Non volevo vedere

Il 24 novembre, ore 21, al Teatro Studio ‘Mila Pieralli’, Scandicci (FI)

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Foto di Gianni Ugolini

produzione Scuola di Musica di Fiesole e Dipartimento di Saxofoni – SMF

con il contributo di Città Metropolitana di Firenze

dal libro di Fernanda Flamigni e Tiziano Storai

lettura in musica di

Daniela Morozzi voce recitante

Alda Dalle Lucche saxofono

Susanna Bertuccioli arpa

Arcobaleno Ensemble piccola orchestra di saxofoni, arpe e bambine di tutte le età

con Alice Abbate, Ester Ida Bernardi, Michela Ciampelli, Martina Daga, Lucia Danesi, Giulia Fidenti, Matilde Incalcaterra, Livia Lorenzini, Tiziana Maccherini, Orsola Mameli, Alice Massetti, Marta Miniati, Teresa Romoli, Sara Salmane, Morgana Terracina, Margherita Vannuccini

direttore Giada Moretti

musiche di H. Villa Lobos, A.C. Jobim, C. Mansell, Y. Tiersen, I. Fossati

Durata: 1h e 15’, atto unico.

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Raccontarsi significa guardare la verità, darle un nome, anche se fa paura. Al Teatro Studio ‘Mila Pieralli’ di Scandicci, venerdì 24 novembre, ore 21, Daniela Morozzi, accompagnata da Alda Dalle Lucche al saxofono, Susanna Bertuccioli all’arpa, e dall’Arcobaleno Ensemble (piccola orchestra di bambine di tutte le età diretta da Giada Moretti), legge Non volevo vedere, dall’omonimo libro di Fernanda Flamigni e Tiziano Storai.

Si racconta ciò che Flamigni ha vissuto e il messaggio che ha voluto dare: un inno alla speranza per vincere la battaglia per la vita e la dignità, per credere nell’uguaglianza e nella libertà. Una testimonianza autentica del distorsivo rapporto tra un uomo e una donna che, con agghiacciante frequenza, sfocia nel dramma del femminicidio.

Una produzione Scuola di Musica di Fiesole e Dipartimento di Saxofoni – SMF, con il contributo di Città Metropolitana di Firenze.

I protagonisti di Non volevo vedere sono una coppia di giovani che si sono conosciuti a Trieste nei corridoi dell’università occupata nel 1989. Si innamorano, si fidanzano, poi si sposano. Il sogno di lei di una famiglia serena e felice si sgretola però sotto le picconate dell’uomo che svela fin dai primi tempi un carattere ambiguo, dai tratti psicotici, scisso tra scatti d’ira e microscopici gesti d’affetto.

Fernanda Flamigni resiste, stringe i denti, va avanti, con amore, poi con il senso del dovere ereditato dal padre. E mente a se stessa mentre il marito perde uno dopo l’altro gli impieghi come giornalista e si barrica dietro accuse al mondo, scuse e pretesti. Il tutto mentre lei non può fare nulla per contrastare la crescente dipendenza dell’uomo dalle droghe.

Dal giorno in cui l’eroina diventa la terza incomoda, un’amante esigente, i soldi cominciano a sparire dal conto in banca e dal salvadanaio del loro bambino. La protagonista decide di doversi salvare insieme al figlio. Torna alla casa di famiglia, parte il ricorso per la separazione, mentre nelle settimane successive subisce minacce, percosse, appostamenti e una terrificante aggressione a mano armata sul luogo di lavoro. Nel delirio che deve affrontare per proteggersi, Flamigni è più preoccupata delle minacce di suicidio dell’uomo, ne parla alle forze dell’ordine, ai servizi sociali.

Poi un giorno la telefonata e la protagonista apre per l’ultima volta la porta al suo carnefice che dice di portare un tardivo regalo di Santa Lucia al bambino. Entrato in casa, dalle sue mani esce una fisarmonica per il figlio e tanti coriandoli di carta lanciati sulla testa della moglie che ha ventinove anni: è il ricorso per la separazione stracciato in tanti piccoli pezzi. Poi la sua mano estrae la pistola.

Non volevo vedere, il titolo, una pugnalata: dopo due mesi di ricovero l’autrice è emersa dal proprio letto d’ospedale completamente e per sempre cieca. Nella stanza buia in cui è costretta ha deciso di ricominciare, di ripartire e per farlo è necessario capire, vedere, ‘aprire gli occhi’.

Si va a tentoni, si urtano mobili, ci si riempie le gambe di lividi. Ma dopo diciassette anni si può raccontare la propria storia, rivederla da capo, sviscerarla, osservarla tutta per poi descriverla in ogni suo anfratto, anche il più doloroso.

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Biglietti

Posto unico 5€

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Biglietteria di prevendita

Teatro della Pergola

Via della Pergola 30, Firenze

055.0763333 – biglietteria@teatrodellapergola.com.

Dal lunedì al sabato: 9.30 / 18.30

Circuito regionale Boxoffice e online su https://www.boxol.it/TeatroDellaPergola/it/event/non-volevo-vedere/212284.

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Biglietteria in orario di spettacolo

Teatro Studio ‘Mila Pieralli’

Via Gaetano Donizetti 58, Scandicci

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