Domenico Nordio nel doppio ruolo di solista e direttore

Il 14, 15 e 17 giugno all'Auditorium di Milano

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Foto di Paolo Dalprato

Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi

Direttore e violino Domenico Nordio

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E’ Robert Schumann il protagonista dell’ultimo dei 31 programmi della Stagione sinfonica 2017-18 de laVerdi.

Per l’occasione sale sul podio dell’Auditorium il grande violinista italiano, Domenico Nordio, qui nella doppia veste di solista e direttore per tracciare insieme all’Orchestra Verdi un percorso inedito del genio romantico: dalla giovanile Ouverture op.52 alla Sinfonia n.2, passando per il Concerto per violino e orchestra in Re minore capolavoro rimasto inedito fino agli anni ’30 del Novecento.

La musica di Schumann, che chiude una stagione più che positiva per l’Orchestra Verdi, sarà anche protagonista nel primo programma della Stagione Sinfonica 2018-19 de laVerdi, (il 20, 21 e 23 settembre prossimi) quando in Auditorium verrà proposto il suo Concerto per violoncello e orchestra in La min op.129.

Tre le date proposte per questo imperdibile appuntamento: giovedì 14 giugno (ore 20.30) venerdì 15 giugno (ore 20) e domenica 17 giugno (ore 16).

(Biglietti: euro 36,00/16,00; info e prenotazioni: Auditorium di Milano Fondazione Cariplo, largo Mahler, orari apertura: mar/dom, ore 10.00/19.00, tel. 02.83389401/2; on line: www.laverdi.org o www.vivaticket.it).

Dopo la pausa estiva, durante la quale laVerdi sarà impegnata al Castello Sforzesco nell’ambito della Stagione Estate Sforzesca del Comune di Milano con sei appuntamenti che spaziano dai più conosciuti brani classici alla musica rock, da Nino Rota, ai Beatles e al jazz, l’Orchestra Verdi dà appuntamento al pubblico milanese il 16 settembre alle ore 20 per il consueto concerto inaugurale della nuova Stagione al Teatro alla Scala con il Maestro Claus Peter Flor. In programma il concerto per pianoforte e orchestra (Imperatore), di Beethoven con Enrico Pace e con la Sinfonia n.1 (Il Titano) di Mahler.

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Programma

Schumann – Ouverture, Scherzo e Finale

Lo stesso autore le affibbiò nomi diversi, da Symphoniette a Suite a Sinfonia, pubblicandola poi nel 1846 come Ouverture Scherzo und finale (…) Il lavoro venne presentato la prima volta in pubblico nel dicembre 1841 al Gewandhaus di Lipsia insieme alla versione originaria della Sinfonia in re minore, la futura Quarta.

(…) All’ascolto, l’orecchio è immediatamente colpito dalla freschezza di questa musica, dovuta sia a una scrittura frizzante, sia a un’orchestrazione tutto sommato contenuta. L’autore ne sottolineò infatti il “carattere leggero, amabile” sostenendo di Averla concepita “in uno stato d’animo lieto”

Federico Fornoni

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Schumann – Sinfonia n.2

Schumann lavorò alla Sinfonia n.2 a partire dal dicembre del 1845, data in cui gli abbozzi presero forma; la composizione si protrasse per i primi mesi dell’anno seguente: era questo un periodo particolarmente difficile della sua vita, poiché si affacciarono per la prima volta i sintomi di quel disturbo mentale che lo condurrà alla follia e alla tomba nel volgere di dieci anni. Una sua testimonianza certifica come egli intendesse l’atto creativo della Seconda Sinfonia come uno dei mezzi – anzi il messo principale — attraverso il quale lo spirito cercava di opporsi alle avversità del destino: “Posso ben dire che qui si concretizza e si manifesta la resistenza dello spirito ed è palese che qui io abbia cercato di lottare contro il mio stato”

Mario Marcarini

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Schumann – Concerto per violino e orchestra

A indurre Schumann nel pieno della sua maturità compositiva a dedicarsi a un concerto per violino, fu senza dubbio l’amicizia con il famoso violinista Joseph Joachim. Composto in soli dieci giorni nel 1835, il concerto avrebbe dovuto essere presentato al pubblico dei Düsseldorfer Konzerte dei quali Schumann era direttore, con la moglie Clara e Johannes Brahms al pianoforte, Ma Johachim non eseguì mai il concerto e dopo la morte di Schumann non ne completò la revisione che gli aveva commissionato la vedova. Così il manoscritto rimase “sepolto” per trent’anni alla biblioteca di Stato di Berlino fino a che un nipote di Joachim riuscì a fare eseguire il concerto nel 1937 all’Opera di Berlino, anche se fu Yehudi Menuhin a portarlo a un successo che proseguì anche durante il nazismo.

Come scrive lo storico Nino Schilirò: “La propaganda nazista teneva a presentare il Concerto come il capolavoro romantico, l’anello mancante della catena che univa il Concerto per violino di Beethoven a quello di Brahms (1878), dopo che quello in Re minore op.64 (1844) dell’ebreo Mendelssohn era stato cancellato dal repertorio.”

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Biografia

Domenico Nordio, violino. È uno dei musicisti più acclamati del nostro tempo. Si è esibito nelle sale più prestigiose del mondo (Carnegie Hall di New York, Salle Pleyel di Parigi, Teatro alla Scala di Milano, Barbican Center di Londra, Suntory Hall di Tokyo) e con le maggiori  orchestre, tra le quali la London Symphony, la National de France, l’Accademia di Santa Cecilia di Roma, l’Orchestre de la Suisse Romande, l’Orchestra Borusan di Istanbul, l’Enescu Philharmonic, la Simon Bolivar di Caracas, la Nazionale della RAI, la Moscow State Symphony. I suoi ultimi tour internazionali lo hanno visto impegnato alla Sala Grande della Filarmonica di San Pietroburgo, al Concertgebouw di Amsterdam, alla Filarmonica Enescu di Bucarest, al Teatro Municipal di Rio de Janeiro, al Teatro Colon di Buenos Aires, alla Sala Tchaikovskij di Mosca, al Zorlu Center di Istanbul, all’Auditorium di Milano, alla Filarmonica di Kiev, nella Sala San Paolo di São Paulo, nella Sala Nezahualcóyotl di Città del Messico, al Teatro Solis di Montevideo, nella Sala Bolivar di Caracas.

È Artista Esclusivo Sony Classical e dalla Stagione 2017/18 è Artista Residente dell’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi.

Allievo di Corrado Romano e di Michèle Auclair, nato a Venezia nel 1971, ex bambino prodigio (ha tenuto il suo primo recital a dieci anni), Domenico Nordio ha vinto a sedici anni il Concorso Internazionale “Viotti” di Vercelli con il leggendario Yehudy Menuhin Presidente di Giuria. Dopo le affermazioni ai Concorsi Thibaud di Parigi, Sigall di Viña del Mar e Francescatti di Marsiglia, il Gran Premio dell’Eurovisione ottenuto nel 1988 lo ha lanciato alla carriera internazionale: Nordio è l’unico vincitore italiano nella storia del Concorso.

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