Impromptu 2019

Andato in scena al Teatro Le Serre di Grugliasco (TO)

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Impromptu 2019Questa volta pensavo che il tendone del circo avrebbe avuto pochi spettatori. C’era la partita dell’Italia impegnata con la Finlandia per le qualificazioni agli Europei. Il clima mite, già primaverile, invitava a fare delle passeggiate. Lo spettacolo era formato da Allievi del 1° anno e quindi, in teoria, non troppo bravi. Ed invece. Se non strapieno poco ci mancava. Clima festoso come sempre. Cori da stadio, famigliole con bimbetti al seguito, parterre pienissimo e gente in coda per il biglietto. Mi stupisce sempre questa realtà. Sarà perché do per scontato ciò che scontato non è, fortunatamente non tutti gli italiani di sesso maschile, ma in misura minore anche femminile, sacrificano tutto al calcio.

Nel parco delle Serre che circonda il teatro, è anche piacevole passeggiare, chiacchierare, sedersi su una panchina. Questo è il periodo giusto perché le zanzare latitano, e gli odori primaverili sono al culmine. E poi, come ho già avuto modo di scrivere, in questi anni si è formato uno zoccolo duro di spettatori convinti di trovare sempre prodotti di qualità, e per quanto mi riguarda non sono mai rimasto deluso. Terminata la sviolinata, sentita e non dovuta, parliamo dello spettacolo. Frizzante, divertente, con ritmi diversi e con la capacità, non secondaria, di adattarsi al luogo ed al contesto. Una ventina di ragazzi, più o meno, con netta superiorità femminile, mi sembra, hanno dato vita ad una performance che aveva come tema portante: Ciò che ci accomuna è il tempo di un respiro inspira… espira… inspira… espira… un’azione così meccanica e spontanea, un’esigenza primaria che accomuna tutti gli esseri viventi. eppure per un’artista il respiro è qualcosa di più: un elemento che mette in relazione il magma interiore delle emozioni con la loro restituzione in chiave artistica e, proprio per questo, un elemento che va “educato” affinché diventi un metronomo interiore che consenta di scandire il tempo della performance.

Diretti da Eric Angelier, gli allievi del primo anno dell’Accademia del circo contemporaneo di Fondazione Cirko Vertigo hanno sviluppato con azioni sopratutto corali, immagini di movimento e di forza che univano il piacere dello stare insieme alla consapevolezza della propria capacità. Questi momenti erano intervallati da esibizioni solitarie o di coppia, che nulla avevano da invidiare ai loro compagni del corso più avanzato, o addirittura a professionisti già affermati. Avevano dalla loro la convinzione che nulla dovevano dimostrare se non se stessi. Questo ha permesso agli esecutori una tranquillità di ed una presa di coscienza invidiabile. Ovviamente dietro c’è e c’era molto lavoro, a cominciare dagli insegnanti, dai tutor, dalla macchina organizzatrice e dalla loro voglia di faticare. E anche molta ironia, soprattutto da parte di un ragazzo che usava il cerchio in modo goffo, una sorta di clown con pantaloncini corti, che ha commosso per questo duetto (con il cerchio) dove non si sapeva chi fosse il conduttore.

E così un ragazza alle prese con la corda tesa, dove giocava con la possibilità sempre in agguato dello sbaglio, ma il suo sorriso e la sua grazia facevano pensare che forse di sbagliato non c’era nulla, tutto era studiato. Ragazze e ragazzi da tutto il mondo, che giocavano con gli attrezzi, fra di loro e con il pubblico, che non si è mai sentito solo e faceva udire la propria presenza ed il proprio divertimento in modo tutt’altro che silenzioso. Molto importanti le musiche ed i costumi. Una immagine mi è rimasta impressa sulle altre: quando quasi tutti gli artisti hanno indossato una benda, e con questa si muovevano nello spazio. Molti significati si portavano dietro questi semplici accorgimenti e, ne sono sicuro, il pubblico lo ha colto in pieno. Insomma, anche questa volta è valsa la pena venire.

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Credits

direzione artistica e regia Eric Angelier

con gli artisti di Cirko Vertigo:

Maria Fernanda Aguilar Carvajal, Costa Rica, palo cinese;

Paola Antonini, Italia, corda aerea;

Elena Avellas Herranz, Spagna, filo teso;

Guenda Bournes, Italia, cerchio;

Matilda Buscemi, Italia, trapezio;

Alessandro Claudio Campioni, Italia, roue cyr;

Emmanuel Caro, Argentina, trapezio;

Jorge Adrian Castro Batista, Spagna, giocoleria;

Sofia Fernandez, Spagna, cerchio;

Eleni Fotiou, Grecia, corda aerea;

Sara Frediani, Italia, cinghie; Rachele Grassi, Italia, cerchio;

Silva Karla Renata Martinez, Cile, cerchio;

Carlos Rodrigo Parra Zavala, Messico, palo cinese;

Marta Piazza, Italia, roue cyr;

Rocio Suarez, Argentina, danza;

Gabriel Taiar Santos, Brasile, roue cyr;

Afroditi Tolia, Grecia, tessuti;

Lara Torelli, Italia, tessuti.

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