Iaia Forte in “Hanno tutti ragione”

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fotoUn parterre di spettatori entusiasti, tra cui tanti nomi del mondo teatrale e letterario italiano, ha applaudito alla prima di mercoledì scorso lo spettacolo di apertura della stagione teatrale del Piccolo Eliseo, che riapre i battenti dopo le burrascose vicende gestionali dell’anno scorso e una ristrutturazione lampo. In scena, Iaia Forte, protagonista e regista di un monologo sui generis, tratto dalla prima parte del romanzo del 2010 di Paolo Sorrentino, Hanno tutti ragione. Chi non ha letto il libro ha forse presente il personaggio di Tony Pisapia nel film Un uomo in più di Sorrentino, interpretato da Tony Servillo. Quel cantante di night club dell’estrema periferia partenopea che tanto ci aveva affascinato nel film rivive nel personaggio di Tony Pagoda, che la camaleontica Iaia Forte interpreta con forte carica sensuale, dosando bene ironia e disperazione. Nel camerino del Radio City Music Hall di New York, dove sta per entrare in scena, Tony si abbandona alla memoria manifestando orgoglio e debolezza allo stesso tempo. Con tracotanza ricorda i successi in scena e le tante avventure avute con donne, ma più o meno inconsciamente rivela anche i retroscena più bassi e disperati della sua vita: l’abuso di cocaina e di alcol, la ricerca continua di sesso mercenario per colmare un viscerale miscuglio di solitudine e sfogo di virilità. La sintassi barocca con incursioni di vocaboli napoletani avviluppa lo spettatore e si fonde con le movenze a volte sinuose a volte spavalde di Tony/Iaia. Prima di entrare in scena lo assalgono umanissimi dubbi e incertezze. Sa che tra il pubblico che lo acclama c’è anche il suo mito, Frank Sinatra, ma dopo lo spettacolo dovrà fare i conti con l’ennesima delusione. Sogni di gloria e realtà decadente si scontrano continuamente nella vita di Tony, un uomo “disperato e vitale” allo stesso tempo, “una creatura così oltre i generi che può essere incarnato anche da una donna”, spiega Iaia Forte. L’attrice, folgorata qualche anno fa dal testo di Sorrentino durante una sua lettura pubblica nel corso del premio Fiesole, ha fatto un lungo lavoro di metamorfosi per incarnare al meglio il personaggio. Non c’è solo un travestimento (pantaloni aderenti, occhiali da sole, camicia rossa e paillettes, un po’ Califano un po’ Fred Bongusto con i capelli tinti e impomatati alla Silvan); Iaia Forte, completamente calata nel personaggio, appare convincente nella postura gradassa, nella voce roca, negli ammiccamenti e nei movimenti pelvici di Tony, mentre racconta le sue avventure con tracotanza e mentre si esibisce in due canzoni di Pasquale Catalano, l’autore delle colonne sonore dei film di Sorrentino, e una di Peppino di Capri. Il pubblico come in un vero concerto è invitato a cantare frasi di “La notte” e “Nun è peccato”. La quarta parete si è rotta e Tony Pagoda ha conquistato nuovi fan.

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