Santa Cecilia, Yuri Temirkanov e Julia Fischer per Brahms e Dvorak

Il direttore russo e la violinista tedesca per il Concerto per violino di Brahms e la Sinfonia Dal Nuovo  mondo di Dvořák: 8-9-10 giugno a Roma

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Il ritorno a Roma di Yuri Temirkanov è sempre un appuntamento da non perdere e stavolta il direttore russo raddoppia con un duplice concerto nella Capitale per festeggiare il primo anno da Direttore Onorario di Santa Cecilia: saranno Temirkanov, leggenda vivente del podio e Julia Fischer, una delle migliori violiniste soliste al mondo, i protagonisti del nuovo appuntamento della stagione sinfonica dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia con il Concerto per violino op. 77 di Brahms (in Sala Santa Cecilia giovedì 8 giugno alle 19.30, venerdì 9 alle 20.30, sabato 10 alle 18).

Bella, talentuosa, carismatica, la tedesca Julia Fischer, nata a Monaco di Baviera, classe 1983, interpreterà il Concerto per violino e orchestra composto da Brahms nel 1878 per l’amico e virtuoso violinista Joseph Joachim che aveva seguito anche la stesura stessa della partitura: tre movimenti all’insegna del rispetto della struttura classica (allegro – adagio – allegro), ma intimista e luminoso nel serrato dialogo lo strumento solista e l’orchestra per uno dei pezzi più importanti del repertorio per violino,

Precocissima vincitrice a 12 anni del Concorso internazionale Yehudi Menuhin, per il suo debutto romano a soli 16 anni, la Fischer aveva scelto proprio lo stesso Concerto di Brahms, quando era già una violinista prodigio prima di trasformarsi definitivamente nella grande solista che è diventata adesso.

Artista completa dal talento eclettico, la Fischer, che ha cominciato a suonare il violino a quattro anni, ed è anche un’apprezzata pianista e musicista da camera che anta un contratto in esclusiva con DECCA, una lunga serie di collaborazioni con le più prestigiose orchestre internazionali e molti importanti riconoscimenti, dal BBC Music Magazine Award allo Choc du Monde de la MUsique al Diapason d’Or de l’Année all’ECHO Klassik fino al duplice Premio della critica tedesca e nel 2007, al premio artista dell’anno ai Gramophone Award.

Salto cronologico di venti anni in avanti nella seconda parte del concerto quando torna protagonista l’Orchestra romana con la Sinfonia n. 9 “Dal Nuovo  mondo”  di Antonin  Dvořák cartolina sonora di rara intensità che cattura “impressioni e saluti dal Nuovo mondo” fra melodie ispirate al composito folklore americano e ritmo. Dvořák era stato chiamato a dirigere il Conservatorio di musica di New York (non senza un lauto compenso) dove rimase dal 1892 al 1895 e la Sinfonia n. 9 eseguita per la prima volta nel1893 da Anton Seidl alla Carnegie Hall di New York rappresenta un po’ la sua consacrazione, nata dalla riflessione del compositore boemo all’impatto con la musica e la cultura dei nativi americani.

Biglietti da 19 a 52 Euro, info su www.santacecilia.it. Appuntamento da non perdere anche quello della settimana prossima (il 15-16-17 giugno) che chiude la stagine e vede il ritorno sul podio di Temirkanov con un programma stavolta interamente dedicato all’amatissima Russia con Čajkovskij (con la suite dal Lago dei Cigni e la fantasia sinfonica Francesca da Rimini) e Rachmaninoff (con le Tre canzoni russe).

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