Karmafulminien. Figli di puttini

Fino all'11 dicembre 2016 al Teatro Elfo Puccini, Milano

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fotoDi e con Enrico Pittalunga, Graziano Siressi, Luca Mammoli

Regista e co-autore Riccardo Pippa

Scene Anna Maddalena Cingi

Costumi Daniela De Blasio e Anna Maddalena Cingi

Luci Danilo Deiana

Produzione Fondazione Luzzati e Teatro della Tosse

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Karmafulminien, uno spettacolo simpatico.

Non altra parola potrebbe meglio e sinteticamente definire il lavoro dei ragazzi di Generazione Disagio. Simpatico tutto: il testo, che riesce a raggiungere, grazie alla patina raffinata della rima, apici di leggera scurrilità e ironia arguta; i costumi, essenziali e kitsch al tempo stesso; gli attori, oltre che simpatici, tecnicamente preparati, dotati di una presenza semplice e concreta, senza orpelli, nonostante l’apposita “orpellosità” di tutto il contesto.

Un trio di angeli scanzonati e, almeno verbalmente, senza fronzoli atterra proprio lì, nella sala teatrale Fassbinder dell’Elfo Puccini, con l’obbiettivo di purificare le anime di un piccolo consorzio umano dopo l’altro, di una platea dopo l’altra. Non mancano, infatti, piacevoli occasioni di luci di sala accese e coinvolgimento del pubblico, che viene trasformato in una schiera di fedeli, più o meno obbedienti.

Questi tre angeli sembrano, fin dall’inizio, un po’ blasfemi, angeli di seconda classe, che non rispecchiano in nessun modo l’iconografia dell’angelo custode ideale, anzi. Man mano, però, si svela l’arduo e fondamentale compito che gli è stato assegnato: alleggerire gli animi umani dai fastidi e dagli asti che caratterizzano, più o meno, la vita di ognuno. Più che angeli, sembrano antenne, pronte a captare, loro malgrado, tutti i momenti di paranoia, paura, rabbia e karma negativo che il genere umano vive quotidianamente. Se a volte, allora, sembrano cinici o pungenti, hanno i loro motivi!

Insomma, Karmafulminien è uno spettacolo che mette il sorriso. Senza troppe pretese di messaggistica morale, fa passare al suo pubblico un’oretta di piacevole svago, non risparmiandogli qualche lieve momento di riflessione: quanto ci danniamo l’esistenza per questioni di dubbio valore? Quanto siamo piccoli a volte, dandoci eppure un sacco di importanza? E all’anima, ci pensiamo ogni tanto?

Questi angeli scanzonati e un po’ grossolani riescono a parlarci anche di questo e, alla fine, è un po’ un peccato vederli riprendere le loro valigie e lasciarli partire.

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