Oleg Caetani in concerto

Il 15, 16 e 18 giugno all'Auditorium di Milano

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Foto di Paolo Dalprato

Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi

Direttore Oleg Caetani

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Torna alla guida de laVerdi Oleg Caetani, per il primo di due appuntamenti in stagione. Vibrante ed eclettica la locandina scelta dal Maestro, che si dipana lungo un immaginario asse Est-Ovest, che dall’Austria mozartiana di fine Settecento porta alla Russia di cent’anni dopo con Ĉajkovskij, passando per la Baviera di Richard Strauss. Non è un caso, certamente, e varrà la pena scoprire e seguire il “filo rosso” che lega i tre brani proposti, per uscire certamente compiaciuti dalla sala da concerto. Si comincia dunque con Mozart e l’Ouverture da Don Giovanni, si prosegue con il Don Juan di Strauss, per finire con la Quinta sinfonia di Ĉajkovskij. Tre le repliche a disposizione del pubblico: giovedì 15 (ore 20.30) venerdì 16 (ore 20.00) e domenica 18 giugno (ore 16.00) – all’Auditorium di Milano in largo Mahler.

(Biglietti: euro 36,00/16,00; info e prenotazioni: Auditorium di Milano Fondazione Cariplo, largo Mahler, orari apertura: mar/dom, ore 10.00/19.00, tel. 02.83389401/2/3; on line: www.laverdi.org o www.vivaticket.it).

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Programma

Čajkovskij, da sempre uno dei protagonisti di primo piano a laVerdi, verrà questa volta accostato alla ouverture del Don Giovanni di Mozart e al poema sinfonico Don Juan di Richard Strauss, creando un unico dramma teatrale in musica, un confronto tra la risolutezza e la spavalderia di Don Giovanni e l’ineluttabilità del destino in Čajkovskij: l’amore che agisce nel doppio taglio di una forza unificatrice e distruttrice. Mozart e Strauss condividono un comune spirito di dramma giocoso orchestrale, dove musica buffa e musica seria si incontrano alla pari. Se in Mozart i toni drammatici prevalgono, nel giovane Strauss del Don Juan troviamo invece una vibrante carica gestuale. Il bavarese dipinge il personaggio di Don Juan e la sua vita da libertino con melodie cariche di enfasi e corporeità, fino a che la fame di eros è tale da palesare il funesto destino della morte, nel finale tremolante di archi. La dualità inscindibile e profonda di desiderio e dolore viene quindi ripresa da Čajkovskij, che pare davvero un ripiego attorno alla fine del Don Giovanni/Don Juan, ancora vivido nella memoria dell’ascoltatore. Che continua tuttavia a rispecchiarsi in questa Quinta sinfonia, percependo quasi l’idea di una resurrezione nel trionfale Allegro vivace dell’ultimo movimento.

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Biografie

Oleg Caetani, direttore. È direttore d’opera e di concerto e reputa egualmente importanti questi due aspetti del suo lavoro. Il maestro considera Nadia Boulanger l’ispiratrice della sua carriera: ha scoperto il suo talento, lo ha iniziato alla musica e gli ha insegnato un approccio filosofico all’esistenza legato a Montaigne, stile di vita cui si ispira tutt’oggi. Al Conservatorio di Santa Cecilia ha frequentato la classe di direzione d’orchestra di Franco Ferrara e ha studiato composizione con Irma Ravinale. A diciassette anni, ha debuttato a teatro con Il combattimento di Tancredi e Clorinda di Monteverdi. Dopo aver studiato le Sinfonie di Šostakovič con Kondrashin al Conservatorio di Mosca, si è diplomato con Ilya Mussin al Conservatorio di San Pietroburgo con il massimo dei voti, dirigendo la Quinta sinfonia di Šostakovič. Vincitore del concorso alla Rai di Torino, di quello “Karajan” a Berlino, ha dato inizio alla sua carriera al Berlin State Opera “Unter den Linden” come assistente di Otmar Suitner. L’esperienza in un grande teatro d’opera con tutte le opere di Wagner e Strauss ha dato una svolta decisiva al suo repertorio. La profonda esperienza di Caetani, ormai trentennale, nel repertorio operistico da Verdi a Musorgskij e Wagner (incluse alcune produzioni del Ring) ha influenzato il suo approccio alle grandi composizioni sinfoniche del Ventesimo secolo (in particolare Bartòk, la seconda scuola di Vienna e l’impressionismo francese). La prima opera da lui diretta a 24 anni è stata Eugene Onegin nel 1981, appena diplomato al Conservatorio di San Pietroburgo. Da allora, Čajkovskij ha rappresentato un ruolo via via sempre più importante nel suo repertorio: del genio russo, Caetani ha tra l’altro inciso tutte le Sinfonie, compresa Manfred (2008).

Caetani si è dedicato anche alla registrazione e alla direzione di opere di compositori meno noti del Novecento quali Mosolov, Pizzetti, Gerhard. Le sue incisioni delle Sinfonie di Tansman, con etichetta Chandos, hanno vinto il Diapason d’Or nel 2006 e nel 2008. Ha inoltre inciso il primo ciclo completo delle Sinfonie di Šostakovič con l’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi. Lo lega un rapporto profondo con la Sydney Symphony, la Staastkapelle Dresden, il Maggio Musicale Fiorentino e – naturalmente – l’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi, che dirige regolarmente dal 1999 e che ha portato in tournée in Sus America, in Spagna e, più di recente, in Austria. Nell’aprile 2008 ha diretto la Verdi in Vaticano in un concerto in onore di Sua Santità Benedetto XVI, alla presenza del Presidente della Repubblica Napolitano, trasmesso in eurovisione.

Tra I future impegni segnaliamo: Lady Macbeth of Mzensk a Helsinki, Les Pecheurs des Perles a Trieste e Otello a Weimar, oltre a numerosi concerti con la London Philharmonic Orchestra,T aiwan National Philharmonic, TON Orchestra New York al Lincoln Center,  Weimar Staatskapelle in tour, Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, Sydney Symphony, Metropolitan Tokyo Symphony Orchestra, laVerdi a Milano.


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