Radio Maigret

Andato in scena al Teatro delle Spiagge, Firenze

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Il commissario Jules Maigret è certamente uno dei più amati personaggi del mondo del giallo. Protagonista di più di cento tra romanzi e racconti di Georges Simenon, Maigret ha presto conquistato il pubblico, che ha seguito le sue indagini tra i capitoli dei libri, al cinema, in televisione, nei fumetti e anche alla radio. Questa versatilità si deve alla potenzialità caratteriale del personaggio: Simenon ha saputo creare un soggetto letterario capace di vivere anche al di fuori delle pagine dov’è nato e di entrare facilmente nel cuore del pubblico. Il personaggio di Maigret, un commissario così distinto ma allo stesso tempo così profondamente umano, riflette l’attenzione dell’autore all’aspetto psicologico delle vicende poliziesche. Quello che fa di Simenon uno scrittore unico nel suo genere è la caratterizzazione non soltanto delle vittime, ma anche e soprattutto dei colpevoli, la loro fragilità. Tanto che, talvolta, il movente che spinge al delitto sembra più importante del delitto stesso.

Ispirati dai radiodrammi degli anni Cinquanta e Sessanta e dagli sceneggiati con Alberto Lionello in onda su Radiouno negli anni Ottanta, Gloria Sapio e Maurizio Repetto adattano e interpretano un’indagine del commissario francese in una formula originale. Insieme a loro sul palco Andrea Cauduro, presenza muta ma non certo silenziosa, artefice di effetti e tappeto sonoro dal vivo. Senza essere invadenti, gli attori della compagnia Settimo Cielo coinvolgono il pubblico, accompagnandolo dentro la vicenda, dentro la radio, dentro la casa dei signori Maigret. Lo spettatore è partecipe del caso, impegnato nella ricerca degli indizi che porteranno al colpevole, ma è anche dentro la scatola teatrale e radiofonica che si tinge di giallo e racconta il delitto. Radio Maigret è un radiodramma a vista, in cui tutto accade davanti agli occhi vigili del pubblico. Così, mentre il caso lo si risolve un passo alla volta, indizio dopo indizio, la regia dello spettacolo è limpida e senza artifici. Nonostante la macchina da scrivere di Janvier sia evidentemente un campanello da reception alberghiera suonato ripetutamente, vi si vede dietro un giovanotto catapultato a stilare deposizioni sotto dettatura. E nonostante non ci sia né un tavolo, né un piatto, tantomeno del cibo davanti al commissario, ci si unisce in coro alla signora Maigret che lo esorta a mangiare la cena prima che si freddi.

La formula di giallo teatrale proposta da Settimo Cielo è asciutta e leggera, esportabile anche in ambienti diversi da quelli scenici tradizionali. Una miscellanea ricca e piacevole di voci, suoni e pose che risvegliano la voglia di leggere Simenon, magari seduti al tavolino di un bistrot di Parigi.

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