Le sfumature di “Carmen” con Abbagnato

Andato in scena presso il Regio Teatro di Parma

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Foto di Roberto Ricci

Il Regio Teatro di Parma accoglie la doppia rappresentazione di Carmen, balletto in due atti rivisitato dal coreografo Amedeo Amodio, sulla musica di Georges Bizet e adattamento di Giuseppe Calì, interpretato dalla étoile dell’Opéra di Parigi Eleonora Abbagnato, già direttrice del Balletto del Teatro dell’Opera di Roma.

Foto di Roberto Ricci

Dal racconto di Prosper Merimée, la versione di Amodio, creata nel 1995 per Aterballetto, colloca la trama narrativa al termine dell’opera, sulle ultime note a chiusura di sipario, preludio per un inizio di storia che vede gli interpreti dei personaggi, inserirsi come fantasmi nel tessuto del racconto, in cui la realtà si mescola con i sentimenti degli interpreti e la finzione.

La cifra stilistica del coreografo si compenetra a tratti con guizzi stilistici alla “Petit”, frutto dei trascorsi di Amodio interprete di ruoli del grande coreografo francese, scomparso nel 2011 e non è un caso che proprio ad interpretare il ruolo di Carmen, sia Eleonora Abbagnato, che in seno all’Opera di Parigi, ha rivestito spesso ruoli creati dal maestro Roland Petit.

Foto di Roberto Ricci

Una scenografia semovente minimal, di cui gli spazi pieni e vuoti ricreano, di volta in volta, gli interni e gli esterni dell’ambientazione scenica, riflettono le luci e i tagli prospettici dei muri delle pareti, dentro e fuori, tra finzione e realtà, il gioco tra le parti di Carmen con Don José, interpretato da Michele Satriano, Alexandre Gasse, nei panni di Escamillo, Giorgia Calenda, nel ruolo di Micaela e Valerio Polverari, l’ufficiale, avvolti dai costumi di Luisa Spinatelli.

Una mediterranea e passionale Abbagnato tesse la trama del personaggio di Carmen, duettando e flirtando, per scongiurare la propria fine terrena. Un gioco sottile, seducente, intrigante, si conclude come metafora allo specchio, di un tema narrativo incompiuto, ove, chi nell’arena con i tori, chi a duello e coltelli, cerca la propria liberazione, da un amore doloroso e da un dolore troppo grande da contenere e vivere.

Foto di Roberto Ricci

Nonostante una caduta in scena, in una partnership tra due ballerini e una sedia, che non ci si augura mai possa accadere, non ha inficiato l’esito della rappresentazione, avvolgente in divenire, merito di tutta la Compagnia formata da: Virginia Giovanetti, Noemi Luna, Elisa Aquilani, Marta Marigliani, Flavia Morgante, Flavia Stocchi, nel ruolo delle Sigaraie; Giacomo Castellana, Giovanni Castelli, Umberto Desantis, Walter Maimone, Giovanni Perugini, Dennis Vizzini.

Produzione Daniele Cipriani Entertainment.

Foto di Roberto Ricci

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