Nabucco

Il 24, 27, 31 ottobre; 4, 7, 11, 16, 19 novembre al Teatro alla Scala, Milano

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Foto di Brescia/Amisano – Teatro alla Scala

Dramma lirico in quattro parti

Libretto di Temistocle Solera

Musica di GIUSEPPE VERDI

(Edizione critica a cura di R. Parker; The University of Chicago Press e Casa Ricordi, Milano)

Prima rappresentazione: Milano, Teatro alla Scala, 9 marzo 1842

Produzione Teatro alla Scala (2013)

In coproduzione con Royal Opera House, Covent Garden di Londra;

Lyric Opera di Chicago; Gran Teatre del Liceu di Barcellona

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Direttore NELLO SANTI

Regia DANIELE ABBADO

Scene e costumi ALISON CHITTY

Luci ALESSANDRO CARLETTI

Movimenti coreografici SIMONA BUCCI

Video LUCA SCARZELLA

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Personaggi e interpreti

Nabucco Leo Nucci

Ismaele Stefano La Colla

Zaccaria Mikhail Petrenko

Abigaille Martina Serafin (24, 27, 31 ott.; 4 nov.) /

Anna Pirozzi (7, 11, 16, 19 nov.)

Fenena Annalisa Stroppa

Il Gran Sacerdote Giovanni Furlanetto

Abdallo Oreste Cosimo

Anna Ewa Tracz

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CORO E ORCHESTRA DEL TEATRO ALLA SCALA

Maestro del Coro BRUNO CASONI

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Date:

martedì 24 ottobre 2017 ore 20 ~ prima rappresentazione

venerdì 27 ottobre 2017 ore 20 ~ fuori abbonamento

martedì 31 ottobre 2017 ore 20 ~ ScalAperta

sabato 4 novembre 2017 ore 20 ~ fuori abbomamento

martedì 7 novembre 2017 ore 20 ~ turno M

sabato 11 novembre 2017 ore 20 ~ turno N

giovedì 16 novembre 2017 ore 20 ~ turno O

domenica 19 novembre 2017 ore 20 ~ turno G La Scala UNDER30

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Prezzi: da 250 a 15 euro

Prezzi recita ScalAperta (31 ottobre): da 125 a 7,50 euro

Infotel 02 72 00 37 44

www.teatroallascala.org

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Verso il tutto esaurito il Nabucco con Leo Nucci diretto da Nello Santi

Il grande baritono torna a uno dei suoi ruoli d’elezione nella regia di Daniele Abbado e al centro di un prestigioso cast che riunisce Martina Serafin e Anna Pirozzi come Abigaille, Stefano La Colla come Ismaele, Mikhail Petrenko come Zaccaria e Annalisa Stroppa come Fenena

Va in scena al Teatro alla Scala dal 24 ottobre al 19 novembre Nabucco di Giuseppe Verdi, con la direzione di Nello Santi e la regia di Daniele Abbado; quattro delle otto rappresentazioni registrano già il tutto esaurito, mentre per le altre restano in tutto 150 posti. Si conferma così la fortissima identificazione tra il capolavoro giovanile di Verdi e il nostro Teatro (proprio su Nabucco si concentra anche la sezione dedicata alla Scala della grande mostra “Opera: Passion, Power and Politics” al Victoria and Albert Museum di Londra) ma anche il grande richiamo di un cast che riunisce, intorno a Leo Nucci protagonista, Martina Serafin (24, 27, 31 ott.; 4 nov.) e Anna Pirozzi (7, 11, 16, 19 nov.) al suo secondo titolo verdiano alla Scala dopo I due Foscari nella parte di Abigaille, mentre come Ismaele torna Stefano La Colla, ascoltato come Calaf nella Turandot di apertura del semestre di Expo diretta da Riccardo Chailly; Zaccaria è Mikhail Petrenko, una delle voci di basso più interessanti degli ultimi anni, e Fenena Annalisa Stroppa, applauditissima Suzuki lo scorso 7 dicembre.

Unanimemente considerato un punto di riferimento per il repertorio italiano, Nello Santi è strettamente legato a Nabucco, di cui è tra gli interpreti più accreditati. La sua lettura suscita un’attesa ancora più viva dopo il grande successo delle recite de La traviata con Anna Netrebko lo scorso febbraio. Santi tornerà sul podio nel maggio 2018 per la ripresa di Aida nello storico allestimento firmato nel 1963 da Franco Zeffirelli per la regia e da Lila de Nobili per scene e costumi.

Lo spettacolo realizzato da Daniele Abbado nel 2013, con le scene e i costumi di Alison Chitty, è una coproduzione con il Covent Garden di Londra, la Lyric Opera di Chicago e il Liceu di Barcellona. La scena si apre in un luogo sacro senza tempo, un cimitero ebraico che viene profanato dall’invasore babilonese costringendo gli ebrei ad abitare il deserto, un evocativo spazio vuoto caratterizzato da scarni elementi simbolici (sabbia, fuoco) e animato dal fondamentale apporto dei video firmati da Luca Scarzella. Una lettura che tiene conto delle implicazioni che quest’opera dai forti connotati politici assume dopo le tragedie del Novecento ma evidenzia soprattutto la riflessione universale sul tema dello sradicamento e dell’esilio.

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