Teatro Astra (Vicenza): ecco la nuova stagione 2015/2016

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Foto di Adriano Ferrara
Foto di Adriano Ferrara

Animale totemico, ancestrale, simbolico, da sempre il lupo è oggetto di venerazione e insieme di persecuzione. In realtà è un predatore con uno spirito di adattamento formidabile: un ottimo esempio di quella che oggi si chiama resilienza. Insieme a caprioli, cornacchie e cinghiali, si dice che oggi sia alle porte delle nostre città: “a ricordarci –citando lo scultore vicentino Alberto Salvetti – che anche noi, per quanto spesso ce ne dimentichiamo, siamo natura”. Il che significa, esseri umani in tutte le meravigliose varianti che la natura stessa è in grado di generare, immersi nel flusso di quel perpetuo divenire che ci lega a ogni altra forma di vita. Per questo, dopo i pesci capaci di camminare della scorsa stagione, è un uomo lupo a farsi portavoce dell’umanità rappresentata da “Terrestri 15/16”, la nuova stagione del contemporaneo al Teatro Astra di Vicenza.

Il progetto è curato dal Centro di Produzione Teatrale La Piccionaia per il Comune di Vicenza, con il sostegno di Ministero dei Beni Culturali, Regione Veneto, Provincia di Vicenza, Circuito Teatrale Arteven e Askoll.

“Terrestri 2015-2016” è stata presentata oggi a palazzo Trissino dal vicesindaco e assessore alla crescita Jacopo Bulgarini d’Elci e, per La Piccionaia Centro di Produzione Teatrale, dal direttore generale Pierluigi Cecchin e da Nina Zanotelli, direttore organizzativo e curatore della stagione insieme a Sergio Meggiolan.

“La qualità e il valore che ancora una volta viene proposto da Piccionaia con la programmazione della nuova stagione è la dimostrazione tangibile del motivo per cui la compagnia teatrale vicentina, che si dedica in particolare al contemporaneo, sia la maggiore destinataria dei nostri contributi dopo il Teatro Comunale – ha dichiarato il vicesindaco e assessore alla crescita Jacopo Bulgarini d’Elci -. E’ evidente la crescita qualitativa costante testimoniata dalla presenza sul palco di un mix di artisti e autori diversi tra loro ma tutti di grande valore. Inoltre il programma si arricchisce di residenze e workshop. Questa stagione ha un ulteriore importante significato: spettatori e artisti entreranno in un teatro rinnovato dopo i recenti lavori eseguiti dall’assessorato alla cura urbana come manutenzione indispensabile alla struttura che porta i segni dei suoi 40 anni di vita”.

“Cinque prime regionali, una prima nazionale, due residenze, due appuntamenti per l’anno shakespeariano: sono tanti e buoni i motivi per seguire la nuova stagione di Terrestri – spiega Nina Zanotelli -. Oltre, naturalmente, al progetto Classico Contemporaneo, che torna ad incrociare la programmazione con tematiche che ci inseguono fin dall’antichità con immutata attualità e che saranno elaborate dagli artisti coinvolti attraverso i linguaggi del contemporaneo. Filo rosso di tutto il percorso, la multiforme varietà dell’essere umano, in un’esplorazione condivisa dagli artisti che hanno scelto di compiere questo viaggio con noi”.

“Sarà un Teatro Astra rinnovato – aggiunge Pierluigi Cecchin – quello che verrà inaugurato con Terrestri 15/16, a conclusione dei lavori di ristrutturazione che lo hanno interessato negli ultimi mesi. Un intervento importante che, assieme agli appuntamenti che abbiamo in serbo per il pubblico vicentino, accompagnerà l’apertura di una stagione che ci proietta verso il futuro”.

Un cartellone di 9 spettacoli, che dal 13 novembre al 9 aprile vedrà una rosa di artisti di primo piano della scena nazionale – grandi nomi come Antonio Rezza, Ascanio Celestini, Babilonia Teatri e Motus, insieme a giovani talenti come Stefano Scandaletti, Francesca Pennini e Dewey Dell – alternarsi sul palcoscenico cittadino per presentare i loro ultimi lavori. Ad incrociare questa programmazione, torna per il secondo anno “Classico contemporaneo”, il progetto di studio e incursione della classicità nella città contemporanea, che si svilupperà con due spettacoli e altrettante residenze artistiche. Un progetto che vede classico e contemporaneo indissolubilmente intrecciati: perché, se è vero che un classico non esaurisce mai quanto ha da dire, è altrettanto vero che la sua valorizzazione si proietta verso il futuro quando è in grado di aprire nuove visioni e generare nuovi gesti. Così, all’interno di una comunità, il teatro si alimenta alla fonte del classico e al tempo stesso chiede una continua rigenerazione dei canoni di riferimento, affinché lo spettatore possa riconoscersi in esso.

Ad aprire il cartellone, il 13 novembre, tre regine della scena nazionale: Giuliana Musso, Antonella Questa e Marta Cuscunà con il loro “Wonder woman”, un racconto (solo a tratti) fumettistico che con le armi del teatro d’indagine e dell’ironia esplora il tema dell’indipendenza economica femminile. A seguire, il 26 novembre torna all’Astra Motus, una tra le maggiori compagnie di teatro di ricerca non solo italiano, con il nuovissimo“MDLSX”, in cui l’attrice-icona Silvia Calderoni affronta un viaggio teatrale sull’esplorazione dei confini: un inno lisergico e solitario alla libertà di divenire, per una performance che tende alla fuoriuscita dalle categorie e che oscilla tra fiction e realtà, tra brandelli autobiografici ed evocazioni letterarie tratte dal caleidoscopico universo dei manifesti queer. Sarà invece affidato alla dirompente formazione dei Babilonia Teatri l’avvio del progetto “Classico contemporaneo”, che inaugurerà al contempo una carrellata di “prime”. La compagnia veronese che ha rivoluzionato la sintassi del contemporaneo in Italia presenterà infatti in prima regionale l’11 dicembre il suo “inferno”, nato dall’incontro con il Laboratorio-Scuola/Compagnia Zero Favole: uno spettacolo che vede in scena attori-non attori e racconta il mondo delle persone con disabilità, facendo esplodere il loro bisogno di esserci, di gridare con rabbia e con calma, con ironia e con gioia la loro fame di vita e la loro imperturbabile determinazione nel raccontarsi. A seguire, venerdì 29 gennaio la compagnia Indigena Teatro, capofila tra i giovani talenti in cartellone, sarà all’Astra con la prima regionale di “Troilo e Cressida”, per la regia di Stefano Scandaletti: riscrittura di una tra le opere meno rappresentate ma più moderne di Shakespeare, ambientata durante un conflitto aspro e infinito, la guerra di Troia, i cui eroi diventano qui metafora di una riflessione contemporanea sul rapporto dei giovani con il loro presente. Uno spettacolo che non a caso aprirà la programmazione del nuovo anno: nel 2016 infatti si celebrerà il quattrocentenario della morte di quello che è stato il più grande drammaturgo della cultura occidentale. Non ha bisogno di presentazioni Ascanio Celestini, uno dei più amati protagonisti della scena nazionale, che il 13 febbraio con il suo “Laika” (prima regionale) ci porterà in un monolocale di periferia affacciato su un parcheggio, dove abita un improbabile Gesù coadiuvato da un infaticabile Pietro: un racconto sul crollo delle ideologie che erode anche le religioni. Il 28 febbraio sarà la volta di una prima nazionale: quella dei Fratelli Dalla Via con il dissacrante abbecedario di “Drammatica elementare”: un esperimento di ludo-linguistica fatto di enigmi e tautogrammi, al servizio di una favola scolastica sul potere delle parole, che ha l’obiettivo di viaggiare dentro l’evoluzione del lessico ed esaltarne la forza ritmica e contenutistica. L’11 marzo, per la prima volta a Vicenza, saliranno sul palco dell’Astra i giovanissimi Dewey Dell – al secolo Agata, Demetrio, Teodora Castellucci ed Eugenio Resta – figli d’arte della Societas Raffaello Sanzio. La loro nuova, fantascientifica creazione, “Marzo”, nasce dall’incontro con due artisti giapponesi, il fumettista e artista visivo Yuichi Yokoyama e il drammaturgo e direttore teatrale Kuro Tanino ed è un racconto per immagini che si nutre della tradizione artistica antica e contemporanea del lontano Oriente, in uno scenario post-atomico dentro ad un immaginario manga. A seguire, il genio irriverente del duo Rezza/Mastrella, che da più di venticinque anni distruggono le regole della sintassi teatrale: la loro nuova, dissacrante satira della società contemporanea, “Anelante”, andrà in scena in prima regionale sabato 19 marzo

Chiude il cartellone, sabato 9 aprile, il Collettivo Cinetico con “Amleto”, secondo appuntamento di “Classico Contemporaneo”. Attraverso una drammaturgia brillante, la formazione guidata dalla giovane e premiatissima coreografa e danzatrice Francesca Pennini metterà in scena una sorprendete audizione per il ruolo del protagonista della tragedia shakespeariana, per uno spettacolo che si rivelerà essere un’intelligente sperimentazione di una diversa forma partecipativa all’arte dal vivo.

Ma il progetto non si esaurisce qui. “Terrestri” sarà arricchito da incontri con gli artisti, laboratori (tra cui un percorso sul teatro sociale) e da una serie di iniziative collaterali ideate con alcune tra le realtà più significative del nostro territorio nell’ambito della promozione sociale e nell’innovazione teatrale. “In particolare – spiega Sergio Meggiolan – gli artisti in cartellone si legheranno a due progetti formativi: “Fabbricateatro”, un percorso di laboratori teatrali sul lavoro dell’attore, e “Teatro sociale e di comunità”, che per il secondo anno esplorerà lo strumento del teatro all’interno dei contesti sociali ed educativi”.

Classico contemporaneo” si presenta anch’esso come un progetto articolato su più livelli, per dare ad alcuni degli artisti presenti nel cartellone la possibilità di sviluppare la propria ricerca teatrale e al contempo instaurare un dialogo con la città attraverso prove aperte, workshop, contatti con le scuole e altri soggetti del territorio. In questo ambito, attraverso una residenza artistica i Fratelli Dalla Via realizzeranno la seconda tappa di “Assoluto Inizio”, il progetto sulla lingua di Andrea Pazienza, mentre il Collettivo Cinetico coinvolgerà il pubblico vicentino attraverso una open call per selezionare un gruppo di ragazzi e uomini che parteciperanno in maniera inusuale allo spettacolo programmato all’Astra, interagendo con l’azione scenica.

Gli abbonamenti saranno disponibili dal 13 ottobre, in due diverse formule: all’intera rassegna (intero 100 euro, ridotto 80 euro) e a 5 spettacoli a scelta libera (intero 65 euro, ridotto euro 55). Le tessere saranno prenotabili anche telefonicamente oppure on-line dal sito del Teatro Astra e acquistabili presso l’Ufficio del Teatro Astra (contra’ Barche 55) con i consueti orari: dal martedì al venerdì dalle 9.30 alle 13 e dalle 15 alle 18, e fino al 7 novembre anche il mercoledì pomeriggio fino alle 19 e il sabato mattina dalle 10 alle 13. I biglietti saranno in vendita dal 10 novembre al costo di 15 euro l’intero e 12 euro il ridotto (senza costi di prevendita).

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Informazioni per il pubblico:

Ufficio Teatro Astra

Contra’ Barche 55 – Vicenza

Telefono 0444 323725, info@teatroastra.it, www.teatroastra.it

 

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