Gl’innamorati

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fotoSpaventarsi e fuggire quando si sente parlare di riscrittura e riambientazione di una commedia ‘classica’ come per esempio Gl’innamorati – uscita nel 1759 dalla perspicace penna di Carlo Goldoni (Venezia 1707 – Parigi 1793) che scandaglia con finezza i molteplici aspetti dell’amore – o avere il coraggio di andare a curiosare per trovarvi a volte simpatiche e divertenti sorprese?

È il caso della valida rivisitazione drammaturgica compiuta da Fabrizo Sinisi che trasferendo i personaggi della commedia in un oggi aggressivo e decadente, velato da un’apparente civiltà gridata da parole non corrispondenti ai fatti, narra in chiave moderna incomprensioni relative al rapporto amoroso, antiche quanto il mondo.

Tale discorso tende tuttavia a divenire più ampio perché rimanda a una serie di argomenti quali il piacere di conoscere, apprezzare o criticare i classici nei testi originali e l’educazione al Teatro come fonte di soddisfazione intellettuale, luogo in cui rilassarsi affrontando la vita in modo indiretto, sorridendo e riflettendo a un tempo sull’esistenza e sulle sue problematiche. Per questo è molto produttivo esservi avviati fin dall’età scolare ovviamente se preparati a esercitare un’azione critica che abitua a non diventare una delle tante persone passive che caratterizzano la nostra società: il Teatro con i suoi tempi più tranquilli e diversi dal ritmo incalzante della vita contemporanea aiuta a vivere meglio.

In tale chiave quindi ogni spettacolo purché animato da una visione poetica e non solo strumentale può dare input interessanti come la recitazione di Elena Cotugno e Gianpiero Borgia (che ne cura anche la regia), una coppia che ha scelto di trasportare – comunque nel rispetto della struttura data dal commediografo veneziano – Gl’innamorati ai nostri giorni e in quel Sud dove i due vivono e operano alacremente sviluppando un progetto di attualizzazione di classici.

La storia è senza tempo: gelosie, battibecchi, litigi furiosi, paci appassionate, immaturità, amore… sono ingredienti destinati a non mutare se non negli aspetti formali anche in virtù dell’influenza esercitata dal tempo in cui sono ambientati e, se oggi si è meno leziosi e più spicci rispetto al ‘700, anche schermaglie, discussioni e bisticci assumono una virulenza maggiore (esattamente come è connotata la società in cui viviamo) tanto che può sorgere l’ipotesi che diventino un modo per affermare l’esistenza di un legame, certo sbagliato, distorto e al limite della patologia.

Ecco allora che i nostri “innamorati” odierni entrati con intelligente foga, vivacità e competente professionalità nella parte – Gianpiero Borgia si accolla con simpatica verve il compito di interpretare tutti i restanti personaggi della commedia – combattono e si scannano divertendo il pubblico, ma lasciando un po’ di amaro in quanto risulta chiaro che spesso è la mancanza di dialogo maturo e razionale ad acuire le spinte irrazionali. Oggi pare più facile ricorrere a facebook, mail, sms e affini piuttosto che affrontare di persona e con calma questioni e problematiche.

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