul significato della pazzia e sul tema caro all’autore del rapporto, complesso e alla fine inestricabile, tra personaggio e uomo, finzione e verità.

Un appuntamento esclusivo – in prima ed esclusiva regionale – conclude il 6 e 7 maggio la stagione in abbonamento. A distanza di trent’anni dal suo Mahabharata, opera memorabile e monumentale, il maestro della scena internazionale Peter Brook, una delle grandi figure del teatro contemporaneo, torna sul palcoscenico con Battlefield, il celebre poema epico indiano, uno dei testi fondamentali della religione induista. Nel 1985 la sua messinscena sconvolse il Festival di Avignone, oggi con Battlefield – cofirmato nella regia con Marie-Hélène Estienne – Brook prova a far rivivere una storia di violenza e rimorso che interroga il nostro tempo e riflette i conflitti che straziano il nostro mondo. Non un semplice racconto, ma una guerra di sterminio che si consuma tra fazioni della stessa famiglia dei Bharata. Una storia universale che ci insegna ancora, inaspettatamente, ad aprire gli occhi di fronte alle realtà che la vita ci presenta.

Un appuntamento fuori abbonamento impreziosisce la stagione. Il 20 aprile Virginia Raffaele fa vivere in teatro con Performance le sue maschere più popolari: Ornella Vanoni, Belen Rodriguez, il Ministro Boschi, la criminologa Bruzzone e tante altre ancora. Donne molto diverse tra loro, che tra arte, spettacolo, potere e politica sintetizzano alcune delle ossessioni ricorrenti della società contemporanea: la vanità, la scaltrezza, la voglia di affermazione e, forse, la scarsa coscienza di sé. Il tutto raccontato attraverso la lente deformante e irriverente dell’ironia e della satira, tipici elementi che compongono lo stile di Virginia Raffaele.

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Per informazioni: biglietteria Teatro dell’Aquila 0734 284295, AMAT 071 2072439.

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