Pink Floyd – La storia e la leggenda

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Foto di Luigi Angelucci
Foto di Luigi Angelucci

Rossini Pop Orchestra

D.N.A. Pink Floyd Tribute Band

Concept e testi Claudio Salvi

Voci recitanti Fabrizio Bartolucci e Giuseppe Esposto

Direttore e arrangiatore Roberto Molinelli

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È un viaggio, più che un concerto. Un viaggio lungo cinquanta anni percorso nello spazio di due ore. La colonna sonora è l’avvertibile, seppur discreto e rispettoso, pathos del pubblico. Le protagoniste hanno guadagnato nel corso del tempo i soprannomi di “Storia” e “Leggenda”: sono le canzoni dei Pink Floyd, il gruppo musicale che ha segnato indelebilmente l’estetica, lo stile, l’ispirazione e le tendenze della musica occidentale nella seconda metà del ‘900.

Scritto e ideato da Claudio Salvi, con gli arrangiamenti del Maestro Roberto Molinelli, Direttore Artistico per l’innovazione dell’Orchestra Sinfonica G. Rossini, “Pink Floyd – La storia, la leggenda”, ripercorre la carriera della band britannica attraverso i loro maggiori successi e la contestualizza dal punto di vista temporale attraverso un’efficace narrazione dei fatti e degli eventi più importanti avvenuti tra gli anni sessanta e i giorni nostri, in Italia e nel resto del mondo.

A dare vita a questo racconto sono i D.N.A. PINK FLOYD tribute band, fra le più quotate tribute band italiane, la Rossini Pop Orchestra e le voci degli attori Fabrizio Bartolucci e Giuseppe Esposto, oltre che a quella dell’autore stesso dei testi recitati, Claudio Salvi.

La storia incomincia ripercorrendo i primi successi del gruppo, firmati dal genio tanto creativo quanto fragile di Syd Barrett, fino ad arrivare al primo pezzo eseguito dal riuscitissimo connubio fra la band e l’orchestra, Shine on you crazy diamond, dedicata proprio al fondatore e leader (dal 1965 al 1968) dei Pink Floyd, la cui unicità viene sottolineata da un interessante ricordo di David Gilmour: “Sembra che prima di unirsi ai Pink Floyd, Syd Barrett avesse più talento nell’arte pittorica che nel suonare la chitarra. Io stesso ero convinto che il suonare la chitarra fosse una delle pochissime cose che non sapesse fare. Ma lui riuscì a elaborare un suo stile chitarristico ben definito”. Il viaggio prosegue poi con i grandi capolavori, tra cui Wish you were here, Another brick in the wall, The great Gig in the sky (da applausi l’ottima performance dal punto di vista tecnico della corista Daniela Canova), Comfortably numb.

Gli spettatori partecipano, si fanno avvolgere dalle sonorità psichedeliche e ancora attuali dei Pink Floyd, vogliono immergersi e vivere in toto la magia della serata: La standing ovation arriva subito dopo il celebre assolo sprigionato dalle corde della chitarra elettrica di David Gilmour in Another brick in the wall. A fine spettacolo echeggia da svariati punti del Teatro G.B. Pergolesi la richiesta, subito esaudita di un Bis. 09/03/2016: la storia e la leggenda dei Pink Floyd possono continuare.

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