Hamletmachine

Dal 14 al 16 settembre, ore 20.30, al Teatro Astra, Vicenza

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ideazione, regia, luci e scene Robert Wilson

testo Heiner Müller

con: Liliana Bottone, Grazia Capraro, Irene Ciani, Gabriele Cicirello, Renato Civello, Francesco Cotroneo, Angelo Galdi, Alice Generali, Adalgisa Manfrida, Paolo Marconi, Eugenio Mastrandrea, Michele Ragno, Camilla Tagliaferri, Luca Vassos, Barbara Venturato

co-regia Ann-Christin Rommen

con Giovanni Firpo

Progetto di Change Performing Arts commissionato da Festival di Spoleto 60 per l’Accademia Nazionale d’arte drammatica Silvio D’Amico

Nuova versione basata sulla produzione originale del 7 maggio 1986 alla New York University, New York

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Sarà il ritorno di Robert Wilson – l’anno scorso a Vicenza con la video presentazione del suo Hamlet – ad aprire ufficialmente Conversazioni 2017 – 70° Ciclo di Spettacoli Classici. Da giovedì 14 a sabato 16 settembre andrà infatti in scena uno dei suoi leggendari spettacoli, HAMLETMACHINE, scritto da Heiner Müller. Il capolavoro del 1986, viene riproposto al Teatro Astra di Vicenza nella versione realizzata a cura di Change Performing Arts per il Festival di Spoleto con gli allievi dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio d’Amico. Robert Wilson è già al lavoro per realizzare per il prossimo anno la nuova messa in scena dell’Edipo Re di Sofocle, la tragedia che, accompagnata dalle musiche di Andrea Gabrieli, inaugurò il Teatro Olimpico nel 1585.

L’amicizia tra Robert Wilson e lo scrittore della ex DDR Heiner Müller non fu solo leggendaria, ma anche estremamente produttiva: Müller scrisse testi per la sezione tedesca di the CIVIL warS (1984), per The Forest (1988) e La Mort de Molière (1994); altri testi di Muller si ritrovano in altri spettacoli di Wilson, mentre la prima messa in scena di Hamletmachine risale al 7 Maggio 1986 sul palcoscenico del teatro della New York University con la partecipazione di quindici studenti della stessa università; la versione tedesca segna invece il suo debutto il 4 Ottobre dello stesso anno alla Kunsthalle di Amburgo.

Müller dichiarò che la versione di Hamletmachine concepita da Wilson era “il miglior spettacolo di sempre” tratto dai suoi testi, celebrando lo spettacolo per la sua leggerezza e per l’assenza di ogni volontà di interpretazione scenica del suo lavoro concepito al termine della sua traduzione di “Hamlet” commissionata da un teatro tedesco. Elogiato da Gordon Rogoff nei suoi scritti come “un trionfo”, valse a Wilson un Obie Award come Miglior Regista, ma ebbe ben poche rappresentazioni.

A distanza di trent’anni Wilson riprende quello spettacolo su sollecitazione del Festival di Spoleto e del suo direttore Giorgio Ferrara che lo ha chiamato a suggellare così il decimo anno della sua direzione artistica. Per questa occasione Wilson coinvolge i giovani attori all’ultimo atto della loro formazione nell’Accademia Nazionale di Arte Drammatica “Silvio d’Amico”, la più prestigiosa delle scuole teatrali italiane che ha recentemente avviato un nuovo corso sotto la presidenza di Salvatore Nastasi. Lo spettacolo approda in esclusiva al 70° Ciclo di Spettacoli Classici di Vicenza.

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Robert Wilson. Nato a Waco in Texas, Robert Wilson è tra i più importanti artisti visivi e teatrali al mondo. Il suo lavoro si serve di diverse tecniche artistiche integrando magistralmente movimento, danza, pittura, luce, design, scultura, musica e drammaturgia. Dopo gli studi all’Università del Texas e al Pratt Institute di Brooklyn, alla metà degli anni ’60, Wilson fonda a New York il collettivo artistico “The Byrd Hoffman School of Byrds” con cui elabora i suoi primi originali spettacoli, Deafman Glance – Lo sguardo del sordo (1970) e A Letter for Queen Victoria (1974-1975). Nel 1976 firma con Philip Glass Einstein on the Beach, performance che cambia la concezione convenzionale dell’opera come forma artistica. Negli anni ha stretto collaborazioni con autori e musicisti del calibro di Heiner Müller, Tom Waits, Susan Sontag, Laurie Anderson, William Burroughs, Lou Reed e Jessye Norman. Disegni, dipinti e sculture di Wilson sono stati esposti in centinaia di mostre collettive e personali, e fanno parte di collezioni private e musei in tutto il mondo. Ha ricevuto numerosi premi e onorificenze, tra cui la nomination per il Premio Pulitzer, due premi Ubu, il Leone d’Oro per la scultura alla Biennale di Venezia e il premio Laurence Olivier. È stato nominato all’Accademia Americana di Arti e Lettere e Commandeur des Arts et des Lettres in Francia. Wilson è il fondatore e il direttore artistico del Watermill Center, un laboratorio creativo dedicato alle arti, con sede a Watermill, Long Island.

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Heiner Müller. Nato ad Eppendorf, in Sassonia, nel 1929, Heiner Müller è considerato il più importante autore tedesco dopo Bertolt Brecht. La sua arte si è distinta nel teatro e nella poesia, facendone anche uno scrittore e un saggista di merito. Il lavoro di Müller, con i suoi testi enigmatici e frammentari, è un contributo significativo al teatro postmoderno. L’autore ha affrontato i problemi della realizzazione concreta della nuova società, mettendone in rilievo nel contempo contraddizioni persistenti ed emergenti ostacoli, generatisi a danno dell’individuo, per sua stessa responsabilità. Tra le sue opere, che hanno visto anche la ritrascrizione di tragedie greche e shakespeariane (Philoktet, 1965; Ödipus Tyrann, 1967; Prometheus, 1969; Macbeth, 1972) figurano Germania Tod in Berlin (1971), Die Schlacht e Traktor (1975), Leben Gundlings. Friedrich von Preussen. Lessings Schlaf Traum Schrei (1976), aggressivamente parodistici delle idealità borghesi. È tuttavia la fase degli anni ’80 quella in cui approda ad un nuovo linguaggio drammaturgico, in cui alla riduzione dell’intreccio si unisce un dolente pessimismo. Tra i testi di questo periodo figurano Hamletmachine (1986) e Quartett (1987), entrambe affidate alla regia di Robert Wilson, con cui aveva saldato tempo prima una forte amicizia e intensa collaborazione. Grazie alla sua fervida attività, Müller viene ammesso all’Accademia delle Arti della Germania dell’Est (1984) e all’Accademia delle Arti di Berlino Ovest (1986). Entrato nel direttorato del Berliner Ensemble nel 1992, diventa direttore artistico nel 1995, poco prima di morire.

Il 70° Ciclo di Spettacoli Classici, in programma dal 14 settembre al 15 ottobre 2017, è promosso dal Comune di Vicenza – Assessorato alla crescita, in collaborazione con la Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza, e curato da Franco Laera con Adriana Vianello e Virginia Forlani. È sostenuto da Fondazione Cassa di Risparmio di Verona Vicenza Belluno e Ancona e da AIM Vicenza.

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PREVENDITA BIGLIETTI

Biglietteria del Teatro Comunale di Vicenza (per giorni e orari di apertura consultare il sito www.tcvi.it)

Biglietteria del Teatro Olimpico (un’ora prima degli spettacoli)

online nel sito classiciolimpicovicenza.it

sull’App del TCVI

in tutte le filiali della Banca Popolare di Vicenza

informazioni: tel. 0444 327393 – biglietteria@tcvi.it

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