Decamerone. Vizi, virtù, passioni

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Foto di Filippo Manzini
Foto di Filippo Manzini

Personaggi e interpreti:

Panfilo, mastro di brigata: Stefano Accorsi

Filostrato, il fedele: Salvatore Arena

Elissa, la generosa: Silvia Briozzo

Pampinea, la giovine: Fonte Fantasia

Dioneo, lo scaltro: Mariano Nieddu

Fiammetta, l’innamorata: Silvia Ajelli

Adattamento teatrale e regia: Marco Baliani, liberamente tratto da Decamerone di Giovanni Boccaccio

Drammaturgia: Maria Maglietta

Scene e costumi: Carlo Sala

Disegno luci: Luca Barbati

Produzione: Nuovo Teatro diretta da Marco Balsamo

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Una compagnia di teatranti giunge in paese e, nell’attesa che siano pronte le tagliatelle, intrattiene gli astanti col Decamerone, mostrandone l’estrema attualità, quando altri tipi di pestilonze ammorbano il nostro vivere civile. Marco Baliani omaggia così uno dei patrimoni letterari mondiali, andando oltre la finzione teatrale. Il proposito del regista è dimostrare quanto ancora comportamenti incivili di remota stirpe attanaglino l’uomo contemporaneo e come sol il raccontare, rifugiandosi nel mondo altro della risata liberatoria, della burla e dell’amore, costituisca alternativa alla morte, alla corruzione, alla tracotanza degli usurpatori. “Finché c’è una voce che narra siamo ancora vivi”, scrive Baliani ed è proprio questo l’unico modo per ad andare avanti. Ancor di più oggi, quando l’imbarbarimento politico-culturale a cui assistiamo impotenti viene alimentato da poteri occulti più forti di noi, pericolosamente dietro l’angolo d’ogni storia. Le sette novelle scelte sono riscritte con favella d’antica ma comprensibil foggia e ambientate o meno nelle medesime località previste da Boccaccio: Venezia, Salerno, Messina, Bologna, Oristano disegnano una geografia socioculturale popolata da femmine furbe e maschi grulli, da teneri amanti e mariti cornuti. La drammaturgia di Maria Maglietta, al pari dell’adattamento di Baliani, è sensata e coerente.

La brigata è composta dal capocomico, due attori e tre attrici che interpretano più ruoli. Il maestro è Stefano Accorsi, attore noto al pubblico cinematografico, che si dimostra personaggio appassionato e filantropo, spronatore verso alti ideali esistenziali. Salvatore Arena trova il suo momento come Calandrino finto pregno, dove abbandona gli iniziali toni pacati per lanciarsi senza freni nel territorio sconfinato della farsa. A Mariano Nieddu, interprete dalla voce potente e squillante, sono riservate le parti più piccanti. Silvia Briozzo, tra tutti, si ritaglia uno spazio personale: è poliedrica, espressiva nella mimica e possiede un congenito carisma comico che la rendono spassosa Elissa e non solo! Fonte Fantasia, la giovine Pampinea, è anch’essa versata nell’ironia e strappa sovente risate. Silvia Ajelli è l’innamorata Fiammetta, donna scaltra e angelicata.

Carlo Sala riempie lo spazio scenico con uno sgangherato furgoncino, adattato in modi differenti a seconda della novella. I costumi colorati, dal molteplice uso, creati cucendo assieme pezze di tessuti preziosi, rievocano il far da sé delle compagnie girovaghe e risplendono di mille luccichii grazie alle luci sognanti di Luca Barbati, suggerendo un Trecento brillante nella doppia accezione del termine.

Teatro pieno, consensi calorosi del pubblico. La compagnia ha dedicato la recita del 27 novembre al compianto Luca De Filippo.

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