“Grandi voci alla Scala”: ricordo di Lucia Valentini Terrani

Il 23 febbraio, ore 17, al Ridotto dei Palchi del Teatro alla Scala, Milano

0
307
Lucia Valentini Terrani
Foto di Erio Piccagliani

È dedicato a Lucia Valentini Terrani il prossimo appuntamento del ciclo “Grandi voci alla Scala”, sabato 23 febbraio alle ore 17 al Ridotto dei Palchi del Teatro alla Scala. All’incontro a ingresso libero fino a esaurimento posti parteciperà l’attore Alberto Terrani, suo compagno di vita, insieme a Sabino Lenoci e Giancarlo Landini, direttore e vicedirettore della rivista ‘l’opera’ che realizzano il ciclo “Grandi voci alla Scala” in collaborazione con il Teatro.

Lucia Valentini Terrani (1946-1998) debuttò alla Scala nell’Italiana in Algeri nel 1973 sotto la direzione di Claudio Abbado – a meno di un anno dal trionfo nel “Concorso internazionale per voci rossiniane” indetto dalla Rai. Dopo avere cantato ne Le Cinesi di Gluck alla Piccola Scala nel 1974, venne acclamata nella Cenerentola, diretta da Abbado nello storico allestimento firmato da Jean-Pierre Ponnelle che proprio in queste settimane è accolto al Piermarini da rinnovato successo.

Lucia Valentini Terrani iniziò così un sodalizio con il Teatro milanese e con il celebre direttore destinato a durare più di un ventennio. Con Abbado completò la trilogia rossiniana con Il barbiere di Siviglia, cantò Marina in una storica edizione di Boris Godunov, partecipò a memorabili esecuzioni di Aleksandr Nevskij di Prokof’ev, della Messa da Requiem di Verdi e dello Stabat Mater di Pergolesi, oltre alla Petite Messe Solennelle di Rossini, diretta da Romano Gandolfi e la Nona Sinfonia di Beethoven con Carlo Maria Giulini. Con Abbado e i complessi scaligeri fu anche tra i protagonisti, nella parte di Eboli, dell’incisione integrale in francese del Don Carlos di Verdi.

Voce preziosa sostenuta da una tecnica di altissimo livello, Lucia Valentini Terrani univa al magistero vocale la statura d’interprete illuminata e ispirata. La sua musicalità era sempre sorretta da una viva partecipazione emotiva e da una forte concentrazione spirituale. La produzione buffa e seria di Rossini (fondamentali le sue performance al Rossini Opera Festival) fu il suo terreno d’elezione, ma seppe farsi valere anche nel repertorio barocco, in quello francese e in quello sinfonico-cameristico, dall’Orlando furioso di Vivaldi alla Mignon di Thomas e al Werther di Massenet, dalla Carmen di Bizet alla Rapsodia per contralto di Brahms e alla Terza Sinfonia di Mahler.

LEAVE A REPLY