Accademia di Santa Cecilia, Antonio Pappano dirige il “Requiem” di Mozart

In programma anche il Concerto per violino di Berg interpretato da Gil Shaham, il 24, 26 e 28 gennaio a Roma

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Antonio PappanoLa solennità del Requiem di Mozart e l’intensità del Concerto per violino di Berg in un programma toccante che unisce due ultime composizioni, rispettivamente del 1791 e del 1935, interpretate dall’Orchestra e Coro dellAccademia Nazionale di Santa Cecilia diretti da Sir Antonio Pappano, al primo appuntamento romano del nuovo anno, giovedì 24 alle 19.30 (in replica sabato 26 ore 18, domenica 27 ore 18.00) in Sala Santa Cecilia dell’Auditorium Parco della Musica di Roma.

Nel riproporre tutta la grandiosità del Requiem di Mozart, Pappano sarà affiancato dal Coro diretto da Ciro Visco e dalle voci dei solisti Mariangela Sicilia (soprano), Sonia Prina (mezzosoprano), Frédéric Antoun (tenore), Georg Zeppenfeld (basso).

Da sempre avvolto da un’aura leggendaria che fu alimentata soprattutto in epoca romantica, il Requiem di Mozart, ultima composizione del genio di Salisburgo, rimase incompiuta a causa della morte prematura del compositore: è sempre stata legata al mistero e alle illazioni sulla sua pericolosa committenza, tutte circostanze ampiamente cavalcate da Stendhal, Puškin, dalla pièce di Peter Schaffer che ha ispirato il pluripremiato Amadeus di Forman.

Un mistero sciolto in realtà visto che è noto che fu un aristocratico, il sedicente compositore conte Walsegg a commissionare segretamente a Mozart il Requiem per per potersi attribuire pubblicamente la paternità dell’opera in occasione dell’anniversario della scomparsa della moglie del nobile. La morte prematura di Mozart, nel 1791, altre in parte i suoi piani, ma il conte non fece nulla per non alimentare il mistero della composizione del Requiem completato successivamente da Franz Süssmayr, allievo di Mozart.

Ma il mistero aleggia ancora in qualche modo alla composizione del leggendario Requiem mozartiano, l’ultima opera del catalogo del genio salisburghese che continua a esercitare un fascino irresistibile sugli ascoltatori di ogni età per la bellezza cristallina e grandiosa della musica.

Meno misterioso, ma altrettanto carico di intensità emotiva è l’altro pezzo in programma all’insegna di due ultime composizioni, quasi un doppio requiem: in serata spazio al toccante Concerto per violino che Alban Berg scrisse nel 1935, negli ultimi mesi di vita (mentre era impegnato con la composizione della Lulu) su commissione del violinista americano Luois Krasner, il primo che lo eseguì in pubblico, nel 1936 quando Berg era già morto.

L’ultima composizione di Berg è un requiem dedicato alla memoria di un angelo in ricordo della giovane Manon Gropius, figlia di Alma Mahler e del suo secondo marito, larchitetto Walter Gropius, amici della famiglia Berg che subirono la morte della figlia, colpita da poliomelite. E questo Concerto per violino è quanto di più lontano dal virtuosismo, pensato come requiem senza parole che sarà affidato alla toccante e sensibile interpretazione del violinista Gil Shaham.

Il fuoriclasse statunitense torna sul palco di Santa Cecilia a distanza di due anni dalla sua ultima apparizione: già vincitore di Grammy Awards, nel 2012 eletto Musicista dellannoda Musical America, il pluripremiato Shaham suona lo Stradivari Contessa di Polignac del 1699. Da ricordare qualche variazione di orari nella programmazione consueta, giovedì 24 gennaio alle ore 19.30, repliche sabato 26 e domenica 27 alle ore 18, Giornata della Memoria. Biglietti da 19 a 52 Euro, info 068082058, prevendita telefonica con carta di credito Call Center TicketOne Tel. 892.101, santacecilia.it.

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