La zattera dei migranti

Il 23 maggio, dalle ore 18.30, allo Spazio Alfieri, Firenze

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Storie di profughi africani in palcoscenico

un film documentario di Massimo Luconi

una produzione General Video realizzata con il sostegno del Comune di Firenze, Area metropolitana fiorentina, Teatro Cantiere Florida

regia Massimo Luconi

fotografia e montaggio Ivan D’Alì

con: Bakary Diabate, Mamadou Diaby, Alassane Diallo, Ibrahima Diassigui, Blessing Godpower, Papy Jay, Boubacar Kanoute, Bilaly Ongoiba, Ousmane Tounkara, Aboubacar Traore.

progetto teatrale Cesare Molinari, Massimo Luconi

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Mercoledì 23 maggio dalle ore 18:30, Spazio Alfieri in Via dell’Ulivo, 8, Firenze.

Il palcoscenico con i suoi codici e le sue regole, anche rigide e complesse, è un non luogo, uno spazio fisico e mentale dove è possibile capire direttamente e non solo attraverso i media, le storie e i meccanismi comportamentali di questi ragazzi, in jeans e con il telefono uguale ai loro coetanei europei, che scappano dalle guerre e dai disagi di un’Africa che ai problemi endemici, assomma nuove tragedie e nuove povertà.

All’inizio non è stato facile formare un gruppo di teatro, seppure tutti fossero africani, le provenienze erano molto diverse, alcuni profughi vengono dall’Africa francofona (Mali, Senegal, Costa D’ Avorio) altri dall’area di colonizzazione inglese (Nigeria, Gambia) e altri ancora parlavano solo le lingue delle loro etnie come ad esempio i Peul che sono pastori nomadi, o come i mitici Dogon del Mali, costretti anche loro a scappare a causa della guerriglia ai confini fra Mali e Algeria. Alcuni non si capivano neanche fra di loro e dovevano comunicare con uno stentato italiano. L’osmosi è avvenuta cementando la pratica teatrale con il valore simbolico e con il forte senso di cerimonia sacra, con tutte le connotazioni magico feticistiche, che ancora conserva il rituale teatrale per gli africani, dove il regista è il magicien e gli attori i griot che raccontano le gesta dei personaggi.

Insieme al Prof Cesare Molinari che ha sostenuto fin dall’inizio il percorso teatrale, abbiamo utilizzato come spartito di lavoro, un testo ispirato a Arturo UI di Bertolt Brecht, che si è a poco a poco strutturato sulle caratteristiche dei giovani attori, e che in loro ha suscitato forte interesse, per la tematica insita nel testo teatrale, (l’ascesa al potere di Hitler, da gangster a dittatore), una metafora che appartiene a tutte le storie di dittature anche di quelle africane.

Le riprese video non sono state invasive e aggressive come durante un’inchiesta, ma dietro le quinte con uno sguardo semplice, per scavare dentro la profonda umanità, la sensibilità, la ricchezza espressiva, i drammi dei migranti e le storie di questi giovani emigranti, che ci restituiscono con grande dignità, pezzi di un’Africa dove tradizione e modernità si incrociano sulle rotte dei viaggi della speranza.

Massimo Luconi

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Massimo Luconi

Regista di teatro e televisione, è stato direttore del teatro Metastasio della Toscana dal 2002 al 2005 e condirettore dal 2010 al 2014.

Fra i suoi ultimi lavori teatrali, il dolore di M.Duras con Mariangela Melato, Sarabanda di I. Bergman con Massimo de Francovich, Giuliana Loiodice, Luca Lazzareschi, Antigone una storia africana, con un gruppo di giovani attori senegalesi a seguito di un progetto di formazione in Senegal.

Per Rai Cinema ha realizzato nel 2013 il documentario l’occupazione cinese, made in Prato.

Da oltre 25 anni frequenta l’Africa occidentale, in particolare il Senegal, con progetti di teatro, video e formazione.

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Per informazioni: Teatro Cantiere Florida – 055.7135357

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