La dodicesima notte

0
255
Condividi TeatriOnline sui Social Network

fotodi William Shakespeare

traduzione di Patrizia Cavalli

regia Carlo Cecchi

con Carlo Cecchi | Daniela Piperno | Vincenzo Ferrera
 | Eugenia Costantini | Dario Iubatti | Barbara Ronchi
 | Remo Stella | Loris Fabiani
 | Federico Brugnone | Davide Giordano
 | Rino Marino | Giuliano Scarpinato

musiche Nicola Piovani

scene Sergio Tramonti

costumi Nanà Cecchi

disegno luci Paolo Manti

musicisti

tastiere e direzione musicale Luigi Lombardi d’Aquino

flauti e chitarra Alessio Mancini

strumenti a percussione Federico Occhiodoro

Produzione MARCHE TEATRO

In collaborazione con TEATRO FRANCO PARENTI

****

Personaggi e interpreti

ORSINO, Duca d’Illiria Remo Stella

VALENTINO, Gentiluomo al servizio del Duca Giuliano Scarpinato

UFFICIALE al servizio del Duca Rino Marino

VIOLA, poi travestita da CESARIO Eugenia Costantini

SEBASTIANO, suo fratello gemello Davide Giordano

CAPITANO della nave naufragata Rino Marino

ANTONIO, altro capitano di mare, amico di Sebastiano Federico Brugnone

OLIVIA, Contessa Barbara Ronchi

MARIA, sua cameriera personale Daniela Piperno

SIR TOBY, zio di Olivia Vincenzo Ferrera

SIR ANDREW, protetto di Sir Toby Loris Fabiani

MALVOLIO, maggiordomo di Olivia Carlo Cecchi

FABIAN, al servizio di Olivia Giuliano Scarpinato

FESTE, buffone di Olivia Dario Iubatti

——–

Carlo Cecchi torna a Shakespeare con La dodicesima notte, una commedia corale fondata sugli equivoci, sugli scambi di identità e di genere. Il testo shakespeariano, esaltato dalla traduzione della poetessa Patrizia Cavalli, dalle musiche di Nicola Piovani, dalla scena di Sergio Tramonti, dai sontuosi costumi di Nanà Cecchi e dalle luci di Paolo Manti, permetterà ancora una volta al regista, anche interprete nelle vesti di Malvolio, di orchestrare un gioco attoriale straordinario, attraverso quella maestria che ha fatto di lui il più moderno tra i grandi registi-interpreti del teatro italiano.

——–

Note di regia

Illiria. Il Duca e la Contessa hanno due tenaci fissazioni: il Duca si è fissato sulla Contessa perché lei non ne vuole sapere; la Contessa si è fissata sul fratello morto, al quale vuole restare fedele per sette anni. Con questi due begli esemplari di nevrosi narcisistica, tutto resterebbe nell’immobilità e addio commedia.

Ma il Destino – e Shakespeare – fanno scoppiare una tempesta: una nave fa naufragio, dal quale si salva una ragazzetta di nome Viola. Nel naufragio ha perduto un fratello. La ragazzetta si trova sperduta in Illiria; ma è piena di risorse (vecchiotte, a dir la verità: Plauto, gli Italiani, già Shakespeare in commedie precedenti) e decide di travestirsi da ragazzo e di diventare il paggio del Duca.

Il Duca lo prende in grande simpatia (il paggio-ragazza si innamora tambur battente di lui) e decide di farlo diventare il suo messaggero d’amore con la Contessa.

La Contessa si innamora subito del paggio e le cose si metterebbero male perché il paggio è una femmina e al tempo di Shakespeare i matrimoni gay, o almeno i pacs, non erano previsti. Ma il Destino e Shakespeare hanno risparmiato il fratello del paggio-ragazza, il quale, essendo suo gemello, è tale e quale alla sorella-fratello.

Così questo fratello scampato al naufragio e inseguito anche lui da un innamorato, si sistema volentieri con la Contessa, che lo prende per il paggio-ragazza di cui si era invaghita.

Si sposano presto presto. Il Duca esplode di gelosia, ma poi chiarito l’equivoco si calma e si prende il paggio-ragazza come futura sposa.

Questo è il plot principale. Ma ce n’è un altro, forse più importante. È un plot comico e si svolge alla corte della Contessa: lo zio ubriacone e l’astuta dama di compagnia; un maggiordomo e un cretino di campagna che spasimano ambedue per la Contessa e non poteva mancare il fool.

Malgrado la sua funzione comica, questo plot ha uno svolgimento più amaro: la follia che percorre la commedia, come in un carnevale dove tutti sono trascinati in un ballo volteggiante, trova il suo capro espiatorio nel più folle dei personaggi: il maggiordomo, un attore comico che aspirava a recitare una parte nobile, quella del Conte Consorte.

L’amore è il tema della commedia; la musica, che come dice il Duca nei primi versi “è il cibo dell’amore” ha una funzione determinante. Non come commento ma come azione.

La scena reinventerà un espace de jeu che permetta, senza nessuna pretesa realistica o illustrativa, il susseguirsi rapido e leggero di questa strana malinconica commedia, perfetta fino al punto di permettersi a volte di rasentare la farsa.

——–

TEATRO ELISEO

Da martedì 8 a domenica 20 marzo 2016

Orario spettacoli: martedì, giovedì venerdì ore 20.00 –sabato ore 16.00 e ore 20.00 – mercoledì e domenica ore 16.00

Biglietteria tel. 06.83510216 |Giorni e orari: da martedì a domenica 9.30 – 19.30

Biglietteria on-line www.teatroeliseo.com e www.vivaticket.it

Call center Vivaticket: 892234

Prezzi da 12 € a 34 €

LEAVE A REPLY